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pubblicato il 18 settembre 2014

Taxi vs Uber, sindacati di tutto il mondo pronti all’azione

La due giorni di Bruxelles ha definito una strategia comune e fissato appuntamenti e scioperi

Taxi vs Uber, sindacati di tutto il mondo pronti all’azione
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Uber è illegale. Su questo sono d’accordo tutti i sindacati dei trasporti che si sono incontrati a Bruxelles lunedì e martedì. C’erano rappresentanti di Stati Uniti, Canada, India, Asia, Norvegia, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Belgio e Italia. Per il nostro Paese ha partecipato Marino Masucci, coordinatore nazionale della Fit-Cisl, che OmniAuto.it ha intervistato per sapere come è andato l’incontro e quale strategia è stata messa a punto. Come abbiamo già spiegato la questione è delicata e nasce dalla concorrenza di Uber ai tassisti, che al di là della tecnologia utilizzata (un’auto con autista Uber si chiama tramite app), tocca il delicato capitolo delle licenze, pagate dai taxi fior di quattrini e zero centesimi da Uber (società californiana tra i cui finanziatori c’è Google). E poi c’è la questione UberPop, la app con cui ogni patentato può occasionalmente trasformarsi in autista Uber (cosa che in Italia è stata dichiarata illegale dal Ministro dei Trasporti Lupi). Vediamone di seguito gli ultimi aggiornamenti.

Si comincia con informazione e tecnologia

La strategia comune messa a punto dopo i due giorni trascorsi a Bruxelles, come ci ha raccontato Masucci, prevede innanzitutto un’azione a livello mondiale di informazione e comunicazione, “per evitare che Uber grazie ad un’abile manipolazione comunicativa, riesca a far passare il messaggio di modernità, e nuova tecnologia; mentre nei fatti nasconde la volontà di non voler rispettare le normative regolative e le leggi e i contratti a tutela dei lavoratori e dei consumatori. Il tutto seguendo ormai una moda di deregolamentazione oggi molto in voga in ogni parte del globo”. Allo stesso tempo l’associazione mondiale delle aziende Taxi (URI) ha presentato in anteprima il progetto GNT (Global taxi service Quality network) che ha l’obiettivo di realizzare una nuova piattaforma tecnologica a livello mondiale per costituire “una app legale che consenta di coniugare i diritti e il rispetto delle norme e delle regole con la domanda di qualità e i nuovi bisogni degli lutenti/clienti”, come la descrive Masucci. A novembre l'URI presenterà il progetto a Colonia, intanto il sindacato nazionale tedesco di settore ha promosso la costituzione di una app valida su tutto il territorio nazionale.

Il calendario delle proteste

Per il 24 settembre è stato indetto a Londra uno sciopero nazionale con manifestazione. Ai primi di ottobre invece ci sarà un nuovo incontro organizzato a livello internazionale a Bruxelles dall’ETF, che porterà il problema all’attenzione del Parlamento Europeo nell’ambito del Dialogo sociale, e in occasione della settimana di mobilitazione dei lavoratori dei trasporti, organizzata dall’ITF, il tema sarà inserito tra quelli da affrontare. Infine, “tutti i sindacati presenti alla riunione sono stati invitati dal Segretario Generale del settore, Marc Iurata, a creare una rete di comunicazione e di banca dati di tutte le iniziative che si terranno nei singoli Paesi nei prossimi mesi. La riunione è finita nella mattinata del 16, con l’intesa di rivedersi per una nuova riunione che si terrà nei prossimi mesi”, ci ha detto Masucci.

Nel frattempo Uber torna in Germania e sbarca a Genova

Dall’altra parte della barricata Uber non sta a guardare. Dopo Milano e Roma adesso è attivo a Genova e le proteste non tarderanno ad arrivare visto che la questione è ancora aperta e non c’è alcuna regolamentazione precisa. Intanto in Germania il giudice Frowin Kurth della Corte regionale di Francoforte, pur riconoscendo la validità della sua decisione nel merito, ha ritenuto non necessaria l'ingiunzione temporanea.

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Tag: Attualità , car sharing , taxi , uber


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