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pubblicato il 19 settembre 2014

Corporate car sharing, così si condivide anche l'auto aziendale

Arriva in Italia il servizio Alphacity. Ecco come ci si "scambiano" le BMW... fra colleghi

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Se oggi si è sempre più disposti a condividere un'auto con “emeriti sconosciuti”, perché non condividerla con… i colleghi della propria azienda? La considerazione non fa una piega ed è alla base di quella che si prospetta come la nuova frontiera del car sharing: il corporate car sharing o per farla più semplice, il car sharing dell'auto aziendale che in Italia arriva con una società del Gruppo BMW chi è si chiama Alphabet.

La teoria

Il principio è lo stesso del car sharing: condividere fra quante più persone possibili un bene che ad uso esclusivo del singolo starebbe fermo per il 90 per cento del tempo. L’impiego più efficiente fa risparmiare soldi – almeno sulla carta - sia all’azienda che al lavoratore. E poi c’è l’incidenza positiva sulla comunità: meno auto in giro. La declinazione aziendale naturalmente ha delle specificità in considerazione del fatto che l'auto può essere fruita per motivi di lavoro oppure a titolo privato, con delle implicazioni tanto organizzative quanto economiche.

Come funziona

Il servizio lanciato da Alphabet si chiama Alphacity. L'azienda che vi aderisce viene dotata sia della flotta di auto (sempre con una formula di noleggio lungo termine) che della piattaforma tecnologica che consente di gestire le vetture “in sharing” a disposizione di tutti o parte dei dipendenti. Questi ultimi vengono dotati di una card e quando vorranno utilizzare una vettura della flotta dovranno prenotare l'auto online o via app specificando orario di ritiro e orario di riconsegna. La logica gestionale, a differenza del car sharing per privati, è che l'azienda ha bisogno di conoscere con certezza la disponibilità delle auto che potrebbero servire per esigenze di lavoro di più dipendenti che hanno, ad esempio, diversi appuntamenti nell’arco di una giornata. Dopo avere effettuato la prenotazione sarà possibile aprire l'auto avvicinando la card al relativo lettore sul parabrezza. Per il resto il sistema è keyless e non è necessario utilizzare la chiave per partire. Anzi fisicamente la chiave non c’è proprio. Una volta in macchina bisogna inserire il proprio PIN all’interno dell’impianto di infotelemetatica, valutare lo stato del veicolo (come avviane sui car sharing aperti al pubblico) e partire. Sempre alla stregua dei servizi di car sharing, la manutenzione e il ripristino dell’auto (lavaggio compreso) sono a carico di Alphacity. E c’è anche un call center di assistenza h24 in grado di rintracciare, aprire o chiudere le auto a distanza ed eventualmente fornire soccorso stradale. L’unico onere per l’utilizzatore della vettura è il rifornimento di carburante che potrà essere effettuato attraverso la fuel card presente in auto.

Flotta 100% BMW

Altra peculiarità di questo servizio è che la flotta fruibile in corporate car sharing è composta esclusivamente da BMW e MINI. L’offerta di modelli che l’azienda può richiedere è sufficientemente ampia e comprende la Serie 1, la nuova Serie 2 Active Tourer e la Serie 3. Sul fronte Mini, c’è invece la MINI classica e presto la MINI 5 porte. E poi c’è la chicca elettrica che sarà disponibile a breve, ovvero la BMW i3.

Risparmi importanti

Parlare di costi dal punto di vista del singolo utente non è possibile perché Alphacity è un servizio pagato dalle aziende che noleggiano a questa società la flotta di veicoli e programmano le condizioni di noleggio “in sharing” per i dipendenti (tutti o parte di essi). Quel che è certo è che un sistema di noleggio e gestione della flotta di questo tipo potrebbe consentire a molte tipologie di aziende di risparmiare sui costi di mobilità dei propri dipendenti (-40% secondo le stime di Alphacity) composti tradizionalmente da rimborsi chilometrici, noleggio a breve termine e taxi (il cosiddetto Total Cost of Mobility). Ma l’aspetto più interessante è che l’azienda può autorizzare l’utilizzo dell’auto “in sharing” per scopi privati facendo pagare ai propri dipendenti una certa tariffa (da concordare con Alphacity). Ed è questa la chiave di volta che potrebbe decreate il successo del servizio: il dipendente “affittando” l’auto per il fine settimana dall'azienda a condizioni competitive da un lato è contento, dall'altro consente all’azienda stessa di recuperare parte dei costi. E in ogni caso si amplia il numero di dipendenti che hanno accesso all'auto aziendale, per quanto condivisa.

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Tag: Curiosità , Bmw , car sharing


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