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pubblicato il 2 settembre 2014

Sblocca Italia, e se invece di un decreto ci volesse un’auto nuova?

Il presidente di Federauto invita a riflettere e a comprare adesso perché “è il momento migliore”

Sblocca Italia, e se invece di un decreto ci volesse un’auto nuova?

L’Italia è in deflazione: il PIL non cresce, il lavoro non c’è. Il tasso di disoccupazione generale è al 12,6% e quello giovanile al 43% circa. L’auto nuova è l’ultimo dei pensieri, ma fa riflettere quello che ha detto Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto (l'associazione che rappresenta i concessionari), commentando i dati sulle immatricolazioni: “L’automobile che da sempre nel nostro Paese ha spinto la ripresa dell'economia, in questo momento sta trainando... la crisi dei consumi”. In altre parole forse proprio questo settore (che fino a tre anni fa rappresentava l’11% del PIL) potrebbe aiutare la ripresa. Nel decreto Sblocca Italia non c’è niente del genere e Federauto invita i politici a non fare più promesse, perché scoraggiano ancora di più la domanda. Servono fatti concreti ed efficaci.

Un motore da riaccendere

L’associazione rimane convinta che per far ripartire il settore, utile all’economia del paese, serve un piano strutturale, che duri almeno tre anni. Nel caso si varino gli incentivi, questi dovrebbero essere graduali e meglio strutturati di quelli che sono stati introdotti dal governo Monti: 63,4 milioni di euro dal 2013 al 2015 che però sono difficili da ottenere per i privati e quasi inarrivabili per le aziende (le clausole sono troppo particolari). Bisogna fare da soli e Pavan Bernacchi ricorda che proprio in questo momento i prezzi sono bassi e le promozioni tante. Ma il desiderio di un’auto nuova non basta e siamo tutti d’accordo che prima ci sono questioni più urgenti da risolvere. Tuttavia anche l’auto è un argomento importante che merita attenzione.

Concessionari e case auto sul filo del rasoio

Un altro argomento su cui la Federazione ha qualcosa da dire riguarda il rapporto tra Concessionarie e Case auto, una relazione che si sta inasprendo. “Questo a causa delle minori risorse a disposizione che spesso, per raggiungere obiettivi di breve, vengono drenate dai bilanci dei dealer - dice Pavan Bernacchi - . E questo genera una rete distributiva più debole caratterizzata dalla chiusura, anche di aziende storiche, e dall'impossibilità dei superstiti di investire in strutture, attrezzature, personale, aggiornamenti, per meglio soddisfare la clientela. Altro loop negativo”.

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Tag: Mercato , immatricolazioni


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