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pubblicato il 28 agosto 2014

Genitori italiani apprensivi? Sì, anche con la patente dei figli

Otto persone su dieci salgono in macchina per prepararli all'esame. I padri sono in prima linea

Genitori italiani apprensivi? Sì, anche con la patente dei figli

Agognato foglio rosa: quel documento che dà la possibilità di guidare l’auto con accanto un patentato esperto. Appena compiuti 18 anni è uno dei primi obiettivi dei ragazzi, così da esercitarsi in scuola guida con l’istruttore accanto; ma tre volte su quattro, in vista dell'esame pratico di guida, si mettono al loro fianco i genitori, che gli impartiscono lezioni extra. Lo dice una ricerca di Direct Line e per la precisione a farlo sono quasi otto italiani su dieci (76%), un po' a conferma dello stereotipo che ci vede come un popolo particolarmente attaccato alla famiglia. I più preoccupati sono i padri (63%) ed, in generale, il 29% dei genitori vuole sedere al posto passeggero durante il primo viaggio serale, mentre il 25% nei primi approcci con tangenziali e autostrade.

La tensione gioca brutti scherzi

Ma perché è meglio arrivare super preparati all’esame pratico di guida? Perché la tensione nervosa, l’emozione, può giocare brutti scherzi il giorno dell’esame, specie se si è particolarmente emotivi. Quindi, più c'è confidenza con volante, cambio, pedali... o con precedenze e segnaletica, e minore sarà la possibilità di commettere errori grossolani. "Con questo sondaggio abbiamo voluto fare luce sull'altra faccia della medaglia dando voce non ai giovani guidatori, ma ai loro genitori. Il conseguimento della licenza di guida viene vissuto dai giovani come un traguardo importante nella vita che segna l'entrata ufficiale nel mondo degli adulti e porta con sé libertà e autonomia, ma che dovrebbe portare anche responsabilità. Ogni genitore è cosciente dei rischi che la strada racchiude ed è in questo senso che Direct Line ha voluto sottolineare le preoccupazioni degli adulti ed evidenziare ancora una volta l'importanza di un'educazione alla guida sicura che deve iniziare fin da subito", ha commentato Barbara Panzeri, direttore marketing di Direct Line.

Una regola molto discutibile

Dopodiché, conseguita la patente, proprio perché i ragazzi vengono ritenuti più pericolosi al volante rispetto ai guidatori esperti, ci sono particolari limitazioni per i neopatentati. Oggi, in base all’articolo 117 del Codice della strada, ai titolari di patente di guida di categoria B, per il primo anno dal rilascio non è consentita la guida di auto aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 kw/t. E con un ulteriore limite di potenza massima pari a 70 kW. Le limitazioni non si applicano ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide, presenti in macchina. Un articolo che influisce negativamente sulla sicurezza stradale: se un giovane per un anno è impossibilitato a guidare, l’anno successivo, quando finalmente può mettersi al volante, potrebbe aver dimenticato parecchi di quello che aveva imparato in precedenza. E il padre di famiglia che non ha un'auto adatta al ragazzo, avrà due possibilità: o fa trascorrere un anno e poi consegna le chiavi del mezzo al giovane; oppure compra un'altra macchina. Una spesa in più per le famiglie italiane, che già adesso sono in difficoltà. Ecco perché un disegno legge si pone l’obiettivo di modificare il Codice della strada in autunno: sì alla guida di auto potenti, ma con un patentato esperto accanto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , patente a punti , neopatentati


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