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pubblicato il 11 settembre 2014

Renault Twingo, costretta a stupire

Motore e trazione posteriori, vocazione urbana e tanta originalità. Bentornata Twingo

Renault Twingo, costretta a stupire
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Ci sono nomi (e cognomi) che tutti invidiano: per la fama che regalano, per la storia che evocano o per il rispetto che generano. Ce ne sono altri che caricano immediatamente chi li porta di responsabilità pesantissime. Twingo rientra a pieno diritto in entrambe le categorie. Basta pronunciare queste sei lettere per richiamare alla mente una delle citycar più innovative, funzionali, gradevoli e di successo che il mondo dell'automobile ricordi. Aggettivi, quelli appena usati, che si riferiscono ovviamente alla prima generazione della vettura, vale a dire quella presentata nel 1993 e capace di stupire con la sua linea da piccola monovolume, interni incredibilmente spaziosi e una serie di soluzioni geniali. Meno fortunata è stata la sua erede del 2007, che non è mai riuscita a entrare nel cuore degli automobilisti né a rendere felici gli azionisti Renault come l'originale. Come fare a tornare a essere quell'oggetto innovativo che fu la prima Twingo? Dove intervenire per togliersi di dosso un po' di “grigiore”? Da una rivoluzione, per esempio: magari spostando motore e trazione da davanti a dietro. Detto, fatto: la nuova citycar Renault nasce come gemella diversa della smart forfour, è frutto di un progetto franco tedesco che nelle aspirazioni dei progettisti dovrebbe fissare il nuovo punto di riferimento per le auto da città.

Piccola con “innesto”

La base, dunque, è la stessa, con la differenza che il passo (la distanza fra asse anteriore e posteriore) è ovviamente più lungo: 2,49 metri. Ma la parentela, seppur ben dissimulata, inevitabilmente si percepisce: nello sviluppo della carrozzeria e nei volumi. Vista su strada è un po' più alta (1,55 metri) e più stretta (1,64 m), in proporzione alla lunghezza (3,59 m), di quanto non siano le sue competitor: non che questo sia un male, anzi, in parcheggio potrebbe rappresentare un vantaggio. Per il resto, i fanali sono toneggianti sia davanti sia dietro, il posteriore si ispira alla mai dimenticata Renault 5, mentre un grande senso di compattezza è dato dalle ruote che si spingono fino agli angoli della carrozzeria. Una particolarità, quest'ultima, resa possibile dalla posizione del motore sul posteriore, che ha liberato i progettisti da ogni vincolo sull'avantreno, a vantaggio peraltro della riduzione del diametro di sterzata, che vedremo più avanti.

Dentro è un trionfo di colori e spazio (in rapporto alle dimensioni)

Prima di tutto, i fondamentali: la citycar francese offre tanto spazio per passeggeri e bagagli, in rapporto ai poco più di tre metri e mezzo di lunghezza. Davanti non ci sono praticamente limiti di statura e stazza: chiunque può trovare sistemazione adeguata. Ampio lo spazio anche dietro, soprattutto in lunghezza e altezza (quindi per le ginocchia e la testa, rispettivamente), mentre qualche vincolo in più c'è, inevitabilmente, in larghezza, anche se nulla più di quanto si riscontri anche sulle competitor: ciò significa che sul divano si viaggia comodi in due (del resto l'omologazione è per quattro posti). Non mi entusiasmano, ma sembrano ormai una tendenza comune non solo sulle citycar, i vetri posteriori a compasso: gli ingegneri sosterranno fino allo stremo che si risparmiano preziosi kg di peso, ma io continuo a pensare che si tratti soprattutto di un risparmio economico in termini di costi di produzione e null'altro. Quanto al vano bagagli, il volume è di 219 litri: una capacità non tra le migliori del segmento (225 litri per la Fiat Panda, 251 per la Volkswagen up!), ma comunque adeguata al genere di auto. La qualità? Anche in questo campo, la Twingo si posiziona nel mezzo del suo segmento: il prezzo di listino è contenuto, quindi non ci si possono aspettare materiali di fattura particolarmente fine. Detto questo, l'assemblaggio è piuttosto preciso e la forte alternanza di colori nella plancia regala un colpo d'occhio senza dubbio gradevole.

