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pubblicato il 12 settembre 2014

Il car sharing elettrico intermodale, sognando una città senza traffico

Parte il 1° ottobre a Grenoble il progetto di "mobilità armoniosa" realizzato in collaborazione con Toyota. Ecco come funziona

Il car sharing elettrico intermodale, sognando una città senza traffico
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Qual è il modo più “efficiente” per andare da un punto A a un punto B? Nella testa di noi automobilisti è solo una questione di strada: bisogna scegliere quella con meno traffico o comunque quella più "corta" in termini di tempo di percorrenza. Ma il futuro di cui si parla da anni è quello di integrare più mezzi di trasporto, pubblici e privati. Esco di casa, prendo l’autobus, poi la metropolitana (se c’è) e magari arrivo in ufficio con un'auto in car sharing. E’ la cosiddetta intermodalità, facile da professare, difficilissima da realizzare. Finalmente però qualcuno ha deciso di provarci, quanto meno a livello sperimentale. Il prossimo 1° ottobre parte a Grenoble CiteLib by Ha.Mo, un'interessante formula di car sharing legato a doppio filo con il sistema di trasporto pubblico cittadino. Ma c’è un’altra particolarità: i veicoli elettrici protagonisti del progetto. Perché sono qualcosa di nuovo, pensato proprio per rivoluzionare la mobilità urbana…

Incroci di genere

Di loro abbiamo già parlato perché sono stati presentati in Giappone. Parliamo di Toyota i-Road e COMS. Il primo è, senza mezzi termini, un incrocio fra una microcar e uno scooter. Ha tre ruote, piega come una moto (nei prossimi giorni pubblicheremo la nostra video prova su strada) e può trasportare due persone, una dietro l’altra. Il secondo è più tradizionale perché ha quattro ruote, ricorda nell’aspetto una macchinetta da golf ed è pensato per trasportare una persona più qualche bagaglio. Entrambi, come accennato, sono elettrici, viaggiano fino a 45 km/h di velocità massima e sono stati concepiti per essere particolarmente agili nel traffico (l’iRoad è più stretto di una moto) con un’autonoma di 50 chilometri circa.

Come funziona Ha:Mo

Ma veniamo al progetto di mobilità integrata la cui sigla dall’inglese significa “harmonious mobility”, appunto. L’obiettivo è quello di rendere il servizio di car sharing (o autopartage, come preferiscono chiamarlo i francesi) complementare rispetto al sistema di trasporto pubblico locale. Le 70 auto disponibili (35 Toyota i-Road e 35 COMS) si prelevano in uno dei 27 parcheggi dedicati - che sono anche stazioni di ricarica - utilizzando la stessa tessera con cui si può prendere l’autobus o il tram. E, cosa ancora più importante, questi parcheggi sono dislocati in modo funzionale alle stesse fermate dei mezzi pubblici. Dunque non stiamo parlando di un sistema di car sharing a “flusso libero” - come il car2go - che consente di parcheggiare l’auto ovunque in una predeterminata area urbana. Nel caso di Ha.Mo bisogna necessariamente “ricosegnare” il veicolo in un altro parcheggio dedicato attaccandolo alla colonnina di ricarica. E’ un limite pratico figlio dell’ambizione di incentivare l’uso del car sharing per percorrere solo il cosiddetto “ultimo miglio” della mobilità individuale, dopo aver preso un mezzo pubblico. E infatti il software sviluppato da Toyota per la gestione della flotta di veicoli è collegato al sistema informatico dei trasporti comunali. Attraverso l’app ufficiale o il sito internet www.citelib.fr è possibile pianificare il proprio percorso intermodale, controllando in tempo reale orari dei trasporti e disponibilità dei veicoli in car sharing, che possono essere prenotati fino a 30 minuti prima del noleggio.

Si paga per "ogni 15 minuti"

Il listino prezzi del servizio è molto semplice: 3, 2, 1 euro. Rispettivamente per i primi, i secondi e i terzi 15 minuti di utilizzo, non frazionabili. Tanto per darvi un termine di paragone, 15 minuti di car2go costano 4,35 euro (0,29 al minuto). E poi sono previsti sconti per gli abbonati annuali. Per utilizzare il servizio bisogna naturalmente essere maggiorenni, in possesso della patente di guida e ed avere la residenza a Grenoble.

L'importante è provarci

Sulla carta questo progetto è affascinante, ma è difficile prevedere come sarà accolto dai grenoblesi (aldilà della simpatia che susciterà la Toyota i-Road). Secondo chi vi scrive il parcheggio vincolato potrebbe esser molto limitante come lo è stato per i servizi di car sharing comunali pre-car2go. Attraverso la sperimentazione bisognerà capire quanto è sostenibile soddisfare i flussi di passeggeri “intermodali”, in termini di numero di auto mediamente disponibili e omogeneità della loro diffusione. Perché, ad esempio, potrebbe accadere che non si trovi posto in una piazzola di parcheggio o che il traffico di veicoli in car sharing si concentri in alcune aree urbane lasciandone scoperte altre. E poi c'è il tema dei veicoli. L'i-Road in particolare è una scommessa per Toyota. E' stato concepito per essere un mezzo divertente, agile e funzionale per il trasporto individuale, ma bisogna capire quanto le persone lo apprezzeranno nell'uso reale. Anche perchè va guidato in un modo diverso che potrebbe non piacere a tutti. Giusto o sbagliato che sia, l'importante è provarci e bisogna dare atto, sia ai francesi che a Toyota, di aver trovato il coraggio, le risorse e le capacità per fare squadra fra realtà molto diverse (i partner del progetto sono ben 5: comune di Grenoble, Toyota, EDF, Sodetrel e Cité Lib) nel segno di un'ambizione comune: ridurre il traffico di una città. Magari succedesse anche in Italia…

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Tag: Curiosità , Toyota , car sharing


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