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pubblicato il 2 settembre 2014

Autovelox a Milano, è bufera sui tempi di notifica

Il Comune interpreta in modo bizzarro le regole del Codice della Strada

Autovelox a Milano, è bufera sui tempi di notifica
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Sono parecchi i Comuni piccoli e medi che da anni interpretano in modo molto strano le regole del Codice della strada. Fra questi, come denuncia il Sole 24 Ore, adesso c’è perfino il Comune di Milano, che per ovviare al problema della mole di verbali conseguenti all'attivazione degli autovelox automatici ha deciso di far cadere i 90 giorni previsti dal Codice per la notifica non dal momento in cui è stata effettuata l'infrazione, bensì da quello in cui i vigili visionano il fotogramma. Tutto questo danneggia in modo pesantissimo i cittadini: più tardi avviene la notifica, maggiori le probabilità che l’automobilista non ricordi dove come quando e perché è avvenuta la presunta infrazione. Inoltre, questa interpretazione rende più difficile organizzare un’efficace difesa per il cittadino, che deve scavare più in là nei ricordi. E in ogni caso, la lettura faziosa e arbitraria della norma da parte del Comune consente a Palazzo Marino di prendersi enormi vantaggi: hanno molto più tempo per spedire le multe. E allora, se la foto viene vista a distanza di un anno, la notifica in teoria arriva a casa del malcapitato a due anni di distanza dall’infrazione?

Un cavillo degno di Azzeccagarbugli

Tutto ruota attorno all'articolo 201 del Codice della strada: "Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro novanta giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, ad uno dei soggetti indicati nell'art. 196, quale risulta dai pubblici registri alla data dell'accertamento". Ecco il guaio: un Codice scritto coi piedi e soggetto a diverse interpretazioni, con la palla presa al balzo dai Comuni per penalizzare chi guida. Che cosa vuol dire “accertamento dell’infrazione”? Per Milano, significa, da quando, con tutto il loro comodo, i vigili guardano la foto. In realtà, una lettura più equilibrata della norma porta a dire che i 90 giorni si calcolano dall’infrazione.

Una specie di rivincita

Questa interpretazione da parte del Comune di Milano (non nuovo in fatto di vessazioni verso chi guida, come dimostrano le multe pazze delle telecamere e dell’Area C, o le strisce blu disseminate ovunque in periferia, o gli autovelox con limiti a 50 km/h anziché 70 km/h) è una sorta di rivalsa verso le nuove regole: anni fa, i giorni a disposizione erano 150, ora sono 90 . Evidentemente ritenuti pochi. Così, l’automobilista si dimostra ancora una volta il bancomat del Comune.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , multe


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