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pubblicato il 16 ottobre 2014

Pirelli Cyber Tyre, la gomma che “conosce” la strada

Dopo la sperimentazione su strada nel trasporto merci, i ricercatori italiani presentano i risultati della ruota "intelligente"

Pirelli Cyber Tyre, la gomma che “conosce” la strada
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È inverno. Uscite di casa e facendo il primo passo prendete uno scivolone di quelli da raccontare, ma non cadete per fortuna. A quel punto, fate molta più attenzione a come camminate, siete molto morbidi e cauti perché non volete cadere. Il vostro cervello fa tutto questo da solo, facendo interagire il corpo con l’ambiente esterno a seconda delle condizioni. Ecco, questo è il concetto che sta alla base del Pirelli Cyber Tyre e cioè dell’idea di costruire uno pneumatico intelligente, che capisca il livello di aderenza disponibile al suolo per comunicarlo ai sistemi elettronici dell’auto, a favore della sicurezza e della guidabilità. Si tratta di un progetto che viene messo progressivamente a fuoco a partire da un accordo del 2006 fra Pirelli e Fioravanti e con il coinvolgimento dal 2007 di un team di matematici, fisici, chimici e ingegneri del Politecnico di Torino (di cui chi scrive ha fatto parte), del Politecnico di Milano e della University of California - Berkeley che assieme ai tecnici Pirelli hanno portato avanti fino ad oggi, quando si torna a parlare di questa gomma con un sensore integrato dopo la presentazione degli ultimi risultati delle ricerche condotte dai ricercatori del Politecnico di Milano.

Ma torniamo alla metafora con il corpo umano. Il sensore elettronico di 1 cm2 (che non ha bisogno di batteria perché autoalimentato) invia con protocolli wireless all’auto informazioni in tempo reale sul fatto che la strada sia asciutta, bagnata, innevata o ghiacciata. A quel punto, in caso ad esempio di frenata di emergenza, l’ABS non inizierà la sua azione sfruttando tutta la pressione frenante disponibile, perché “sa” già che lo slittamento fra la ruota e la strada sarà elevato. Riducendo così i metri necessari a fermarsi. Analogamente, si può migliorare il comportamento del controllo elettronico di stabilità ESP. Il sensore è anche in grado di risalire alle forze che agiscono su ogni singolo pneumatico (carico verticale, area di impronta, forze longitudinali e laterali, velocità limite prima di avere aquaplaning, inclinazione della gomma, temperatura, pressione, usura del battistrada, numero di giri, codice identificativo della copertura, estiva o invernale che sia). Lo sviluppo del progetto prevedeva l’introduzione sul mercato prima del Cyber Tyre Lean, versione diciamo semplificata con sensore di forma circolare grande poco più di una moneta da 2 euro, applicato sulla superficie interna del pneumatico (inner liner), per il monitoraggio della pressione - sviluppato in collaborazione con Schrader come sensore TPMS (Tyre Pressure Monitoring Systems) diretto, e non stimato dalle ruote foniche dell’ABS -, per la misurazione della temperatura, del carico verticale medio e del numero di rotazioni effettuate. Per ora il Cyber Tyre ha trovato la sua prima applicazione nella versione Cyber Fleet dedicata al trasporto commerciale, già utilizzata in alcune flotte in Europa e Sud America, mentre è allo studio con le principali Case automobilistiche l’adozione del sistema come primo equipaggiamento. Perché, nella continua evoluzione tecnologica dell’automobile, una delle ultime parti dove l’elettronica è ancora assente è quell’oggetto all’apparenza così semplice, rotondo e nero, che è la ruota.

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Tag: Tecnica , pneumatici


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