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Retrospettive

pubblicato il 31 agosto 2014

Volkswagen Passat, otto generazioni a confronto

Un modello fondamentale per il passato, il presente e il futuro della VW. Moltiplicato per otto

Volkswagen Passat, otto generazioni a confronto
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I numeri sono più potenti delle parole, a volte. È questo il caso della Passat: oltre mezzo milione di esemplari venduti, in media, in ognuno dei suoi 41 anni di vita. In altri termini, dalle linee di assemblaggio Volkswagen sono uscite, dal 1973 a oggi, la bellezza di oltre 22 milioni di Passat. Se non è dominio incontrastato del segmento D poco ci manca. Detto questo, è doveroso specificare che il successo della tedesca è fenomento soprattutto europeo e i numeri di cui sopra sono stati totalizzati in grandissima parte proprio nel Vecchio Continente. Diverso il discorso nel resto del mondo, dove con questa definizione si fa riferimento, in realtà, soprattutto agli USA, alla Cina e alla Corea del Sud. Oltreoceano e in Oriente, la tedesca vive la sua seconda vita: si tratta cioè di un'altra auto - seppur dotata dello stesso nome - adattata specificamente ai gusti, alle strade e alle esigenze di quei mercati.

Per il lungo o di traverso corsi e ricorsi storici

Può sembrare un dettaglio per appassionati con il pallino della tecnica; invece, la storia della disposizione del propulsore nel vano motore della Passat è sintomo di quanto questa vettura sia una sorta di cerniera fra la gamma medio-piccola e quella grande di Wolfsburg. Il perché è presto detto: le Passat con motore longitudinale sono, in un certo senso, le più nobili, ovvero quelle più strettamente imparentate con le Audi di dimensioni simili, 80 e A4. Fanno parte di questo club le Passat I (1973-1981), II (1981-1988) e V (1996-2005). Per limitarci alla V, non è un caso se per esempio, dopo di lei, il motore V6 TDI di origine Audi (per non parlare del 4.0 W8) non sia stato più montato: nel vano motore delle Passat VI e VII non ci sarebbe stato o, per farcelo stare, in VW avrebbero dovuto intervenire molto pesatemente sul motore stesso in termini di disposizione degli organi meccanici. Ciò non significa che le altre Passat siano meno valide, dal punto di vista meccanico: motori, trasmissioni e sicurezza rispettano comunque gli elevatissimi standard del Gruppo tedesco. Diciamo però che un occhio clinico non può non notare, per esempio, come lo sbalzo posteriore di Passat VI e VII sia ben più pronunciato rispetto a quello della V, il cui design è tra i più equilibrati in assoluto nella storia del modello. In altri termini, partendo dalla base della Golf, il cui passo non era certo da berlina e station wagon taglia XL, gli ingegneri di Wolfsburg hanno “stirato” il più possibile la carrozzeria, con il risultato che nella vista laterale si nota una certa pesantezza del lato B.

Da 54 a 280 cavalli, da tre a sette marce

Se le controllassero il passaporto biologico, i giudici anti doping la squalificherebbero a vita: com'è posssibile passare da 54 a 280 CV e da tre a sette marce? Semplice, con l'evoluzione tecnologica; 41 anni, del resto, non passano a caso. Se la prima Passat, nel 1973, si accontentava di un 1.3 da 54 CV in versione base e di un 1.5 da 85 al top di gamma, l'ottava, appena lanciata, arriva a quota 280 CV, partendo comunque da quota 120 (1.6 TDI). Un abisso, perché se è vero che quarant'anni fa le auto erano molto più leggere, è vero anche che la secchiata di Nm ci coppia assicurata dai moderni propulsori turbo fa sembrare leggero anche un panzer. Altrettanto incredibile, come accennato, l'evoluzione nei cambi, quelli automatici nello specifico. Da un tradizionalissimo 3 marce con convertitore di coppia disponibile nel 1973 si è arrivati (già da qualche anno, in realtà) al sofisticato DSG con sette rapporti e due frizioni, che riduce a zero i tempi di cambiata e, grazie a un'elettronica in continua evoluzione, è in grado di percepire i desideri del guidatore e in base a questi adeguare la selezione delle marce.

Passat, detta anche Dasher, Santana, Quantum...

