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pubblicato il 10 dicembre 2014

Uber bandito da 4 Paesi

India, Spagna, Brasile e Thailandia si scagliano contro la app, e in Italia? Il servizio arriva a Padova

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Uber fa ancora discutere, non solo in Italia. La popolare app californana che sta fruttando cifre da capogiro (il fatturato stimato per il 2015 si aggira attorno ai 10 miliardi di dollari) è stata bandita in India, Spagna, Brasile e Thailandia. In particolare, a Nuova Delhi è scoppiato uno scandalo perché un autista è stato arrestato con l'accusa di stupro nei confronti di una passeggera del servizio e l’app è stata bandita, "insieme agli altri servizi taxi non registrati", con l'accusa di essere "forviante per i suoi utenti"; un tribunale di Madrid l’ha proibita a titolo cautelativo in tutta la Spagna; l’ufficio trasporti di Rio ha denunacito Uber ed altre società simili perchè operano illegalmente senza una licenza adeguata per il servizio taxi. E in Italia? Anche da noi, ricorderete, ci sono state molte proteste da parte dei tassisti (per via delle licenze che non sono richieste agli autisti Uber) e la app UberPop, che trasforma qualsiasi automobilista lo voglia in autista Uber, è stata dichiarata non legale dal Ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi. Resta però il vuoto normativo e quindi la confusione generale, così come il rischio di multa per chi utilizza UberPop (i vigili di Genova ci hanno confermato che i controlli vanno avanti, anche se è molto difficile farli). Intanto il servizio, già attivo a Roma, Milano, Genova e Torino, è arrivato a Padova.

Uber a Padova, come funziona

Uber è a Padova con UberPop, il servizio di ride-sharing che sarà gratuito fino al 30 dicembre. “Partiamo da Padova per connettere le tante piccole e medie industrie con il mondo e fra di loro - ha commentato Benedetta Arese Lucini, general manager di Uber -. L’Università porta giovani fuorisede che hanno bisogno di spostarsi ma che non sempre possono permettersi un taxi, ragazzi che spesso hanno necessità di muoversi di sera quando il servizio pubblico non riesce a soddisfare la domanda. Uber rappresenta un’opportunità per città più accessibili e per i cittadini più soddisfatti”. Per diventare autisti UberPop bisogna avere la fedina penale pulita. Si comincia con un colloquio, poi bisogna avere un’auto intestata, che sia immatricolata da meno di 10 anni, e che sia in regola con l’assicurazione e la revisione; occorre avere la patente da almeno un anno e con un minimo di 15 punti, senza mai averne subito il ritiro. “Inoltre Uber stipula sulle vetture un’assicurazione aggiuntiva per proteggere driver e passeggeri in caso di incidenti” aggiunge la general manager, ricordando che chi usa la app può lasciare un commento sul guidatore. Dall’altra parte ci sono i vigili, che potrebbero multare la persona che guida accusandola di esercizio abusivo della professione (tassisti ed NCC hanno tutt’altra regolamentazione), tuttavia affinché scatti la multa bisogna cogliere l’automobilista in flagranza di reato e attendere che avvenga la transazione di denaro.

Taxi sul piede di guerra

Un commento sulle recenti notizie è arrivato anche da Marino Masucci, Coordinatore nazionale della Fit-Cisl per i taxi. “Si susseguono le notizie da vari paesi nel mondo che stanno mettendo al bando Uber, la app che offre un servizio simile a quello dei taxi, per concorrenza illegale e altre gravi irregolarità. L’Italia cosa aspetta a prendere provvedimenti analoghi?”, si legge nella nota che prosegue ammettendo che il servizio offerto dai taxi va ammodernato e reso più vicino alle esigenze degli utenti, “ma non è Uber la soluzione - dice -. India e Thailandia l’hanno già messa al bando perché non garantisce la sicurezza dei passeggeri. L’India in particolare si è mossa dopo il caso di un autista di Uber con precedenti per stupro, il quale, dopo essere stato assunto dalla app, ha aggredito sessualmente una donna. Ora anche un tribunale spagnolo afferma che non ha le licenze necessarie per operare in Spagna e il Brasile si sta muovendo nella stessa direzione. La Fit-Cisl si chiede se le istituzioni italiane aspettano incidenti per prendere iniziative a tutela degli utenti”. Il Coordinatore ha concluso ricordando che il 15 e 16 settembre scorsi si era tenuto a Bruxelles un raduno mondiale dei sindacati dei trasporti che avevano lanciato l’allarme su questa app. “La Fit-Cisl continuerà a lavorare per far applicare le regole, che già ci sono, a tutela di passeggeri e lavoratori”.

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Tag: Attualità , taxi , uber


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