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Retrospettive

pubblicato il 28 settembre 2014

Renault e le piccole, un secolo di storia

Dalla KJ alla 4 CV con motore posteriore, dalla R4 alla Twingo

Renault e le piccole, un secolo di storia
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È una delle auto del momento, è la nuova Renault Twingo. Stretta parente della nuova Smart, la francese si presenta per la prima volta con motore (e trazione) posteriore, cercando quell'originalità e quella “rottura” con le tradizioni che fecero la fortuna della sua antenata Twingo I nata nel 1993. Tutti, a partire da OmniAuto.it, le hanno dunque dedicato attenzione, pagine e intere gallery fotografiche. Ma la storia della più grande Casa automobilistica francese con le citycar non si esaurisce certo a lei. Tutto inizia molti anni prima, agli albori del 20° secolo per intenderci, e conosce un'accelerazione decisa dopo la Seconda Guerra Mondiale. Nell'album dei ricordi ci sono varie pietre miliari, modelli che hanno valicato il confine dell'auotomobile per assumere la dimensione del mito, relativamente parlando. Dalla Type KJ a oggi, ecco come il Costruttore francese ha interpretato il concetto di auto piccola nelle dimensioni ma grande nella praticità.

Quando automobile era sinonimo di avventura

La prima Renault di piccole dimensioni – 3,35 metri di lunghezza per 1,37 di larghezza – è datata 1923. Il suo nome, anzi il suo codice è Type KJ. Definirla citycar sarebbe troppo, data la scarsa specializzazione delle gamme in quegli anni, ma di sicuro la sua compattezza ne fa un modello ideale per gli spazi ridotti e i budget non illimitati, anche se negli Anni Venti il solo pensiero di comprarsi un'automobile era già un lusso per pochissimi eletti. Sotto il cofano, c'è un 1.0 a quattro cilindri abbinato a un cambio manuale a 3 marce. Sue eredi sono la MT e la NN, caratterizzate dal design soprannominato Skiff, ovvero di ispirazione nautica: superfici piatte e poco lavorate, che non solo conferiscono un look molto caratteristico, ma danno anche grandi vantaggi economici al Costruttore, dal momento che non richiedono processi produttivi complessi. Per tutte e tre le auto, il motore è un 1.000 cc a quattro cilindri, abbinato a un cambio manuale a 3 marce. Figlia di un progetto più moderno è invece la Juvaquatre, che viene lanciata nel 1937 e rimane in vendita fino al 1960. Il motore è il 1.000 cc delle sue antenate, che viene affiancato prima da un 700 cc nel 1953 e poi da un 800 cc nel 1956: e noi che pensiamo che il downsizing sia cosa dei giorni nostri...

4 CV, l'auto della ricostruzione

Il 1946 è un anno di grandi speranze, ma anche di grandi fatiche. Il Vecchio Continente è uscito stremato dal secondo conflitto mondiale, la voglia di ricominciare è forte, così come l'entusiasmo per la ritrovata pace: c'è tanto, tantissimo lavoro da fare, ma le condizioni sono quelle ideali. Renault capisce che è il momento giusto per mettere in commercio un'auto che non c'è: una piccola alla portata di molti (non di tutti, viste le difficoltà economiche degli Anni '40), che guarda caso ha non poche affinità con la Twingo di terza generazione. Una su tutte: il motore e la trazione posteriori. Il suo progetto viene cominciato in maniera praticamente clandestina durante la guerra dagli ingegneri di Renault (che in teoria avrebbero dovuto concentrarsi al 100% negli impegni bellici); la 4 CV offre spazio sufficiente per una famiglia con relativi bagagli. Il prezzo è competitivo e consente a molte persone di motorizzarsi.

