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pubblicato il 4 settembre 2014

Rca: i prezzi scendono, le polemiche salgono

A luglio 2014 ribasso del 2,8%, ma le medie europee sono lontane

Rca: i prezzi scendono, le polemiche salgono

Gli automobilisti assistono impotenti alla solita polemica sulle tariffe Rca. Ad aprire le danze, è l’Ania, la Confindustria delle Assicurazioni, che ha appena annunciato ai quattro venti come i prezzi della Rc auto calino. Dai dati caricati sul sito dell'Istat, emerge che a luglio 2014 si è verificato un ribasso del 2,8%, solo l'ultimo di una striscia di flessioni partita oltre un anno fa, invertendo la tendenza che tra il 2010 e il 2011 aveva portato a rincari intorno al 7%. Ma il Codacons non ci sta e ribatte aspramente: “Le riduzioni delle tariffe Rc auto del 2,8% sono una goccia nel mare, assolutamente insufficiente ad allineare i prezzi italiani alla media europea. Gli assicurati italiani continuano ad essere i più tartassati d’Europa e a pagare tariffe doppie rispetto agli altri Paesi - spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi -. Se infatti a livello europeo il costo medio di una polizza Rc auto è di 250 euro, in Italia - afferma - è pari a 500 euro. Nessuna riduzione delle tariffe così risicata come quella certificata dall’Istat potrà mai compensare l’abnorme crescita dei prezzi delle polizze registrata nel nostro paese, con incrementi del 250% dal 1994 al 2013. Per anni gli assicurati italiani sono stati costretti a subire rincari astronomici delle Rc auto. Qualsiasi calo delle tariffe è, pertanto, insufficiente, fino che non si allineeranno i prezzi italiani alla media europea”.

Quale soluzione

Ma allora, come ridurre in modo significativo le tariffe Rca? Alle Assicurazioni, non sono bastati i cali dei risarcimenti delle microlesioni imposti per legge dal 2001, né la norma imposta dal Governo Monti sul rimborso del colpo di frusta: oggi, occorre dimostrare con un esame strumentale che c’è la lesione. Operazione non sempre possibile, giacché ci sono problemi che sfuggono alle macchine, a partire dalla depressione post sinistro, per chiudere con patologie che possono anche emergere a distanza di settimane. Anche l’indennizzo diretto del 2007 è stato un clamoroso buco nell’acqua, una procedura che concede determinati vantaggi alla Compagnia (sempre più difficile per l’assicurato difendersi contro rimborsi iniqui o lenti), ma che non ha portato a nessun ribasso tariffario: al contrario, sono arrivatio rincari e aumenti delle frodi Rca. Proprio come all’epoca aveva intuito e denunciato Stefano Mannacio, oggi numero uno del Cupsit (patrocinatori stragiudiziali).

Ancora e sempre di più

Le Assicurazioni si spingono oltre e fanno pressione sul Governo attuale affinché introduca nuove norme per le lesioni fisiche molto gravi. Tutto ruota attorno alla tabella unica delle invalidità permanenti per l'indennizzo delle lesioni gravi, con i valori standard che spazzerebbero via i valori disomogenei usati dai vari Tribunali italiani lungo lo Stivale. È un provvedimento ideato dal Governo nell’estate 2011, richiesto dalle Assicurazioni, e che immediatamente suscitò l'indignazione e l’ira delle Vittime della strada e del Cupsit di Mannacio: si parlò della classica norma estiva, approvata in tutta fretta mentre gli italiani sono sotto l’ombrellone per passare inosservata. Una regola che, per ora, non è ancora realtà, perché manca il sì definitivo da parte del presidente della Repubblica. L’Ania già nel 2013 stimava che l’approvazione del punto unico farebbe calare le tariffe Rca del 3-5% subito, con ribassi ulteriori nel tempo. Secondo le Vittime della strada e il Cupsit, invece l’unico punto di riferimento per il risarcimento del danno alla salute è basato sulle tabelle di Milano, che offrono certezza dei parametri risarcitori evitando le lungaggini dei contenziosi: le tabelle milanesi sono adottate da tutti i tribunali superando ogni sperequazione. In realtà, come ha ricordato di recente Davide Galli, presidente Federcarrozzieri e sempre più protagonista della Rca , ci sarebbe già spazio, per un forte ribasso delle Rca: va tenuto conto che negli ultimi 10 anni i sinistri si sono ridotti del 50%. E che gli utili del settore Rc auto hanno raggiunto la cifra di quasi 2 miliardi e mezzo di euro. Si dovrebbe piuttosto operare sulla mancanza di concorrenza su un mercato concentrato su pochi Gruppi assicurativi. La palla passa adesso al Governo Renzi.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , assicurazioni


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