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pubblicato il 5 novembre 2014

Mazda 2, la virtù sta nel mezzo

Grande al punto giusto nella carrozzeria e nei motori, punta a una clientela “alternativa”

Mazda 2, la virtù sta nel mezzo
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Se c'è una sfida che fa tremare i polsi a un top manager dell'auto, beh, inserirsi con un proprio prodotto nel segmento B in Europa è senza dubbio fra queste. Primo, perché la piazza è affollatissima. Secondo, perché i vincoli progettuali in termini di dimensioni, sicurezza (per i passeggeri e per i pedoni), inquinamento e prestazioni sono talmente tanti che mettere in commercio un “clone” della concorrenza è cosa facilissima. Se poi la Casa automobilistica in questione è giapponese e se la deve vedere con Costruttori europei affermati, allora auguri. Eppure qualche speranza c'è, se è vero, come è vero, che Nissan Micra (quella del 1992) prima e Toyota Yaris poi sono riuscite a convincere gli automobilisti del Vecchio Continente, grazie a un design personale, ma anche per merito di un livello tecnologico eccellente. Per la Mazda, che si appresta a lanciare la nuova 2, ripetere il successo dei connazionali di cui sopra è solo un sogno o una speranza concreta? Scopriamolo.

Linee elaborate dappertutto

Ciò che non manca, alla giapponese, è la personalità. Me ne accorgo già da qualche metro di distanza: le tante linee che agitano il muso calamitano lo sguardo. Come? Comincia la bocca “al botulino”, sporgente e pronunciata, con finitura esterna in color metallo e profilo interno rosso. Continua il paraurti, solcato nel mezzo da un'ampia presa d'aria e ai lati dagli alloggiamenti dei fendinebbia. Come non menzionare poi i fari anteriori, molto elaborati nella grafica interna e dai quali si diramano i “tendini” che sorreggono i muscolosissimipassaruota, che abbracciano il muso e danno un senso di dinamismo non comune – nel segmento B – alla Mazda 2. Nella vista laterale, ciò che più mi colpisce è invece l'inclinazione molto accentuata del lunotto: il senso di compattezza ringrazia, la capacità interna la analizzerò dopo. Poi certo, a proposito di fiancata, un ruolo molto importante lo rivestono, ancora una volta, i passaruota scolpiti: quelli anteriori in modo particolare, ma anche quelli posteriori. Meno sorprendente il retro: detto che questa è la parte di carrozzeria dove è più difficile innovare, la Mazda 2 si fa riconoscere immediatamente per essere una Mazda, grazie ai fari orizzontali e al paraurti “raccolto” in stile Mazda3.

Polifemo a bordo

Di ciclopico non c'è nulla, sia chiaro: tutto è a misura d'uomo e di sostenibilità ambientale. A ricordare il gigante Polifemo, piuttosto, è la bocchetta d'aerazione rotonda al centro della plancia, proprio come l'unico occhio della creatura protagonista della letteratura classica. Una scelta stilistica insolita, dal momento che siamo abituati alla coppia di aperture, almeno in mezzo. Design a parte, non si toglie nulla alla possibilità di personalizzazione dei flussi d'aria a chi siede davanti: l'altra bocchetta non si vede ma c'è ed è mimetizzata nelle linee centrali della plancia. Per il resto, il design è all'insegna del minimalismo: la plancia, lineare, è interrotta solo dallo schermo multimediale che esce al centro e la strumentazione è raccolta sotto un'unica palpebra, con al centro il contagiri in bella vista. Non si segnalano miracoli alla voce qualità: i materiali sono tipicamente giapponesi, quindi dall'aspetto solido ma non raffinatissimo, e l'assemblaggio è eseguito con grande cura. Gli spazi? Ormai lo sanno anche i muri: in quattro si viaggia al meglio – sulle auto di segmento B così come su quelle molto più grandi – mentre il bagagliaio ha una capacità di 280/950 litri. Non il top del segmento, visto che la Ford Fiesta ne offre 290/974, mentre la Renault Clio 300/1.146 e data anche la bocca di accesso abbastanza ristretta. Ultima, ma non meno importante, l'interfaccia uomo macchina: in Mazda lo chiamano Active Driving Display, in sostanza è l’head-up display (che proietta sul parabrezza di fronte al conducente le informazioni) che dà un tocco innegabile di hi-tech e di categoria superiore.