Agilità prima di tutto

9,1 metri: uno dei segreti della "francesina" sta in questa misura, che rappresenta lo spazio richiesto per effettuare un'inversione di marcia fra due muri. Notevole. In pratica, la Twingo sembra fare perno sulle ruote posteriori e girare come un pendolo; un punto di forza che forse può apparire marginale, ma di cui si fa fatica a fare a meno già dopo pochi km in città. Già, la città: è questo e il suo habitat naturale, che mette a proprio agio il guidatore per come lascia percepire gli ingombri, per il buon assorbimento delle sospensioni e per la buona spinta del motore 0.9 TCe da 90 CV fin dai bassi regimi. Se invece si mettono le ruote fuori dalla città, le sensazioni sono tipicamente... Smart (in attesa di provare la nuova fortwo): la percezione di leggerezza sullo sterzo è la stessa, anche se meno marcata, così come la tendenza a seguire un po' troppo la conformazione del fondo stradale a discapito della direzionalità, quando la velocità supera i 100 km/h. Nulla che metta in discussione la stablità, sia chiaro: si tratta solo di sensazioni, alle quali peraltro ci si abitua abbastanza in fretta. Quanto al comportamento in curva, la Twingo non è fatta per “divorare” curve e controcurve: la taratura dell'ESP è decisamente cautelativa e l'elettronica interviene ancor prima di un'eventuale perdita di aderenza; è sufficiente un intervento brusco sullo sterzo per allertare l'elettronica. Più che buono il comfort: il motore si sente solo in piena accelerazione e i fruscii aerodinamici non si fanno sentire, almeno fino a 130 km/h.

Prezzi "veri" da 11.550 euro, promozione di lancio fino a 2.000 euro!

La gamma parte da meno di 10.000 euro, precisamente dai 9.950 della versione Wave, abbinabile solo al motore 1.0 SCe da 70 CV. Un prezzo allettante, ma solo “apparente”: la Wave è infatti priva di aria condizionata, alzacristalli elettrici e sedile posteriore frazionabile. Meglio dunque orientarsi sulla Live, 11.550 euro (anch'essa disponibile solo con il 1.000 SCe da 70 CV), che nel prezzo include la Radio R&GO con comandi al volante e supporto smartphone, il climatizzatore manuale, gli alzacristalli anteriori elettrici, il volante regolabile in altezza, le maniglie e i retrovisori esterni in tinta con la carrozzeria. Al top si posiziona la Energy, disponibile sia con l'1.0 SCe da 70 CV S&S sia con il 0.9 TCe da 90 CV S&S e che, rispetto all'allestimento Live, offre in più, tra gli altri, i cerchi in lega 15’’ Exception, gli adesivi laterali, i fari fendinebbia e il volante in pelle. I prezzi? 12.500 euro con il motore da 70 CV, 13.300 con il più potente da 90. La promozione di lancio, anche se non ancora ufficializzata, è pari a circa 1.000 euro per la versione base, mentre la Live verrà proposta addirittura con 1.950 euro di sconto: 9.600 euro.

Scheda Versione

Renault Twingo
Nome
Twingo
Anno
2014
Tipo
Normale
Segmento
citycar
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore:

Tag: Test , Renault , auto europee


Listino Renault Twingo

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.0 SCe 70 CV Wave posteriore benzina 70 1.0 4 € 9.950

LISTINO

1.0 SCE 51KW LIFE posteriore benzina 69 1 4 € 10.400

LISTINO

1.0 SCe 70 CV Live posteriore benzina 70 1.0 4 € 11.550

LISTINO

1.0 SCE 51KW ZEN posteriore benzina 69 1 4 € 11.850

LISTINO

1.0 SCE 51KW LOVELY posteriore benzina 69 1 4 € 12.300

LISTINO

1.0 SCe 70 CV S&S Energy posteriore benzina 70 1.0 4 € 12.500

LISTINO

0.9 TCE 66KW Energy ZEN posteriore benzina 90 0.9 4 € 12.650

LISTINO

1.0 SCE 51KW S&S INTENS posteriore benzina 69 1 4 € 12.800

LISTINO

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