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pubblicato il 13 ottobre 2014

Supercar, il “salone dell’auto” che piace (senza Case automobilistiche)

Un successo oltre le più rosee aspettative. Ecco perchè il Motor Show "alla romana" ha funzionato

Supercar, il “salone dell’auto” che piace (senza Case automobilistiche)
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Qual è il colmo per un Salone dell'Auto? Avere successo senza la partecipazione di Costruttoridi auto. In verità il Supercar Auto Show non può essere definito un “Salone”. Ma è comunque un evento in cui l'automobile - nella sua evoluzione più emozionale - è protagonista. La formula ha funzionato: alla faccia dello scetticismo di molti addetti ai lavori il pubblico c'era con oltre 40 mila biglietti staccati in due giorni. Davvero non male per la prima edizione di una manifestazione locale nata dal nulla.

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Numeri a parte c’era una bella l'atmosfera: la voglia della gente di vedere le automobili e di sognare, particolare non scontato di questi tempi. E’ bastato mettere insieme tante belle auto che oggi difficile incontrare per strada e che fanno girare la testa di grandi e bambini. Va detto che il concetto di “Supercar” è stato inteso in senso lato: a parte Porsche, Ferrari, Maserati, Lamborghini e perfino la Mazzanti, c’erano mezzi dell’esercito, modelli di auto radiocomandate, autofollie come la Fiat 500 Lamborghini. E poi ha funzionato l’animazione, quella ruspante: spettacoli di drifting, evoluzioni di stuntman, esibizioni di pit stop fatti con auto normali (della Alfa MiTo!) in cui il pubblico poteva vestire i panni del meccanico e cronometrare la propria abilità.

E c'è il pubblico

Qual è la morale? Per fare un evento motoristico che funziona in termini di numeri, bisogna pensare innanzitutto a cosa vuole o vorrebbe il pubblico. Se si portano i contenuti giusti, a prescindere dalla partecipazione ufficiale di grandi aziende, le persone pagano volentieri il biglietto. E quando ci sono le persone, poi le aziende arrivano. La dimostrazione? Fra i tre padiglioni della Fiera di Roma sono stati avvistati diversi manager “in borghese” di Case automobilistiche. Pare che alcuni si siano dichiaratamente morsi la lingua per non aver partecipato... Intanto gli organizzatori, Marco Galletti e Andrea Barberis già quest’anno possono brindare al superamento del break even dell’evento (previsto a 30 mila biglietti). Un successo meritato perché ci hanno creduto (rischiando) insieme alla Fiera di Roma. Insomma, il “chi non risica non rosica” vale sempre.

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