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Retrospettive

pubblicato il 23 novembre 2014

Magneti Marelli, storia di un'eccellenza italiana

Dai magneti alle radio alle luci a LED, 95 anni di tecnologia e innovazione

Magneti Marelli, storia di un'eccellenza italiana
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Ce ne vuole parecchio di coraggio, nel 1919, per fondare un'azienda specializzata nella produzione di magneti (di qualità, peraltro) destinati all’aviazione e ai motori a scoppio automobilistici e motociclistici. Il mondo è appena uscito dalla Grande Guerra, le persone hanno fame, più che voglia di spostarsi su un veicolo a motore, eppure Ercole Marelli ci crede. Crede nella sua impresa, intesa come avventura, certo, ma anche come vera e propria Società, che fonda per l'appunto nel 1919 insieme alla Fiat. I numeri gli danno ragione, anche se lui, Ercole, non vedrà mai lo splendido risultato della sua intuizione, visto che muore prematuramente nel 1922. Magneti Marelli (oggi parte del Gruppo Fiat Chrysler Automobiles) è una realtà che nel 2013 ha fatturato 6 miliardi di euro, dà da lavorare a 38.000 mila addetti, conta 85 unità produttive, 12 centri di Ricerca e Sviluppo e 26 centri applicativi, sparsi in 4 continenti e in 19 Paesi: Italia, Argentina, Brasile, Cina, Corea, Francia, Germania, Giappone, India, Malesia, Messico, Polonia, Repubblica Ceca, Russia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Turchia.

Facebook? Nasce a Sesto S.Giovanni (MI), in Magneti Marelli

Si diceva prima della lungimiranza di Ercole Marelli. Una dote che trova conferma in quello che all'apparenza è un dettaglio, ma che in realtà riveste un ruolo ben più importante: si tratta del Libro Matricola e costituisce la vera e propria raccolta dei volti di tutti i lavoratori della Magneti Marelli. Un “album dei ricordi” fine a sé stesso, secondo alcuni; un modo per rafforzare il senso di appartenenza all'azienda, secondo la maggioranza. Oltre le foto c'è di più, comunque. L'azienda è avanti e già nel '900 si fa – parzialmente – carico del welfare dei propri addetti, che possono usufruire del dopolavoro (a dirla tutta, in questo caso si tratta di un istituto voluto dal regime fascista), della scuola interna, dell’asilo, delle colonie aziendali e di attività sportive organizzate. A dimostrazione che non si trattava di operazioni di facciata c'è il “Gruppo Anziani Magneti Marelli”, che oggi conta quasi 1.400 iscritti e si riunisce ogni anno, tenendosi in contatto anche con... Facebook, appunto.

Personalità importanti della storia italiana

Se la Magneti Marelli è quello che è, lo deve sicuramente a Ercole Marelli che la vuole e la fonda, alla Fiat che dà un supporto fondamentale (e che oggi ne è proprietaria al 100%), a tutte le persone che ci hanno lavorato e ci lavorano, ma anche ad alcune personalità di spicco. Tanto per iniziare, negli anni ‘30 fa ricerca e sperimentazione nei laboratori scientifici di Magneti Marelli un certo Enrico Fermi, premio Nobel per la Fisica. Nome molto importante per la Magneti Marelli è anche Quintavalle: i tre fratelli hanno diretto l’azienda per quasi 50 anni. Bruno Antonio Quintavalle come AD, Umberto Quintavalle come Direttore Generale e Noël Giulio Caterino Quintavalle come addetto della comunicazione. Quest'ultimo, in particolare, si inventa la rivista Sprazzi e Bagliori. Uno strumento di divulgazione per l'azienda, certo, ma anche insostituibile strumento per la formazione (volontaria) dei dipendenti, che vi possono leggere articoli di informazione e formazione tecnica e organizzativa della fabbrica. Sprazzi e Bagliori affronta però anche temi inerenti la vita quotidiana, come pezzi satirici ed umoristici e pubblicazioni di matrimoni, nascite (ma anche scomparse) tra i dipendenti.

