dalla Home

Attualità

pubblicato il 16 dicembre 2014

Bollo auto storiche, come funziona

Facciamo il punto sulla riforma della tassa di proprietà

Bollo auto storiche, come funziona

È guerra sul bollo delle auto che hanno più di 20 ma meno di 30 anni: le vetture storiche. A seconda della regione, c’è una totale o parziale esenzione dal pagamento della tassa di proprietà di quelle macchine; e c’è chi vuole eliminare questa agevolazione. Per questo, il disegno legge stabilità, in discussione in Parlamento, prevede che pure le auto storiche (ripetiamo, over 20 ma under 30) paghino il bollo. Le over 30 continueranno a godere di agevolazioni come l’esenzione del bollo. Una decisione che ha scatenato la polemica, con due fazioni in campo e 36 emendamenti contrari.

L’ACI va all’attacco

Da un parte, c’è chi come l’Automobile club d’Italia, dice che in Italia troppe auto godono dei vantaggi esclusivi dei veicoli storici senza meritarli: mezzi vecchi che di storico hanno solo i documenti. Per minimizzare il numero di abusi di coloro, per risparmiare, spacciano per storiche auto oggettivamente vecchie, inquinanti e poco sicure, bisogna concedere le agevolazioni solo alle vetture comprese in una lista chiusa. Un elenco che definisca puntualmente le auto con un effettivo interesse storico. A prescindere dall’età, ovvero dai 30 anni previsti oggi come unico criterio che penalizzerebbe pesatamente il mercato della cosiddette youngtimer. Una posizione ragionevole? Può darsi: pur tuttavia, occhio a chi fa quell’elenco, e massima attenzione a come viene compilato, con quali criteri, con quali esclusioni.

L’ASI risponde

Dall’altra parte c’è l’Asi (Automotoclub storico italiano), contrario alla norma della legge stabilità 2015. Tutto l’impianto fa perno sui tagli fiscali, ovvero sul recupero di introiti non riscossi per qualsiasi motivo: fra questi rientrano quelli degli oltre 4 milioni di veicoli ultraventennali fra cui si insinua anche l’elusione fiscale di chi non paga le tasse automobilistiche, pur utilizzando l’auto storica tutti i giorni. In realtà la nuova legge rischia di falciare l’intero settore dell’auto d’epoca che avrebbe invece bisogno di attente sforbiciate per eliminare i cosiddetti "furbetti" da un ambiente che accoglie soprattutto appassionati veri. Il rischio è che per recuperare qualche milione di euro in tasse lo Stato finisca per cancellare un mercato e un indotto come quello delle auto storiche che muove cifre ben più importanti e dà lavoro a tante persone: un po’ come già successo con il superbollo che ha ucciso le auto di lusso e sportive azzerando gli incassi per l’erario. Ma quante sono le auto di interesse storico potenzialmente coinvolte dalla fine dell’esenzione fiscale e qual è il giro d’affari che le ruota attorno? Se l’Aci parla di 800.000 veicoli di interesse storico, l’Asi fa sapere che nei 13 anni di vita del provvedimento i mezzi esonerati dal pagamento del bollo sono stati 501.000 e che al 31 dicembre 2013 la cifra è scesa a 375.000. Far pagare nuovamente il bollo a questi veicoli potrebbe teoricamente portare nelle casse dello Stato 56,2 milioni di euro (375.000 x 150 euro di media), ma che nella realtà una simile misura è in grado di togliere dalla circolazione molti dei mezzi storici fino alla soglia delle 50.000 unità, per via di rottamazioni ed esportazioni. Così ricalibrato il maggiore introito teorico per l’erario si riduce a 7,5 milioni di euro, cifra irrisoria se paragonata ai 650 milioni di euro che le auto d’epoca muovono annualmente per i costi di manutenzione (375.000 x 2.000 euro medi). Senza contare la fuga di mezzi storici all’estero: sarebbe un esodo di massa.

Chi paga

A farne le spese saranno meccanici, carrozzieri e piccoli riparatori, oltre a ricambisti e distributori di benzina, tutte categorie già minacciate dalla crisi dell'auto nuova. Se a questo si aggiungono i circa 12,5 milioni di euro annui del turismo indotto dai raduni di auto storiche (stime Asi) ci si rende conto di quanto negativo potrebbe essere l’impatto di una legge così approssimativa sulla situazione economica e occupazionale del nostro Paese, minacciato da iniziative che per risolvere i problemi finiscono per "gettare l'acqua sporca col bambino dentro". A dire il vero, né Aci né Asi sono super partes, benché perfettamente informati dei fatti. Comunque, sarebbe una mazzata per gli amanti delle auto storiche: dopo aver speso tempo e denaro nel restauro e nel mantenimento della loro amata (costi ben superiori al risparmio di bollo e assicurazione ridotti), si vedrebbero vanificare ogni sforzo, con l’aggiunta di subire un forte deprezzamento della loro vetture. Non ci riferiamo della auto da ricchi, ma a vetture come la Lancia Delta HF Integrale e altre numerosissime icone degli anni '80-'90 che devono essere salvate e rimanere in Italia.

Le ultimissime

Ricordando l’enorme passione generata dalle auto d’epoca (si veda il successo del salone di Padova 2014), c’è stato un grande impegno della Federazione motociclistica italiana (Fmi) e dell'Asi nel contrastare la proposta governativa che puntava a far pagare interamente il bollo ai veicoli a due e quattro ruote con vent'anni di anzianità: questo si è tradotto in 36 emendamenti bipartisan e un ordine del giorno che chiede al Governo di rivedere l'articolo 3, comma 33 della Legge di Stabilità (quello sulle auto storiche). La Fmi sta facendo un'opera di sensibilizzazione nei confronti dei senatori, affinché cancellino questo articolo che, se fosse approvato, porterebbe alla demolizione tanti veicoli di interesse storico e collezionistico conservati con amore dai proprietari. Risultato: la commissione Bilancio sta esaminando 36 emendamenti presentati da forze trasversali. Ed è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a rivedere la proposta, in modo da prevedere la tassazione agevolata e, al tempo stesso, di premiare i veicoli che sono conservati in maniera adeguata. “Siamo felici - dice la Federazione - di registrare una notevole sensibilità da parte dei parlamentari che hanno accolto le nostre istanze, andando anche contro il parere negativo del Governo che, dalla reintroduzione della tassa di proprietà, conta di poter avere maggiori entrate pari a circa 78 milioni di euro''.

Punti di vista per difendere le auto storiche

Le dichiarazioni dei presidenti di ASI ed ACI ad Auto e Moto d'Epoca 2014.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , bollo auto , auto storiche


Top