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Attualità

pubblicato il 16 dicembre 2014

Contro Uber a Parigi scoppia la Rivoluzione Francese

I taxi si sono inventati “l’operazione lumaca” ed il portavoce del ministero dell’Interno ne appoggia la causa

Contro Uber a Parigi scoppia la Rivoluzione Francese
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Parigi ha dichiarato guerra ad Uber, la app con cui si chiama un’auto con autista, ed UberPop, quella con cui chiunque lo desidera può trasformarsi (quando vuole) in autista a pagamento. Ieri centinaia di taxi hanno protestato bloccando le strade che collegano la capitale agli aeroporti di Roissy-Charles de Gaulle e di Orly. E’ stata battezzata “operazione lumaca” ed ha trovato appoggio nelle parole del portavoce del ministero dell’Interno, Pierre-Henry Brandet, che ha promesso il divieto di Uber da gennaio 2015. A scatenare la bufera è stata la decisione del Tribunale di Commercio di Parigi di respingere il reclamo delle associazioni di tassisti, stabilendo che UberPop “non è illegale”. In Italia invece il Ministro dei Trasporti Lupi ha dichiarato il contrario, invitando i vigili a multare per esercizio abusivo della professione chi utilizza UberPop e viene sorpreso in flagranza di reato. La Francia è infatti solo uno dei tanti Paesi in rivolta contro Uber, che però non molla e va dritto per la sua strada.

La replica di Uber

In una nota per la stampa Uber ha commentato così la situazione a Parigi: “La recente decisione del Tribunale di Commercio di Parigi è la prima e sola decisione resa sulla base della legge Thévenoud e la decisione è quella di non sospendere UberPop. Uber continuerà anche nel 2015 ad applicarsi per innovare e offrire nuove soluzioni di trasporto che siano sicure, affidabili e accessibili – incluso UberPOP. Uber è parte della soluzione, e non parte del problema. Continuiamo ad avere un dialogo aperto con tutti gli attori del settore e crediamo di condividere con loro gli stessi obiettivi, ovvero integrare soluzioni innovative nell’offerta della mobilità francese e continuare a far muovere Parigi”.

La situazione in altri Paesi

Di recente Uber è stato bandito da 4 Paesi: India, Spagna, Brasile e Thailandia. In particolare, a Nuova Delhi è scoppiato uno scandalo perché un autista è stato arrestato con l'accusa di stupro nei confronti di una passeggera del servizio e l’app è stata bandita, "insieme agli altri servizi taxi non registrati", con l'accusa di essere "forviante per i suoi utenti"; un tribunale di Madrid l’ha proibita a titolo cautelativo in tutta la Spagna; l’ufficio trasporti di Rio ha denunacito Uber ed altre società simili perchè operano illegalmente senza una licenza adeguata per il servizio taxi. In Italia invece Uber è arrivato a Padova e per Natale ha lanciato una promozione: in accordo con Eataly offre ai nuovi iscritti, ma solo per il giorno 18 dicembre, un cesto con panettone e spumante.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , taxi , uber


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