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pubblicato il 2 ottobre 2014

Salone di Parigi, le parole di Sergio Marchionne

Alla conferenza stampa ha parlato di finanza, politica e prodotto, rispondendo alle critiche di Della Valle

Salone di Parigi, le parole di Sergio Marchionne

Al Salone Parigi è tornato a parlare Sergio Marchionne nel tradizionale incontro con la stampa italiana. Un botta a risposta libero con i giornalisti in cui si è parlato molto di finanza - per via dell'imminente fusione con Chrysler con annessa quotazione - di politica e qualcosa di prodotto. Il numero 1 della Fiat si è poi tolto qualche sassolino dalla scarpa a cominciare dalle recenti critiche di Della Valle: "Se uno scarparo mi dà del sola lo considero un complimento". Ha confermato l'impegno personale per rilanciare la Ferrari in Formula 1 - nonostante "le tante cose da fare" - crede molto nel successo della Fiat 500X ("siamo disposti a lavorare tutti i fine settimana per venderle a tutti") e ha espresso scetticismo su alcuni trend di sviluppo della mobilità come il car sharing e la guida autonoma: "Bisogna stare attenti prima di dire che è fattibile considerando tutte le complessità infrastrutturali". Di seguito riassumiamo le battute salienti dell'incontro.

Per produrre 400 mila Alfa Romeo quanti modelli lancerete?
Sergio Marchionne: "Sette come detto nel piano presentato qualche mese, mi pare. Non è cambiato nulla".

Nel piano Alfa è previsto un progetto sportivo?
Sergio Marchionne: "Nel piano no, ma non significa che non ci sarà".

La Mazda MX-5 è arrivata, quando arriverà la Fiat spider che doveva essere un'Alfa Romeo?
Sergio Marchionne: "Fine 2015 inizio 2016".

Il primo atto da presidente Ferrari?
Sergio Marchionne: "Aspetti... La struttura Ferrari funziona già bene. Io credo di poter incidere sulla gestione sportiva che è di un'importanza eccezionale, e continuo a dire che il prodotto è straordinario. Questa cosa mi dà un fastidio enorme... ci lavoreremo in silenzio".

Lo tiene Alonso?
Sergio Marchionne: "Luca risponderà nella conferenza della Ferrari fra due ore... E' più bravo di me con queste domande".

Cosa risponde a Briatore che dice 'Marchionne lavora già 22 ore al giorno, dove troverà il tempo per Ferrari?'
Sergio Marchionne: "Mi alzo prima la mattina. L'impegno l'ho preso e lo porto avanti".

Il Saloni dell'auto così come sono strutturati, hanno ancora senso secondo lei?
Sergio Marchionne: "Ci ho messo un'ora e mezzo per arrivare qui a causa del traffico. Ma hanno un valore enorme perché è un unico punto di convergenza in cui si può vedere l'offerta dei mercati. Credo che cambierà in relazione agli sviluppi della tecnologia... Stiamo cercando di lanciarne uno in italia e spero abbia successo".

Dunque ci sarete al Milano Auto Show?
Sergio Marchionne: "Sì, ci siamo".

Secondo lei il car sharing può diventare un business per una casa automobilistica?
Sergio Marchionne: "La risposta è sì, ma il problema è la tempistica: ci vuole tempo. Ci sono problemi strutturali, il modello è chiaro in testa, ma bisogna vedere se funziona. Non è facile e non credo che andrà ad impattare sulla nostra vita nei prossimi 5-10 anni".

E della guida autonoma cosa pensa?
Sergio Marchionne: "Interessante, ma noi non siamo Google, bisogna stare molto attenti a vendere un concetto che poi non è nemmeno fattibile. Immaginate che tipo di controlli ci vorranno per queste auto, saranno pesantissimi... Poi ci vuole un'infrastruttura adeguata, non è facile".

Come state sviluppando la tecnologia ibrida?
Sergio Marchionne: "Lo vedrà nel 2016 con il lancio del nuovo mini van americano. Lo abbiamo dovuto adottare per rispondere ai vincoli sulle emissioni di CO2".

Cosa si aspetta dalla 500X?
Sergio Marchionne: "Di vendere tutte quelle che sono capace di produrre, siamo disposti a lavorare tutti i giorni (sabato e domenica compresa)... Stanotte ho rifatto i conti e credo che siamo in grado di rispondere alla domanda. Se ce ne fosse di più, metteremo un'altra linea".

La produzione in Cina della Renegade quando inizierà?
Sergio Marchionne: "Nel 2016".

Come differenzierete il posizionamento fra 500X e Renegade?
Sergio Marchionne: "Sono due macchine completamente diverse, una è Jeep e l'altra è una 500. La 500 è un SUV. La Jeep è una Jeep... non si deve spiegare, fanno delle cose completamente diverse. In fuoristrada io non inseguirei mai una Renegade con una 500X".

Cosa ne pensa della riforma di Renzi del TFR
Sergio Marchionne: "Io penso che l'anticipo ha un impatto importante sui conti delle aziende. Oggi è una base di finanziamento. Capisco l'obiettivo del premier di creare le condizioni per il rilancio della domanda, ma bisogna parlare con il sistema finanziario per capire se le PMI possono permetterselo. L'obiettivo è giusto, però bisogna riequilibrarlo con altro, ad esempio con la riduzione di tasse come l'IRAP. Nel medio periodo, nel caso della Fiat, mi sento di appoggiare il governo in questa manovra, anche se costa. Bisogna ridare liquidità al sistema".

È preoccupato per la vicenda Lussemburghese?
Sergio Marchionne: "No, l'associazione con noi ed Apple Strabucks... la trovo assurda. Abbiamo un'azienda del gruppo che raccoglie fondi per finanziare tutte le nostre attività europee. I soldi che rimangano in Lussemburgo sono pochi e poi non è mica un paradiso fiscale".

Alcuni suoi colleghi sono preoccupati per i target 2020 per l'emissione...
Sergio Marchionne: "Siamo tutti preoccupati, poi ognuno farà del suo meglio per arrivarci. Stiamo parlando con Bruxelles giornalmente e direttamente. È un discorso molto delicato. Considerando come funziona la commissione è difficile trovare un livello di consenso e non sono ottimista".

E' favorevole o contrario agli incentivi auto 2015 in Italia?
Sergio Marchionne: "Non li considero una buona cosa dal punto di vista strategico".

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