dalla Home

Attualità

pubblicato il 20 ottobre 2014

Dossier Auto Moto d'Epoca 2014

Auto storiche, ecco quanto valgono in Italia

Per combattere i “furbetti" che se ne approfittano, il Governo rischia di affossare un mercato da 650 mln di euro

Auto storiche, ecco quanto valgono in Italia
Galleria fotografica - Auto e Moto d’EpocaGalleria fotografica - Auto e Moto d’Epoca
  • Auto e Moto d’Epoca - anteprima 1
  • Auto e Moto d’Epoca - anteprima 2
  • Auto e Moto d’Epoca - anteprima 3
  • Auto e Moto d’Epoca - anteprima 4
  • Auto e Moto d’Epoca - anteprima 5
  • Auto e Moto d’Epoca - anteprima 6

"Stretta fiscale", "giro di vite", "guerra ai furbetti", "sforbiciata", "mannaia" e "mazzata" al settore dei veicoli storici (auto e moto). Questi sono solo alcuni dei titoli dedicati al Ddl Stabilità 2015 che cancella la tassazione ridotta per le auto di interesse storico con età compresa fra i 20 e i 30 anni, iscritte ASI. Forse il più azzeccato è però l’ultimo, quello della "mazzata" contro le "finte auto d’epoca" che rischia di trasformarsi in boomerang per quelle vere. Se il disegno di legge supererà infatti l’iter parlamentare le agevolazioni fiscali fino ad ora riservate alle "youngtimer" ventennali saranno destinate ai soli veicoli trentennali. Tutto l’impianto della legge di stabilità fa perno sui tagli fiscali, ovvero sul recupero di introiti non riscossi per qualsiasi motivo: fra questi rientrano quelli degli oltre 4 milioni di veicoli ultraventennali fra cui si insinua anche l’elusione fiscale di chi non paga le tasse automobilistiche, pur utilizzando l’auto storica tutti i giorni. In realtà la nuova legge rischia di falciare l’intero settore dell’auto d’epoca che avrebbe invece bisogno di attente sforbiciate per eliminare i cosiddetti "furbetti" da un ambiente che accoglie soprattutto appassionati veri. Il rischio è che per recuperare qualche milione di euro in tasse lo Stato finisca per cancellare un mercato e un indotto come quello delle auto storiche che muove cifre ben più importanti e dà lavoro a tante persone: un po’ come già successo con il superbollo che ha ucciso le auto di lusso e sportive azzerando gli incassi per l’erario. Incredibile è anche il tempismo di questo annunciato taglio generale, arrivato proprio alla vigilia di Auto e Moto d’Epoca 2014, l'evento padovano in programma dal 23 al 26 ottobre che negli ultimi anni ha mostrato la crescente passione e la cultura italiana per il motorismo storico.

Ma quante sono le auto di interesse storico potenzialmente coinvolte dalla fine dell’esenzione fiscale e qual’è il giro d’affari che le ruota attorno? Per rispondere a questa domanda occorre, per il momento, affidarsi ai calcoli già preparati dall’ASI (Automotoclub Storico Italiano), un ente non certo "super partes", ma ben informato sui fatti. Se l’ACI parla di cireca 800.000 veicoli di interesse storico, l’ASI fa sapere che nei tredici anni di vita del provvedimento i mezzi esonerati dal pagamento del bollo sono stati 501.000 e che al 31 dicembre 2013 la cifra è scesa a 375.000. Il semplice conteggio fatto dall’ASI ci dice che far pagare nuovamente il bollo a questi veicoli potrebbe "teoricamente" portare nelle casse dello Stato 56,2 milioni di euro (375.000 x 150 euro di media), ma che nella realtà una simile misura è in grado di togliere dalla circolazione molti dei mezzi storici fino alla soglia delle 50.000 unità, per via di rottamazioni ed esportazioni. Così ricalibrato il maggiore introito teorico per l’erario si riduce a 7,5 milioni di euro, cifra irrisoria se paragonata ai 650 milioni di euro che le auto d’epoca muovono annualmente per i costi di manutenzione (375.000 x 2.000 euro medi). A farne le spese saranno meccanici, carrozzieri e piccoli riparatori, oltre a ricambisti e distributori di benzina, tutte categorie già minacciate dalla crisi dell'auto nuova. Se a questo si aggiungono i circa 12,5 milioni di euro annui del turismo indotto dai raduni di auto storiche (stime ASI) ci si rende conto di quanto negativo potrebbe essere l’impatto di una legge così approssimativa sulla situazione economica e occupazionale del nostro Paese, minacciato da iniziative che per risolvere i problemi finiscono per "gettare l'acqua sporca col bambino dentro".

Autore:

Tag: Attualità , bollo auto , auto storiche , tasse


Top