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pubblicato il 24 settembre 2014

Toyota i-Road, come ti "piego" in città

Abbiamo provato a Grenoble il rivoluzionario triciclo giapponese. Ecco cosa si prova a guidarlo!

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Quando fai questo lavoro e guidi decine di nuove auto ogni mese, è difficile “emozionarsi” per una prova su strada. A me personalmente succede quando allaccio la cintura di una supercar (all’adrenalina non si comanda!) oppure quando mi metto al volante di un’auto che ancora “non esiste”, ma è potenzialmente rivoluzionaria. Quest’ultimo è proprio il caso della Toyota i-Road, un oggetto per il quale la stessa definizione di “automobile” è inappropriata. Perché è un qualcosa di diverso che ha l’ambizione di rifondare il senso della mobilità individuale nelle grandi città. Del progetto sperimentale Ha:Mo di cui l’i-Road è protagonista vi ho già scritto qui. Mancava però un pezzo fondamentale, ovvero le impressioni di guida. E allora recupero subito con questa recensione e con un video realizzato nei giorni scorsi.

Triciclico

Due parole le spendo innanzitutto sull’estetica. Perché l’i-Road sorprende anche da ferma: fisicamente assomiglia ad una farfalla gigante con le ruote. Che sono 3, due davanti ed una dietro. E poi è coloratissima, visivamente leggera (sulla bilancia pesa 300 chili) e soprattutto compatta. E’ lunga 2 metri e 40 cm e appena 87 centimetri di larghezza, meno di quanto misura una moto. Ed è proprio l’ingombro il segreto di questa Toyota, progettata per occupare meno spazio possibile. Rispetto ad uno scooter, ha il vantaggio di avere una carrozzeria che racchiude i due occupanti con un tetto, due porte e dei finestrini di plastica. L’isolamento è quello che è, ma protegge meglio di un veicolo a due ruote o dell’auto più simile che mi viene in mente: la Renault Twizy.

Un incrocio “perfetto”

“Salgo” a bordo e a sorpresa non sto stretto, ma semplicemente “giusto” e posso pure regolare un minimo la posizione di guida spostando in avanti o indietro il sedile. La strumentazione è molto più automobilistica di quanto pensassi: c’è il volante, tre pedali (freno, acceleratore e freno a mano) e tre pulsanti per impostare le “marce” (avanti, indietro o neutral). Bastano pochi istanti per ambientarsi in questo guscio dove quel poco che c’è è a portata di mano. Scordatevi aria condizionata e autoradio, ma c’è la porta USB per ricaricare il telefonino e le porte si possono chiudere a chiave.

Come si piega

L’architettura dell’i-Road è molto particolare perché le ruote anteriori sono quelle di trazione. Quella posteriore da semplicemente la direzione. Con una particolarità: gira nel verso opposto del volante, dunque ti fa entrare in curva allargando la traiettoria col posteriore. A basse velocità la sensazione è stranissima. Sembra di scivolare con il didietro e istintivamente si rallenta per prendere bene le misure, soprattutto muovendosi in spazi ristretti. Anche perché, effettivamente, se giri tutto e sei vicino ad un marciapiedi, rischi di prenderlo con la ruota posteriore! Dopo un po’ di pratica capisci che bisogna sfruttare l’altra caratteristica dell’i-Road, quella di “piegare” in curva quando si è in movimento. Lei fa tutto da sola grazie ad un terzo motore elettrico che comanda le sospensioni e determina, in base alla velocità e all’angolo di sterzata, il grado della piega articolando le ruote anteriori. Dunque conviene andare più veloci (la velocità massima è di 45 km/h) e giocare con lo sterzo. In queste condizioni il divertimento è assicurato, sia per il feeling di sentirsi un tutt’uno con il veicolo che per l’agilità nel traffico. E veniamo alla domandona: ma la Toyota i-Road si può ribaltare? Io l’ho sballottolata parecchio, ma non in condizioni estreme. Sono riuscito a testare il funzionamento di una specie di ESP che ti trasmette una vibrazione quando si esagera con la velocità e il raggio di sterzata. Dunque ho posto la domanda pari pari al progettista giapponese che mi ha risposto che in concreto non dovrebbe essere possibile, ma che non si può escludere del tutto un casistica particolarmente sfortunata. In tal senso saranno fondamentali gli esiti pratici della sperimentazione del car sharing intermodale a Grenoble dove la flotta di i-Road è composta da ben 35 veicoli.

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Tag: Test , Toyota , car sharing


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