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pubblicato il 26 settembre 2014

Nissan Leaf, come funziona il primo servizio di taxi elettrico in Italia

La sperimentazione è partita con due auto, altrettante colonnine ed una unità mobile di ricarica

Nissan Leaf, come funziona il primo servizio di taxi elettrico in Italia
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La Nissan Leaf si è vestita da taxi anche in Italia. Dopo essere entrata in servizio a New York, Londra, Città del Messico, Kyoto, San Paolo, Lisbona ed Amsterdam, è entrata nella flotta della Compagnia 3570. Per ora i primi taxi elettrici d’Italia sono soltanto due ed operano a Roma, ma Nissan guarda già a Firenze e a Milano e molte altre compagnie di taxi si sono fatte avanti interessate. Il progetto infatti non conta su alcun finanziamento pubblico ed è nato solo grazie alla collaborazione tra Nissan e l’Unione Radiotaxi d’Italia. E’ un’iniziativa sperimentale che rientra nel progetto URI “Via col Verde”: la casa giapponese ha fornito le due auto in comodato d’uso gratuito per un anno ad altrettanti tassisti e ad un NV400 che l’Unione Radiotaxi d’Italia ha fatto trasformare in unità mobile di ricarica da una società specializzata, la FCS Mobility. E’ così che è stato aggirato il principale ostacolo alla diffusione dei veicoli elettrici in Italia: la rete di ricarica. La Leaf ha un’autonomia di 199 km e si ricarica in quatto ore col caricatore da 6,6 kW integrato, ma chi fa questo lavoro ha esigenze particolari visto che percorre in media 150 km al giorno. Vediamo in dettaglio.

Cosa significa essere un taxi elettrico a Roma

Roma è la città italiana con il maggior numero di colonnine di ricarica per auto elettriche: ne ha 150. Peccato che spesso non si possano utilizzare. Non si tratta solo di porblemi tecnici, ma di cattiva educazione degli altri automobilisti che spesso parcheggiano l’auto non elettrica nei posti riservati per la ricarica oppure lasciano in sosta la loro auto ricaricata senza permettere ad altre vetture di usufruire dell’energia. Per un taxi significa non lavorare. Da qui l’idea di una unità mobile disponibile 24 ore su 24 che in appena 15 minuti ricarica la macchina da zero all’80%. L’NV400 così trasformato è unico nel suo genere ed ha una potenza di picco che può alimentare fino a 30 utenze domestiche da 3 Kw contemporaneamente per 30 minuti. A sua volta ha bisogno di ricaricarsi e lo fa nella sede romana dell’URI, la prima compagnia di taxi in Europa ad avere un impianto fotovoltaico. Otre a questa unità mobile le due Leaf taxi possono ricaricarsi a costo zero presso la stessa sede oppure all’Aeroporto di Fiumicino, dove l’Enel sta installando una seconda colonnina che dovrebbe essere operativa entro due mesi. E’ ovvio che questo tipo di rifornimento impone vincoli geografici che altre auto non hanno, ma il taxi elettrico - proprio perché fa questo lavoro - è una scommessa e i due tassisti scelti tra i candidati per la sperimentazione sono entrambi residenti nella zona prossima alle colonnine.

Perché un tassista sceglie l’elettrico

Le testimonianze dei tassisti che all’estero già usano da mesi le Nissan Leaf sono tutte positive, ma come abbiamo detto per l’Italia il discorso è delicato, vista la carenza della rete infrastrutturale di ricarica. I due tassisti romani coinvolti nel progetto hanno circa 40 anni, lavorano da 10 e si sono candidati a provare l’auto elettrica perché sono attratti dai costi di gestione molto bassi. Stando ai calcoli di Nissan una Leaf ha costi annui (variabili) che si aggirano attorno ai 545 euro (niente tassa di possesso; 96 euro per la manutenzione e 449 euro per il rifornimento di 15.000 km); per una familiare equipaggiata con un 1.5 diesel sono stati stimati 1.789 euro l’anno (209 euro per la tassa di possesso; 281 euro per la manutenzione e 1.299 euro per il rifornimento, considerando 8,66 euro per 100 km); una familiare 1.6 benzina costerebbe ogni anno 2.081 euro (222 euro per la tassa di possesso; 195 per la manutenzione e 1.664 per il carburante, 11,09 euro per 100 km). Il risparmio nel primo caso è del 70% e nel secondo del 75%. E poi i tassisti ci hanno detto di apprezzarne la silenziosità di marcia e la guidabilità. Molti però restano scettici sull’autonomia visto che anche 199 km sono pochi per chi fa questo lavoro. Servono colonnine ben distribuite e usabili. Questa sperimentazione serve anche a questo: a capire dove dovrebbero necessariamente essere installate le colonnine di ricarica per un servizio come quello dei taxi.

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Scheda Versione

Nissan Leaf
Nome
Leaf
Anno
2011 (restyling del 2013)
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
elettrica
Prezzo
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Autore:

Tag: Attualità , Nissan , taxi


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