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Mercato

pubblicato il 19 novembre 2014

Mercato auto: per ripartire si segua l'esempio dell'edilizia

L'Unrae ha presentato a Milano il suo piano di detraibilità insieme al rapporto Censis

Mercato auto: per ripartire si segua l'esempio dell'edilizia

Per uscire dallo stallo il mercato auto dovrebbe seguire l’esempio della detrazione fiscale per la ristrutturazione degli immobili. A Milano l’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere, ha lanciato la sua proposta: detraibilità del 10% del costo di acquisto, fino ad un massimo di 2.000 euro in 4 anni, per l’acquisto di un’auto nuova con emissioni fino a 120 g/Km di CO2 e contestuale rottamazione di un’auto Euro 0, 1 o 2. Secondo Massimo Nordio, Presidente di UNRAE, questo determinerebbe “un’aggiuntività di 100.000 unità per il primo anno e poi via via a scalare fino a 55.000 unità nel medio termine. Inoltre, per le casse dello Stato a fronte di un impegno iniziale di 64 milioni di euro, equivalenti al 5 per mille investito dallo stesso per le ristrutturazioni delle abitazioni nel 2013, si recupera man mano un maggior gettito IVA capace di generare un flusso positivo di 22 milioni di euro in 4 anni”. Ci sono poi altri benefici, che riguardano la sicurezza stradale, l’occupazione in Italia e l’ambiente. Vediamo perché.

I vantaggi principali

Con questa proposta l’UNRAE sottolinea che il tema non è trovare le risorse per fare, ma decidere politicamente di ridistribuirle. Questo perché l’automotive è ancora un settore cardine per il nostro Paese. Mettendo in atto il piano suggerito si risparmierebbero oltre 77 milioni di euro per la riduzione di vittime e feriti derivanti da incidenti. Il tasso di mortalità (morti per 1.000 autovetture coinvolte in incidenti) delle auto con più di 11 anni di vita, dice il Censis, è il triplo di quelle con meno di due anni. Sul piano occupazionale l’aggiuntività derivante dal piano dell’UNRAE permetterebbe di recuperare circa 1.000 addetti nei soli settori della distribuzione e dell’assistenza autorizzata dei veicoli. Dal punto di vista ambientale, rottamando le auto più vecchie e comprando le attuali meno inquinanti, si risparmierebbero circa 400.000 tonnellate di CO2 nei quattro anni considerati. A livello di emissioni inquinanti – nello stesso periodo – verrebbero emesse 2.900 tonnellate in meno di monossido di carbonio.

L’appello alle famiglie italiane

La proposta dell’UNRAE vuole sostenere il diritto alla mobilità delle famiglie ed è stata supportata dai risultati della ricerca “Gli italiani e l’auto: un rapporto da rilanciare su nuove basi”, condotta dal Censis con il contributo dell’Associazione. Dall’analisi è emerso che il mercato dell’auto è crollato per la crisi economica ed anche per la scarsa fiducia degli italiani nel futuro, fattore che continua a trattenere la spesa. A pesare sono pure i costi che si generano con il possesso e l’uso di un’auto sempre più appesantiti dalla componente fiscale. Sulle base di queste considerazioni del Censis, l’UNRAE - tramite Nordio - si rivolge alle famiglie italiane: “E’ la prima volta che un’Associazione di Produttori di beni durevoli si rivolge direttamente a voi per scopi diversi dalla pubblicità, per chiedere di aiutarci ad aiutarvi e di far sentire la vostra voce per far valere, insieme ai diritti fondamentali, anche il diritto ad una mobilità sicura e rispettosa dell’ambiente, in un rinnovato quadro di sostenibilità economica”. E rivolgendosi alle Istituzioni e agli Imprenditori: “Se i benefici sono quelli che abbiamo raccontato, questo piano di detraibilità perché non farlo?”.

Autore: Redazione

Tag: Mercato , immatricolazioni


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