Globalizzazione, why not?

Se pensate che la globalizzazione sia un fenomeno relativamente recente, leggete qui, da questo stralcio del verbale del Consiglio di Amministrazione del 1921: “Purtroppo in questi ultimi tempi si è determinata anche in Italia, come nelle altre Nazioni, la crisi automobilistica. Ci siamo resi conto che sia necessario che la quasi totalità del fabbisogno italiano di magneti debba essere assicurato alle nostre Officine, che hanno una potenzialità di produzione da permettere, non solo di fronteggiare il fabbisogno nazionale, ma di mandare una parte dei suoi prodotti anche all’Estero. A conseguire tale scopo, abbiamo stabilito Rappresentanze ed Agenzie a esclusività di vendita nelle più importanti città d’Italia e dell’Estero. […] All’Estero abbiamo Rappresentanze con deposito a Parigi, Bruxelles, Londra, Madrid, Rio Janeiro, Montevideo, Buenos Ayres. Abbiamo agenti […] ad Alessandria d’Egitto, Cairo, Atene, Smirne, Beyrouth, Singapore, Bombay, Calcutta, Indie Olandesi, Melbourne, Cuba, Durban, Varsavia, Praga, Copenaghen”!

Tanti marchi, tanti business

È la legge del più forte. O di chi lavora meglio, nello specifico. Stiamo parlando della concentrazione, sotto un unico tetto, di numerosi marchi. È esattamente ciò che fa la Magneti Marelli, che nel proprio portafoglio annovera brand come Weber e Solex - nel campo dell’alimentazione e del controllo motore - Veglia Borletti e Jaeger - nel campo dei quadri di bordo e dei sistemi elettronici - Carello e Seima nel campo dell’illuminazione. Da non dimenticare Cofap, azienda qui poco conosciuta ma assai famosa in Brasile per la produzione di sospensioni e ammortizzatori. Una tale concentrazione di marchi consente oggi a Magneti Marelli di essere presente in 8 aree di business: Electronic Systems (quadri di bordo, infotainment & telematica, lighting & body electronics); Automotive Lighting (sistemi di illuminazione); Powertrain (sistemi controllo motore benzina, diesel e multifuel; cambio robotizzato AMT Freechoice); Suspension Systems (sistemi sospensioni, ammortizzatori, dynamic system – sistemi di controllo dinamico del veicolo); Exhaust systems (sistemi di scarico, convertitori catalitici, silenziatori); Motorsport (sistemi elettronici ed elettromeccanici specifici per le competizioni con leadership tecnologica in Formula1, MotoGP, SBK e WRC); Plastic Components and Modules (componenti e moduli plastici per l’automotive); Aftermarket Parts and Services (distribuzione ricambi per l’Independent Aftermarket – IAM; Rete Assistenza e Officine Checkstar).

Non solo automobili

Chi non ha vissuto quegli anni difficilmente se ne ricorderà, ma Magneti Marelli è stata anche Radiomarelli, il brand più conosciuto e più diffuso in Italia alla fine degli anni ’60 nel campo delle radio e delle televisioni, secondo un’indagine DOXA di quell'epoca. L'azienda nasce nel 1929 per volontà di Gianni Agnelli e Bruno Quintavalle, al fine di diversificare la produzione. Ecco dunque che le competenze aziendali nel settore elettrico e delle onde radio trovano applicazione, nel 1938, nella prima trasmissione radiotelevisiva dalla Torre del Parco Sempione, oggi torre Branca. A ricevere il segnale sono 3 prototipi di televisori realizzati da Magneti Marelli, uno dei quali è tuttora esposto al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. Non solo: nel 1954 Magneti Marelli è artefice del primo canale televisivo nazionale della RAI e, sei anni dopo, del lancio del secondo canale RAI, in occasione delle Olimpiadi di Roma. Magneti Marelli interrompe il proprio interesse nelle telecomunicazioni fino al 1967, quando Fiat rileva il 100% del capitale e decide di concentrare le risorse nel core business, ovvero nell'automotive.

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