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pubblicato il 5 agosto 2014

"Fisiologia clinica alla guida": intervista a Aldo Ferrara

Due chiacchiere (molto polemiche) con l’autore di un volume sulle patologie degli automobilisti

"Fisiologia clinica alla guida": intervista a Aldo Ferrara

Incidenti in lieve calo in Italia nel 2013. Anche per merito della crisi, che ha fatto diminuire il traffico. Fatto sta che il nostro Paese è in ritardo: dovevamo dimezzare le vittime in 10 anni, seguendo il programma imposto dall’Unione europea, dal 2001 al 2010; e ce l’abbiamo fatta solo nel 2013, a stento: qui la nostra analisi. Fra le varie ragioni, probabilmente, anche una scarsa attenzione alle condizioni psicofisiche del guidatore, elemento chiave per il miglioramento della sicurezza stradale. Di qui, OmniAuto.it ha deciso di fare due chiacchiere con l’autore di un volume che si occupa di tutte le patologie nemiche dell’automobilista: Aldo Ferrara, professore di malattie cardiopolmonari dell’Università di Siena, e direttore dell’associazione Ego-Vai-Q (European Group On Vehicle Air Indoor). Che sta per pubblicare “Fisiologia clinica alla guida”.

OmniAuto.it: Da quali presupposti nasce il suo volume?
Aldo Ferrara: “In un momento in cui l’eEditoria, anche scientifica, appare in piena crisi, sembra paradossale dare alle stampe in forma cartacea un volume come questo. Eppure, ha un suo ruolo nella letteratura, essendo il primo del suo genere e comunque ben articolato con circa 350 pagine e 210 tra grafici e tabelle. Il volume, edito dalla Casa Editrice Piccin, che vanta una lunga tradizione nella letteratura medica scientifica, si inscrive in un momento assai particolare. Malgrado la patente a punti, introdotta nel 2003, il numero di incidenti resta alto, con 1.000 feriti al giorno, a dispetto della apparente riduzione dei decessi. Abbiamo dunque voluto incidere sul problema, che comporta costi per 33 miliardi di euro l’anno, mentre l’agenda politica sembra orientata a ritenere ‘normale’ questo fenomeno”.

OmniAuto.it: Ha detto “apparente riduzione dei decessi”. Si spiega meglio?
Aldo Ferrara: “Il legislatore, nel 2002, ha ridotto la prognosi degli incidenti da 30 a 8 giorni. E dunque molti decessi, attribuibili a pregressi incidenti, sono stati cassati per legge. Chi decede dopo l’ottavo giorno dall’incidente non rientra più nella valutazione statistica. Un’anomalia tutta italiana, un escamotage per camuffare 2.000 decessi l’anno”.

OmniAuto.it: Alcol e droga nel mirino del legislatore, con l’omicidio stradale prossimo a essere introdotto…
Aldo Ferrara: “Il problema della sicurezza stradale risiede nella prevenzione e nella esatta valutazione della performance del guidatore. Ma per fare ciò, occorre sapere perché avviene l’incidente. Prendere in considerazione solo l’omicidio stradale significa vincere la gara partendo dall’ultimo metro. La valutazione dipende dalla esatta fotografia dello stato dell’arte. Buona parte di responsabilità è da attribuire ai media che martellano sulla fenomenologia dell’alcol e delle droga. La stessa valutazione delle stragi del sabato sera è tutta da rivedere. L’assunzione dell’alcol e delle droghe va inscritto in contesto molto più ampio: in Italia, esistono 3 milioni di diabetici, 3 milioni di asmatici, 4 milioni di pazienti cardiovascolari, 4 milioni di consumatori di psicofarmaci. Un popolo di pazienti che guida, assume farmaci e quindi è a rischio potenziale di ridurre la propria performance di guida”.

OmniAuto.it: Soluzione?
Aldo Ferrara: “Va rivisitato l’approccio al guidatore. Quando avviene un crash aereo, dati i livelli di sicurezza degli aeromobili attuali (il rischio di incidente aereo vien indicato più basso di 12 volte che andare in treno e di 60 volte che viaggiare in auto), il primo elemento di valutazione è il fattore umano: errore o malore del pilota. Perché non si sposta quest’ottica anche per quanto riguarda i sinistri automobilistici?”.

OmniAuto.it: Parliamo di patologie dell’automobilista: che cosa dice il suo volume?
Aldo Ferrara: “È diviso in quattro parti. La prima è dedicata alla valutazione attuale della sicurezza stradale. In particolare, evidenzio che le donne guidano meglio dell’uomo e incidono assai meno sulle tariffe assicurative. Inoltre, viene sviluppato il capitolo dell’ergonomia, partendo dall’asserto che comfort in auto è sicurezza. La seconda parte è dedicata ai traumi più frequenti, arti superiori e torace. La terza, il core del volume, alle patologie funzionali, dal dolore alle coliche, alle crisi vagali, tutti elementi che possono inficiare la performance del guidatore più esperto. Grande attenzione alle patologie invalidanti (artrite reumatoide, scompenso cardiaco) nonché a patologie funzionali (allergie, cinetosi, disturbi visivi, ipertensione arteriosa): a casa, si gestiscono con tranquillità, in auto possono diventare esiziali. Quarta parte dedicata al comfort aereo, ossia dell’aria respirabile: come usare il climatizzatore, come evitarlo, come ventilare l’auto e soprattutto come pulirla. Già, perché malgrado la più profonda pulizia, nell’abitacolo si respira di tutto: polvere, plastiche, frammenti endogeni, ma soprattutto anidride carbonica che noi stessi produciamo”.

OmniAuto.it: Ci sono novità?
Aldo Ferrara: “Sì, a partire da una più scientifica valutazione dell’aria respirabile nell’abitacolo. Quantizzare le polveri sottili che si respirano in auto dopo appena una sigaretta fumata, numero che ascende a 4 volte quello che si verifica in un normale appartamento indoor, significa capire il significato della nostra proposta (europea) di divieto del fumo in auto come causa primaria di riduzione di apporto di ossigeno al cervello e quindi fattore di rischio assoluto per l’incidente. Se si vieta il fumo in un cinema, teatro ristorante , ambienti che godono di centinaia di metri cubi d’aria, perché non vietarlo in 2 metri cubi di abitacolo, specie con i bambini a bordo?”

OmniAuto.it: Ma a chi è diretto il volume “Fisiologia clinica alla guida”?
Aldo Ferrara: “A chiunque. Chi non è interessato ai consigli pratici che possono evitargli un incidente, con tutti i suoi risvolti? Anche perché il volume, scritto da cattedratici e specialisti dei vari settori medici, è facilmente comprensibile, contrariamente ai testi medici, rivolti agli addetti. È anche un compendio che può essere utilizzato nelle scuole di specializzazione in medicina legale e delle Assicurazioni: aiuta a capire come e perché è avvenuto l’incidente, ed è di ausilio nelle fasi del rinnovo della patente. È prezioso per gli specialisti delle varie discipline per consigli pratici da dare al malato che vuole guidare. E soprattutto al paziente stesso che puòritrovarsi tra le pagine del libro quando è, purtroppo, già paziente ma soprattutto quando è candidato a esserlo”.

Autore: Redazione

Tag: Interviste , codice della strada , sicurezza stradale


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