Dalla 4CV alla Renault 4L

Nel 1961 vede la luce uno dei modelli gloriosi della storia dell'auto: la Renault 4L (divenuta poi nota come R4), che sta alla Francia come la Fiat 500 sta all'Italia e il Volkswagen Maggiolino alla Germania. Il 1961 segna peraltro l'inizio di un lungo periodo di splendore economico, interrotto solo da qualche crisi di breve durata. Le innovazioni tecnologiche si sprecano, il cosiddetto ceto medio si arricchisce e le automobili, così come gli elettrodomestici, diventano sempre più alla portata delle famiglie europee. La R4 diventa ben presto un'icona. La praticità del portellone posteriore la avvicina alle famiglie, il suo look senza tempo convince otto milioni di automobilisti fra il 1961 e l'inizio degli anni ’90, quando la sua lunghissima carriera finisce ed è il momento di un altro modello, altrettanto geniale: la Twingo I. Tornando alla R4, nasce per contrastare il successo della Citroën 2CV, altra leggenda a quattro ruote di passaporto francese. La prima, grande differenza rispetto alla 4CV è la migrazione del motore (e della trazione) sull'asse anteriore. Altra innovazione di rilievo, come detto, è il portellone che dà accesso al grande vano bagagli. A spingerla, un motore di 747 cc di cilindrata da 26,5 o 32 cavalli (variabili in base alle versioni), ma la caratteristica tecnica saliente è senza dubbio l'assetto: come sulla 2 CV, le molle e gli ammortizzatori sono morbidissimi e hanno una corsa smisurata, per affrontare senza problemi le strade molto accidentate dell'epoca. Altra chicca è la leva del cambio sulla plancia, collegata alla scatola del cambio stesso senza leveraggi posizionati in basso: in questo modo, il pavimento della vettura è completamente piatto, per un'abitabilità da record, in rapporto alle dimensioni esterne. Come ogni icona che si rispetti, della R4 si fanno fatica a contare le versioni speciali, dalle furgonette alle cabrio.

Renault 5, la sorella maggiore

Sì, lo sappiamo, dare della citycar alla Renault 5 potrebbe risultare offensivo. E infatti non è questo che vogliamo fare. Fatta la premessa, se si parla di Renault piccole, la mitica “5” non può non essere menzionata. Il motivo? 8,5 milioni di esemplari dal 1972 al 1996, fra 5 e Supercinque, possono bastare? Secondo noi, sì. Non solo: la Renault 5 è importante anche perché riduce i consumi in maniera drastica – 4,5 l/100 km a 90 km/h costanti – adotta i paraurti in materiale plastico che riducono i costi di riparazione in caso di piccoli urti e, non meno importante, ha un design senza tempo, capace di farla apprezzare per quasi 25 anni. Versioni speciali? Beh, basta nominare Renault 5 Alpine e Renault 5 Turbo per far sognare i ragazzi degli anni Settanta e Ottanta.

La Twingo prende il posto della R4

Oggi sarebbe impensabile lasciare sul mercato per 32 anni un modello. Eppure è proprio questa l'età della R4 quando viene pensionata dalla Twingo. Una genesi lunga, quella della prima citycar con carrozzeria monovolume, ma non per caso: non c'è rivale che possa competere con la Twingo per spazio e, soprattutto, praticità. I sedili posteriori, due poltrone singole, si abbattono in pochi attimi e possono essere inclinati all'indietro per un effetto chaise longue da vera limousine. Non solo: lo stesso possono fare quelli anteriori, per trasformare la Twingo in un letto matrimoniale su ruote. E poi i cm, tanti, dappertutto, al punto che si fa fatica a credere ai propri occhi, data la “sproporzione” con le dimensioni della carrozzeria. Nel 2007 è il turno invece della Twingo II: il pianale è quello accorciato della Clio, mentre il design perde i tratti della monovolume in favore di forme più tradizionali. L'apprezzamento del pubblico non è certo quello della Twingo I, anche se la vettura non è certo sbagliata. Innanzitutto, dal punto di vista della praticità ha poco da invidiare alla prima generazione: i sedili hanno la stessa flessibilità, con l'aggiunta della possibilità di far scorrere singolarmente quelli posteriori. Convincono anche la capacità del bagagliaio e il comportamento stradale; la vera pecca della Twingo II è la mancanza di personalità del design e il fatto che la Twingo I offriva praticamente lo stesso volume interno, ma in 343 cm di carrozzeria, contro i 360 della sua erede.

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Scheda Versione

Renault Twingo
Nome
Twingo
Anno
2014
Tipo
Normale
Segmento
citycar
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Retrospettive , Renault , auto europee


Listino Renault Twingo

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.0 SCe 70 CV Wave posteriore benzina 70 1.0 4 € 9.950

LISTINO

1.0 SCE 51KW LIFE posteriore benzina 69 1 4 € 10.400

LISTINO

1.0 SCe 70 CV Live posteriore benzina 70 1.0 4 € 11.550

LISTINO

1.0 SCE 51KW ZEN posteriore benzina 69 1 4 € 11.850

LISTINO

1.0 SCE 51KW LOVELY posteriore benzina 69 1 4 € 12.300

LISTINO

1.0 SCe 70 CV S&S Energy posteriore benzina 70 1.0 4 € 12.500

LISTINO

0.9 TCE 66KW Energy ZEN posteriore benzina 90 0.9 4 € 12.650

LISTINO

1.0 SCE 51KW S&S INTENS posteriore benzina 69 1 4 € 12.800

LISTINO

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