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pubblicato il 27 ottobre 2014

Libretto di circolazione: facciamo chiarezza sull'aggiornamento nome/patente

Dopo gli allarmismi delle ultime ore vediamo in dettaglio cosa cambia dal 3 novembre

Libretto di circolazione: facciamo chiarezza sull'aggiornamento nome/patente

Chi guida l’auto deve essere la stessa persona a cui è intestata la carta di circolazione, pena una multa da 705 a 3.526 euro ed il ritiro del libretto. E’ questa la notizia che in rete sta scatenando un putiferio, ma in realtà c’è molta confusione e parecchi commenti derivano da una cattiva informazione. Partiamo quindi da una certezza: la novità c’è davvero, da lunedì 3 novembre, secondo quanto comunicato dalla circolare del Ministero dell’Interno del 10 luglio 2014, scatta l’obbligo di registrare presso la Motorizzazione e annotare sulla carta di circolazione il nome di chi non è intestatario di un veicolo, ma ne ha la disponibilità "per un uso esclusivo e personale" per più di 30 giorni. Tuttavia l’obbligo non è retroattivo e ricade solamente su quegli atti posti in essere dal giorno di entrata in vigore della normativa, per quelli precedenti al 3 novembre 2014 rimane facoltativa. Inoltre la norma coinvolge i professionisti ovvero chi usa le auto aziendali. Vidiamo di seguito di cosa si tratta.

A cosa serve

La circolare di quest'estate (47 pagine di documento) non è una "novità", piuttosto è il proseguimento di un discorso avviato con la riforma del Codice della Strada nel 2010. Si tratta di regolare “l’intestazione temporanea dei veicoli” per individuare i responsabili delle infrazioni e scoprire le intestazioni fittizie.

Chi deve aggiornare il libretto

La norma riguarda essenzialmente “le società di autonoleggio, i veicoli in comodato, quelli di proprietà di minorenni non emancipati ed interdetti, quelli messi a disposizione della pubblica amministrazione a seguito di una pronuncia giudiziaria”, come ha detto all’Ansa il direttore generale della Motorizzazione Maurizio Vitelli. Quando si tratta di comodato d’uso all’interno del nucleo familiare l’obbligo infatti non c’è: "Il comodato tra familiari conviventi non deve essere obbligatoriamente annotato". Quindi i figli che usano la macchina dei genitori o altre situazioni simili sono esenti (è ovvio che dimostrare un prestito ad amici o familiari che va oltre i 30 giorni è quantomai difficile). Anche i soggetti che effettuano attività di autotrasporto con licenza e i rimorchi di massa superiore alle 3,5 tonnellate non hanno quest’obbligo. In pratica è il caso di chi è iscritto all'Albo autotrasportatori, di chi ha licenza conto proprio o di chi guida autobus, taxi o noleggio con conducente. La normativa riguarda le auto aziendali per cui è però prevista una richiesta cumulativa presentata dall’azienda proprietaria della flotta versando un’unica imposta di bollo; solo i diritti di motorizzazione andranno versati singolarmente per ogni libretto da aggiornare.

Come si regolarizza la propria posizione

Per aggiornare il libretto di circolazione bisogna recarsi alla Motorizzazione agli sportelli del Dipartimento dei Trasporti. Aggiornare la carta di circolazione costa 25 euro (16 euro di imposta di bollo e 9 euro di diritti di motorizzazione). Nel caso di comodato di veicoli aziendali (sia a dipendenti assegnatari a titolo gratuito sia quando i mezzi sono intestati a una casa costruttrice e dati a istituzioni, eccetera), il nome dell'utilizzatore non va annotato sulla carta di circolazione, ma solo registrato alla Motorizzazione e la ricevuta dell'adempimento non va tenuta a bordo (e lo stesso vale per tutti i veicoli in noleggio senza conducente, con assenso del locatore).

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