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pubblicato il 16 settembre 2014

Marchionne a Detroit aspetta Renzi a braccia aperte

Il numero uno di Fiat-Chrysler, prossimo presidente di Ferrari, gli mostrerà il modello americano

Marchionne a Detroit aspetta Renzi a braccia aperte

Italia e America a confronto. Il modello di business del nostro paese non è mai stato messo in parallelo con quello d’Oltreoceano così tanto come adesso. Sergio Marchionne, il manager che ha “salvato” Chrysler ottenendo gli elogi di Obama, ha internazionalizzato la Fiat e dopo aver invitato il premier Matteo Renzi ad andarlo a trovare a Detroit, lo attende con soddisfazione. “Sono disposto a fargli vedere la realtà di Fiat Chrysler, descrivere il processo di risanamento dell'azienda - ha detto Marchionne, a New York a margine di una cerimonia in cui gli è stato assegnato un premio dall'Institute of International Education -. Sono disposto anche a presentargli i sindacati americani". Per lui uno dei valori più importanti e più forti di Fiat Chrysler è “la mentalità aperta che arriva da persone sparse per il mondo che lavorano fianco a fianco in uno spirito di cooperazione”.

E l’Italia dovrebbe imparare da questo, crede. Marchionne è ottimista sulla ripresa del nostro paese, ma non ritiene che le cose miglioreranno nel breve termine. “L'unica cosa per creare crescita sono gli investimenti. Non riusciamo ad attirare abbastanza capitali", ha detto, commentando il taglio dell’Ocse sulla stima sul Pil: -0,4% nel 2014. Da qui il confronto con gli Stati Uniti. "Il concetto di start up in Italia non mi piace molto, vengono imposti limiti - spiega Marchionne -. Qui invece si riescono a creare le cose dal nulla”. E il 13 ottobre ci sarà la quotazione in Borsa e si completerà il passaggio della Presidenza Ferrari da Montezemolo a Marchionne. L'obiettivo di Fiat Chrysler è quello di conquistare un fetta di Wall Street, ammette il manager italo-canadese che vuole convertire Renzi al modello americano.

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Tag: Attualità , detroit


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