Piccolo non è bello

Tutti rincorrono la cilindrata piccola purché sia? Mazda non sta al gioco - o forse, trovandosi da sola contro giganti da 8-9-10 milioni di auto, mancano i fondi per sviluppare motori che andrebbero bene solo in Europa, ma questo i giapponesi non lo ammetteranno mai - puntando piuttosto su un'unica architettura: 1.500 cc quattro cilindri, diesel e benzina, omologati tutti Euro 6. Tre sono a benzina (Skyactiv-G) aspirati con iniezione diretta, uno turbodiesel (Skyactiv-D) a basso rapporto di compressione. Si parte, fra gli Skyactiv-G, da 75 CV e 135 Nm di coppia a 3.800 giri/min, con consumi di 4.7 litri/100 km e 110 g/km di CO2. Un gradino più su c'è la variante da 90 CV: 148 Nm di coppia a 4.000 giri/min, 4,5 litri/100 km (4.8 litri/100 km con il cambio automatico) e 105 g/km (112 g/km) di CO2. Il top di gamma eroga 115 CV, 148 Nm di coppia a 4.000 giri/min, mentre il cambio è solo manuale a 6 marce e il consumo medio dichiarato è di 4.9 litri/100 km, per 115 g/km. Il diesel? Ha 115 CV e 220 Nm di coppia fra 1.400-3.200 giri/min, mentre il consumo medio dichiarato si attesta a quota 3.4 l/100 km (89 g/km di CO2). Dettagli tecnici a parte, una cosa è certa: il 1.500 a benzina da 90 CV della Mazda2 non ha nulla da invidiare ai più piccoli tre cilindri turbo della concorrenza. Ciò che perde in termini di coppia assoluta, specialmente fra 1.500 e 3.000 giri, lo recupera in immediatezza ai comandi del gas. In altri termini, il 1.500 a benzina giapponese non incolla mai al sedile, ma risponde subito alle sollecitazioni del piede destro e non ha mai “buchi” nell'erogazione. Inoltre, sulle strade ricche di curve delle colline che circondano Barcellona, la giapponese ci ha convinto per la piacevole sensazione di agilità e immediatezza di risposta ai comandi del gas e dello sterzo. Buono anche il comfort, soprattutto in termini di assorbimento delle asperità e di isolamento acustico.

In vendita da febbraio a 13.900 euro

Siccome manca ancora qualche mese alla commercializzazione, il listino non è ancora stato ufficilizzato. Si sa però che il prezzo di attacco si aggirerà intorno a quota 13.900 euro: una cifra “vera”, relativa alla 1.5 benzina da 75 CV in allestimento Essence con i-Stop, omologazione Euro 6 e climatizzatore di serie. Il lancio è previsto per febbraio, mentre il diesel arriverà circa tre mesi dopo.

Scheda Versione

Mazda Mazda2 5 porte
Nome
Mazda2 5 porte
Anno
2015
Tipo
Normale
Segmento
utilitarie
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Mazda , auto giapponesi


Listino Mazda Mazda2

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.5 Skyactiv-G 75cv Essence anteriore benzina 75 1.5 5 € 13.900

LISTINO

1.5 Skyactiv-G 75cv Evolve anteriore benzina 75 1.5 5 € 14.600

LISTINO

1.5 Skyactiv-G 90cv Evolve anteriore benzina 90 1.5 5 € 15.150

LISTINO

1.5L Skyactiv-D 105cv 6MT Evolve anteriore diesel 105 1.5 5 € 17.300

LISTINO

1.5 Skyactiv-G 90cv Exceed anteriore benzina 90 1.5 5 € 17.800

LISTINO

1.5 Skyactiv-G 115cv Exceed anteriore benzina 115 1.5 5 € 18.500

LISTINO

1.5 SKYACTIV-G 90cv Autom. Exceed anteriore benzina 90 1.5 5 € 19.300

LISTINO

1.5L Skyactiv-D 105cv 6MT Exceed anteriore diesel 105 1.5 5 € 19.950

LISTINO

 

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