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pubblicato il 16 dicembre 2014

Audi A1, rinnovata e più efficiente

Look rivisto, gamma ripensata e con il primo 3 cilindri a benzina della storia Audi

Audi A1, rinnovata e più efficiente
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La storia comincia con la 50 negli anni Settanta, continua con l'ottima quanto incompresa A2 in alluminio del 1999 e trova finalmente la sua dimensione con la A1 del 2010. Il rapporto dell'Audi con le (ex) utilitarie non è mai stato facilissimo, ma proprio la A1 ha risistemato le cose: sono 500.000 gli esemplari venduti dal 2010. Ora, dopo che la MINI si è rinnovata da cima a fondo, dopo che il Gruppo PSA si è messo in testa di dare una dimensione premium al suo marchio DS e la smart ha presentato la forfour (che è molto diversa dalle auto appena nominate, ma potrebbe comunque rappresentare un'alternativa, per qualcuno), ecco che a Ingolstadt si sono messi al lavoro sulla loro “piccola”. Ai ritocchi estetici, che vedremo più avanti, si affiancano interventi sostanza: sono stati rivisti a fondo i sei motori, fra i quali si trovano due novità assolute a tre cilindri: l'1.0 TFSI a benzina e l'1.4 TDI. In tema di tecnica, debutta il servosterzo elettromeccanico a taratura variabile in base alla modalità di guida scelta con l'Audi Drive Select. Immancabile, infine, la rivisitazione della gamma, con allestimenti ristudiati e nuovi accessori per personalizzare la vettura.

Trova le differenze

Premessa: si tratta di un aggiornamento di metà carriera quindi è normale che gli interventi estetici siano molto limitati. A maggior ragione dato che la A1 è piaciuta e continua a piacere tanto. Ecco dunque che a variare sono dettagli come i colori della carrozzeria: ce ne sono quattro nuovi. Aumenta inoltre la lunghezza, di 2 cm, per via della forma leggermente diversa dei paraurti. Ancora, in base alle versioni ci sono inserti colorati nei paraurti o cromature che arricchiscono l'aspetto della vettura.

Tre cilindri a chi?

Partiamo dalle novità. Una assoluta per i quatto anelli: il primo tre cilindri a benzina della sua storia è un piccolo 1.0 da 95 CV. Non un record assoluto in termini numerici, ma non era evidentemente questo lo scopo dei motoristi di Ingolstadt, alla ricerca più che altro del contenimento dei consumi abbinato a una fruibilità che solo la sovralimentazione può garantire quando la cilindrata è così piccola. Ebbene, il tre cilindri tedesco fa egregiamente il proprio dovere: inizia a spingere con brio più che sufficiente a 1.300 giri e smette dopo i 5.500. Non si tratta, come ovvio, di accelerazioni sportive, ma la velocità sale rapidamente e non si sente l'esigenza di qualche CV in più. Detto questo, certa concorrenza – vedi Opel e Ford – ha lavorato leggermente meglio sulle vibrazioni e sulla rumorosità dei rispettivi tre cilindri di piccola cilindrata. A proposito di rumore e vibrazioni, è invece incredibile il salto in avanti compiuto dal TDI 1.4 a tre cilindri, ovvero la seconda novità: avete presente il vecchio 1.4 TDI del Gruppo VW? Dimenticatelo. La nuova unità è molto più fluida e silenziosa. Questo turbodiesel ha pochissimo da invidiare al 1.600 TDI sia dal punto di vista del comfort, sia da quello della brillantezza di risposta. Per il resto, la A1 si conferma molto sicura fra le curve, più stabile che divertente, mentre le sospensioni fanno bene il proprio lavoro su dossi e tombini.

Non grandissima, ma Audi

Un profilo in alluminio sulla soglia d’ingresso dà il benvenuto a bordo; all’interno, una tecnologica e riposante luce soffusa si diffonde dalla plafoniera, dai pannelli porta, dalla zona dei piedi. Lo sguardo cade poi sulle bocchette e non può non notarne il contorno lucido con bordo cromato. Ci si trova su un’Audi “DOC”, non ci sono dubbi. Anche perché, se mai ce ne fossero, verrebbero sciolti dal listino: tutte le voci sopra elencate sono a pagamento. A Ingolstadt non regalano nulla, ma di questo ci occuperemo dopo. Qui corre l’obbligo di elogiare i rivestimenti morbidi ovunque, così come l’assemblaggio praticamente perfetto. I pannelli e tutti i particolari, davvero numerosi, sono allineati con precisione chirurgica, garanzia di una qualità che durerà nel tempo. Da vera Audi è anche la posizione di guida: con la seduta bassa e il volante che gode di ampie regolazioni, guidatori di tutte le taglie possono trovare agevolmente la sistemazione ideale. Dietro, invece, se lo spazio per le ginocchia non manca, altrettanto non si può dire per la testa: soprattutto sulla 3 porte, chi supera i 170 cm di statura tocca il padiglione con una certa facilità. Le novità? Sono limitate alla tecnologia, aggiornata con il nuovo sistema MMI plus dotato di modulo Audi connect con sistema veicolare, che porta in auto i servizi online di Audi connect, tra i quali persino un hotspot WLAN.

Prezzi premium

La soglia di ingresso nel mondo A1 – e Audi in generale – è posizionata a 20.300 euro, ovvero il prezzo della 1.4 TDI ultra da 90 CV in allestimento base. Al top di gamma si posiziona invece, per il momento, la 1.4 TFSI Cylinder on Demand a 24.450 euro, in attesa della S1 2.0 TFSI da ben 231 CV. La commercializzazione è già cominciata a novembre, mentre il lancio ufficiale è in programma per febbraio del prossimo anno.

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Tag: Test , Audi , auto europee


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