dalla Home

Home » Argomenti » Intermodalità

pubblicato il 27 agosto 2014

Bici contromano: no. E infuria la polemica

Stroncata la futura norma che consentiva il “controsenso ciclabile”

Bici contromano: no. E infuria la polemica

Il ciclista, utente debole della strada, verrebbe tutelato con il “controsenso ciclabile”? la Secondo la Fiab (Federazione italiana amici della bicicletta), sì. Parliamo dei “sensi unici eccetto bici”, bicycle contraflow in inglese. Pareva che questa norma dovesse diventare realtà: nei “sensi unici eccetto bici” il ciclista avrebbe potuto stare a destra, anche se è permesso andare nel senso inverso a quello prescritto per gli altri veicoli. Sarebbe stata una possibilità per i Comuni, da segnalare solo in alcune vie in funzione di esigenze di traffico locale (continuità delle reti di percorsi ciclabili urbane, zone 30 a traffico limitato). I ciclisti avrebbero potuto usufruire di questa eccezione solo sulle strade o zone dove appositamente previsto e segnalato. Ma alla Camera, pochi giorni fa, è stato accolto un emendamento di Scelta civica che cancella la proposta di introduzione del contromano per le bici. Questo ha scatenato le polemiche.

L’opinione della Fiab

Stando alla Federazione bici, “stiamo parlando di un provvedimento per permettere a un mezzo particolare, senza motore, percorsi più diretti e più sicuri. Più diretti perché solo così se ne incentiva l'uso, anche prendendo atto che chi pedala si rifiuta di allungare i propri percorsi. Più sicuri perché spesso l'alternativa al contro-senso è una strada pericolosa a scorrimento veloce". Il "controsenso ciclabile", per la Fiab, è già adottato con successo in moltissime città europee, non è pericoloso se correttamente regolamentato e incentiva notevolmente l'utilizzo della bicicletta per gli spostamenti all'interno dei centri urbani. “Un esempio per tutti: il caso Bruxelles, dove sull'85% delle strade a senso unico presenti in città - pari a ben 400 km - è ammesso il ‘controsenso ciclabile'. In base a uno studio avvenuto nell'arco di tre anni, il 95% degli incidenti occorsi ai ciclisti nella capitale del Belgio è avvenuto su strade prive di ‘controsenso ciclabile'". Anche se occorre poi vedere sulle strade italiane quali possano essere le statistiche in merito…

L’ira di Bologna, Milano e Torino

Gli assessori alla Mobilità dei Comuni di Bologna, Milano e Torino hanno scritto una lettera al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi: vogliono il “senso unico eccetto bici", come scrivono gli assessori Andrea Colombo, Pierfrancesco Maran e Claudio Lubatti: "Il senso unico eccetto bici, le case avanzate, la svolta continua a destra, l'apertura delle corsie dei mezzi pubblici alle biciclette, le zone 30 - proseguono gli assessori - sono tutte azioni diffuse da tempo in quasi tutti i Paesi europei e hanno dimostrato con la pratica la propria efficacia sia per favorire l'aumento del numero di ciclisti, sia, cosa ancora più importante, per garantire la sicurezza di chi si sposta in bicicletta. Rinunciare anche solo a sperimentare queste azioni vuol dire fingere di ignorare una serie di pratiche già ampiamente diffuse nelle nostre città e rinunciare a normarle correttamente affinché siano praticate in piena sicurezza. Perdere l'occasione di innovare la nostra mobilità non può che aumentare il preoccupante ritardo con il quale l'Italia sta perseguendo una delle politiche che la comunità europea riconosce tra le più importanti al fine del raggiungimento degli obiettivi assunti in tema di sostenibilità; ritardo che sappiamo essere imputabile anche all'arretratezza del suo attuale apparato normativo".

Il ministero nel 2012

Ma allora oggi le cose come stanno? Per fare chiarezza, nel 2012, il ministero dei Trasporti, con una circolare, ave specificato che, solo nel caso in cui ricorrano particolari circostanze (traffico modesto sulla tratta, velocità limitata, strada di larghezza ridotta), è possibile istituire un doppio senso di circolazione, di cui uno riservato alle biciclette, così da estendere ulteriormente i percorsi ciclabili nei centri storici e aumentare le condizioni di sicurezza per il transito dei ciclisti.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale , bici


Top