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pubblicato il 27 ottobre 2014

Uber ed UberPop, perché secondo i tassisti sono “abusivi”

Loreno Bittarelli, il presidente di Uritaxi, ce lo spiega parlando della legge attuale e della tecnologia

Uber ed UberPop, perché secondo i tassisti sono “abusivi”

Uber e taxi. Da mesi ne sentiamo parlare e non solo in Italia perché in qualsiasi città del mondo è arrivato il servizio della società americana i tassisti si sono ribellati, tanto da riunirsi tutti a Bruxelles per una linea comune, visto che sul tema mancano le leggi. Al centro della questione c’è la tecnologia ovvero l’uso di un’app per chiamare l’auto con autista e poi ci sono le licenze (che i tassisti pagano 150mila euro) ed UberPop, l’app che trasforma qualsiasi automobilista in un autista Uber. Di recente a Milano le tariffe di UberPop sono state abbassate e la pomelica si è riaccesa. Sull’argomento OmniAuto.it ha intervistato, tra gli altri, Loreno Bittarelli, il presidente di Uritaxi. “Alcuni sostengono che con l’avvento delle nuove tecnologie la Legge è rimasta vecchia e va aggiornata - ci ha detto subito -, ma non c’è cosa più inesatta, perché è stata più volte aggiornata negli ultimi anni, anche dal Decreto Monti nel 2012 e ogni caso non pone alcun limite all’utilizzo di nuove tecnologie, purché siano adottate nel rispetto delle regole previste, e non come strumento per violarle".

OA: Quindi per come sono le leggi oggi come vede Uber?
Bittarelli: “In Italia, la Legge 21/92 il conducente che effettua il servizio di trasporto di persone deve avere una licenza o un’autorizzazione, deve essere in possesso dei requisiti professionali previsti, ed utilizzare veicoli immatricolati ad uso pubblico, sottoposti periodicamente ai dovuti controlli da parte della Motorizzazione Civile. Pertanto, chi trasporta persone senza rispettare queste regole, lo fa in maniera abusiva e viene severamente sanzionato. Tutto ciò avviene a tutela della qualità e della trasparenza del servizio, ma anche e soprattutto della sicurezza dei terzi trasportati. Inoltre, l’impresa e il conducente che effettuano la prestazione di trasporto - anche se a basso costo - devono essere in possesso di una partita IVA se artigiani o di una busta paga se dipendenti, ed adempiere a tutti gli obblighi di carattere fiscale, previdenziale ed infortunistico”.

OA: A proposito di assicurazione, di licenza... Uber tiene a specificare che per essere autista UberPop bisogna avere un’auto intestata e immatricolata da non più di 10 anni, avere almeno 21 anni, possedere una patente di guida valida da almeno 1 anno e dimostrare di non averne subito la sospensione e di avere la fedina penale pulita. E poi Uber stipula un'assicurazione aggiuntiva per autista e passeggeri. Che cosa ne pensa?
Bittarelli: “I requisiti da rispettare sono ‘autocertificati’ da Uber che è un soggetto privato e ha come fine il lucro, e non da Enti Pubblici come avviene per i conducenti taxi e ncc i quali devono superare un'esame per ottenere la patente professionale, più un'altro esame per iscriversi al ruolo dei conducenti, oltre ad avere la fedina penale pulita. Capisco che è molto più semplice autocertificarsi, ma poi può succedere ciò che è accaduto recentemente a Milano dove un conducente di Uber è stato sorpreso a spacciare la droga ai passeggeri... E poi, i conducenti non sono tenuti in regola con tasse e contributi, i mezzi sono immatricolati ad uso privato e quindi non sono oggetti di verifiche periodiche dalla Motorizzazione per la sicurezza dei passeggeri. In conclusione, non svolgono legittimamente la loro attività e pertanto sono abusivi”.

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Tag: Interviste , taxi , uber


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