… Magotan, Corsar e Carat: sì, la tedesca è arrivata alla soglia di una crisi di identità, in seguito a tutti questi cambi di nome che si sono resi via via necessari per adeguarsi ai vari mercati e alle varie versioni. Nell'ordine: Dasher è il nome riportato sulla carta d'identità della Passat I in Nordamerica. Santana rappresenta invece una variante di carrozzeria introdotta con la seconda generazione: in pratica, una berlina dai volumi, tre, a dir poco definiti, per come erano delimitati da spigoli e linee rette. Il nome Santana è stato utilizzato fino ai primi anni '80 in Europa e fino al 2013 in Cina. A proposito di Cina, la Passat è invece tuttora chiamata Magotan; Quantum è invece il nome scelto dalla Volkswagen per la Santana in Nord America, Corsar il nome per il Messico e Carat per l'Argentina: Paese che vai, Passat (o Santana) che trovi. Capitolo a parte per la Variant (la versione familiare), che in Italia è una delle station wagon per antonomasia, e CC, la variante berlina-coupé introdotta nel 2008.

Andava a carburatori, oggi va (quasi) da sola

Una delle innovazioni più importanti introdotte dalla Passat I, non da subito ma a partire dal 1976, è l'iniezione meccanica al posto del carburatore. Quarantun'anni dopo, la vettura media di Wolfsburg è in grado quasi di guidare da sola, grazie al sistema di mantenimento della corsia, alla telecamera per l'angolo cieco, al sistema di parcheggio automatico, al cruise control adattivo con funzione stop&go, al rilevatore di stanchezza del guidatore e al nuovo Traffic Jam Assistant che tiene la vettura al centro della corsia intervenendo sullo sterzo. Innovazioni capaci di far dimenticare, o quasi, che nel frattempo l'iniezione è diventata diretta sia sui benzina sia sui diesel e che le pressioni cui lavorano gli impanti moderni (sui TDI) sono arrivate a quota 2.500 bar: anche da qui scaturiscono i 240 CV del 2.0 TDI della Passat VIII. Proprio la tecnologia con cui si inietta il carburante nei cilindri, nello specifico il gasolio, è tema di interesse sulla Passat e sulle VW in genere, visto che a Wolfsburg seguono – tra il 1999 e il 2008 - una strada tutta loro: al posto del più comune common rail, in VW optano per l'iniettore pompa, che secondo loro garantisce una pressione più elevata unita a un più fine dosaggio del carburante. Sarà, ma anche in VW, dopo nove anni, nel 2008 decidono di uniformarsi alla tecnologia common-rail.

Sei più due non fa otto

In VW, e noi di conseguenza, si fa riferimento alle 8 generazioni di Passat. In realtà, i progetti veramente nuovi, le auto ripensate dal foglio bianco, sono sei: la Passat I (per forza di cose), la II, la III, la V, VI e la VIII. La IV e la VII si possono invece considerare dei restyling, per quanto pesanti, di III e VI, visto che non solo buona parte dei propulori e la piattaforma sono strettamente derivati gli uni dagli altri, ma anche gli interni (si prendano come esempio gli abitacoli di Passat VI e VII) sono praticamente identici.

Scheda Versione

Volkswagen Passat
Nome
Passat
Anno
2014
Tipo
Normale
Segmento
medie
Carrozzeria
3 volumi
Porte
4 porte
Motore
normale
Prezzo
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Autore: Redazione

Tag: Retrospettive , Volkswagen , auto europee


Listino Volkswagen Passat

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
1.4 TSI 92kW Trendline BMT anteriore benzina 125 1.4 5 € 28.700

LISTINO

1.6 TDI Trendline BMT anteriore diesel 120 1.6 5 € 30.350

LISTINO

1.6 TDI Trendline BlueMotion anteriore diesel 120 1.6 5 € 31.850

LISTINO

1.4 TSI Comfortline BMT ACT anteriore benzina 150 1.4 5 € 31.900

LISTINO

1.6 TDI Comfortline BMT anteriore diesel 120 1.6 5 € 32.150

LISTINO

1.6 TDI 88kW Business BMT anteriore diesel 120 1.6 5 € 32.950

LISTINO

2.0 TDI 110kW Comfortline BMT anteriore diesel 150 2 5 € 33.600

LISTINO

2.0 TDI 110kW Business BMT anteriore diesel 150 2 5 € 34.400

LISTINO

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