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pubblicato il 5 settembre 2014

Dossier Auto e Salute

Colpo di sonno, l'Ue interviene con una direttiva

Gli stati membri, e quindi anche l'Italia, devono intervenire con una legge che obblighi i patentati a rispondere a domande sui disturbi del sonno

Colpo di sonno, l'Ue interviene con una direttiva

L’Unione europea dichiara guerra al colpo di sonno, causa di un numero imprecisato di incidenti, spesso con esiti mortali. Molto difficile capire se l’uscita di strada sia stata provocata dalla sonnolenza, a meno che l’automobilista sopravvissuto allo schianto racconti la verità, ammettendo di essere caduto fra le braccia di Morfeo pochi istanti prima di perdere il controllo del mezzo. Stimando un numero elevato di incidenti dovuti al colpo di sonno (a sua volta magari causato da alcol o droghe o medicinali pesanti), l'Ue passa al contrattacco: ha appena approvato una direttiva che impegna gli Stati membri a varare una legge che obblighi i conducenti di qualsiasi mezzo a rispondere a specifiche domande sui disturbi del sonno.

Disturbi respiratori, che guaio

Esattamente, per colpo di sonno si intende una "perdita dello stato di vigilanza che si presenta in maniera insidiosa e repentina della durata di pochi secondi se non addirittura istanti". Un'eternità se si pensa che a alla velocità di 90 Km/h, si percorrono in un solo secondo 25 metri. A Strasburgo, si è partiti al fatto che, al momento del rilascio o del rinnovo della patente, 500 milioni di europei saranno soggetti a test valutativi su eventuali disturbi respiratori che insidiano il riposo notturno. Morale della favola, di giorno si guida a rischio colpo di sonno. In futuro, i conducenti di auto, moto, furgoni e camion dovranni rispondere a specifiche domande su malattie come l'Osas (Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno). Se c’è un qualche sospetto che possa esserci quella patologia, scatta il rinvio a uno specifico consulto medico: si potrà guidare un mezzo dimostrando di seguire le terapie del caso, e con la patente che avrà una validità inferiore rispetto al previsto.

Un problema tira l’altro

Certo, poi occorrerà valutare quante persone racconteranno la verità, o peggio che sanno di soffrire di questo problema. Comunque è giù un passo avanti, come ricorda il presidente dell'Automobile Club d'Italia, Angelo Sticchi Damiani: "L'Unione europea ha compiuto un passo importante che garantisce più sicurezza sulle strade attraverso una maggiore consapevolezza degli automobilisti sui propri limiti, favorendo l'accertamento di patologie sottovalutate e spesso ignorate. Da anni l'ACI sollecita insieme a tante organizzazioni scientifiche il giusto inquadramento di tutti i disturbi fisici che compromettono le capacità di chi è al volante,senza colpevolizzare chi ne è affetto o limitare ingiustamente il diritto alla mobilità degli individui".

Qualche dritta

Ricordiamo che, per non farsi prendere dal colpo di sonno, è importante saperlo riconoscere. Quando si è al volante e le palpebre diventano così pesanti da rimanere aperte con difficoltà, gli sbadigli sono sempre più frequenti, si ha la sensazione di sentire freddo ed è difficile mantenere una velocità costante, allora si è ad un passo dall'addormentarsi improvvisamente e pericolosamente. La soluzione è una sola: appena si avverte stanchezza tale da non consentire di guidare, fermarsi in sicurezza e riposare per almeno 20 minuti . Mai sopravvalutarsi, pensando di potercela fare, magari con l’aiuto dell’aria fredda in faccia, dell’autoradio con il volume al massimo o rimpinzandosi di caffè: il sonno torna presto e molto più forte di prima. Invece, un sonnellino in auto allunga la vita.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale , guida sicura , unione europea


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