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Curiosità

pubblicato il 12 agosto 2014

Porsche Experience 2014, guidare 3.735 CV al ritmo di boxer

Dalla Boxster alla 918 Spyder: una giornata in pista alla (ri)scoperta di un dna sportivo leggendario

Porsche Experience 2014, guidare 3.735 CV al ritmo di boxer
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A noi è stata presentata come “Porsche Experience 2014”; personalmente, potendo, l’avrei chiamata “una di quelle giornate in cui dovrete togliermi a forza dall’abitacolo, perché dannazione, di scendere da qui non ci penso proprio!”. Perché? Semplice: la possibilità di testare l’intera gamma sportiva di Porsche non capita tutti giorni e, ancora più rara, è l’opportunità di comprendere appieno il significato di concetti come “evoluzione della specie” e “dna Porsche”, un passaggio possibile solo in pista e solo potendo guidare tutti i diversi modelli di Zuffenhausen, a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro. La famiglia, negli ultimi anni si è allargata, molto e l’offerta attuale della 911, che nel 2013 ha compiuto 50 anni, oggi può contare su ben 15 versioni, alle quali ne andrebbero aggiunte ulteriori 6, tra Boxster e Cayman. Un totale quindi di 21 modi di interpretare la stessa filosofia, raccontata nientemeno che da Ferry Porsche: “La 911 è l'unica auto con la quale si può fare un safari in Africa, correre a Le Mans, andare a teatro e girare per New York.”

Svegliatemi così, quando volete

La sveglia mattutina, per molti se non per tutti, non è uno dei momenti più facili della giornata. Ma ci sono sane e genuine eccezioni, per esempio, quella accaduta in una frizzante mattinata a Dusseldorf. E’ qui che, per me e altri colleghi della stampa, è iniziata la prova, ed è qui che abbiamo azzerato il nostro personale database sulle Porsche cercando di ritararlo solo ed esclusivamente sulla produzione moderna, ovvero, sulla giornata che ci stava aspettando. Schierata davanti a noi l’intera gamma sportiva di Porsche, una di quelle visioni che susciterebbe strane pulsioni in qualsiasi appassionato di auto e di guida. Una in particolare rappresenta il frutto proibito, l’essenza del sei cilindri boxer, quella versione che non devi provare, perché dopo averla guidata tutto il resto cala di intensità. Resisto, faccio il bravo, circa 12 secondi, poi con innata pacatezza e tranquillità domando allo staff: “questa GT3 argento, per caso, è ancora libera?”. E chi l’avrebbe mai detto, sto guidando su strada i 475 CV dell’essenza di sportività Porsche che mi accompagneranno sulla pista di Aldenhoven, ed è sconcertante prendere atto di come le parole di Ferry Porsche siano calzanti, anche su questa estrema 911. Il cambio PDK, espressamente ideato per la GT3, in modalità automatica è dolce e progressivo, così come il motore e l’assetto: se si evita di stuzzicare i tasti “sport” presenti in plancia, a tratti ci si dimentica su quale mezzo si ha il privilegio di viaggiare. Poi però si entra in autobahn, si inizia ad apprezzare la seduta dei sedili a guscio e, magicamente, i tasti “sport” in plancia diventano irresistibili, così come le palette dietro al volante o, come nel mio caso, il pomello del cambio col selettore (finalmente, e diversamente dal resto della gamma) impostato nel verso giusto: “+” indietro e “-“ avanti! Manca sempre meno alla pista e decido di premere tutto, qualsiasi pulsante sia lontanamente peccaminoso e, dopo un kick-down deciso, mi trovo sparato a oltre 220 km/h, accompagnato da un suono acuto in alto, ma vigoroso. I dubbi mi assalgono: mi riguardo intorno: sì, è la stessa auto di 5 minuti fa. Camaleonticamente perfetta.

Guidare 3.735 CV, ed essere felici

911 Carrera, 911 Targa 4, 911 Targa 4S , 911 Carrera 4S, 911 Turbo Cabriolet, 911 Turbo S, 911 GT3, Boxster GTS e Cayman GTS. Queste sono esattamente le auto che ho guidato in un giorno di Experience sul circuito di Aldenhoven, in tutto esattamente 3.735 CV di pura razza teutonica. Suddivise in tre gruppi (Turbo e GT3, Carrera e Targa, Boxster GTS e Cayman GTS), le sportive di Zuffenhausen ci hanno mostrato tutto il loro potenziale in maniera graduale ma emozionante, grazie a tre differenti aree di lavoro: accelerazione e frenata, slalom ed evitamento ostacolo e, dulcis in fundo, pista handling… Non c’è stato tempo per diventare intimo con tutte (purtroppo), ma ognuna delle “automobili” provate ci ha trasmesso una peculiarità, una precisa sensazione, che riconduce sempre e comunque a quel dna Porsche che l’Experience 2014 ci ha voluto far rivivere.
Siamo partiti dall’alto, dalle più potenti ed estreme Turbo e Turbo S, ed è proprio nel primo esercizio di accelerazione che i 520 CV dell’una e i 560 dell’altra mi hanno impressionato di più. Dei proiettili, sicuramente dal design e dal sound coinvolgenti, ma pur sempre dei proiettili, grazie anche al launch control del cambio PDK. La stabilità sulla curva parabolica è stata anch’essa esemplare, così come la fiducia che le 4 ruote motrici trasmettevano ad ogni affondo dell’acceleratore, ma l’accelerazione in rettilineo è stata di certo il modo più fulmineo di battezzare la pista.
Della GT3 non si finirebbe mai di parlare, ma sul circuito handling e sono rimasto muto, concentrato. Se su strada questa super-sportiva ci aveva quasi convinto di essere “addomesticata” anche per l’uso cittadino: sul breve circuito tutto curve di Aldenhoven, mi sono ricordato perché la Carrera Cup è il monomarca più avvincente che ci sia e perché quando si parla di GT3 si armeggia con l’essenza del piacere di guida. Assetto impeccabile grazie anche all’aiuto del retrotreno “sterzante”, freni esagerati e un cambio PDK che, col setting più estremo, è una fucilata ad ogni cambio di marcia. Serve aggiungere altro?
Ma ecco arrivare al secondo gruppo, quello delle “aspirate”: Carrera, Carrera 4, Carrera 4S e Targa 4S, tutte con cambio PDK. Dopo l’accelerazione della Turbo S, per quanto impressionanti anche i 400 CV delle “S”, quei 160 CV in meno si sono fatti sentire. L’equilibrio dimostrato nello slalom e nell’evitamento ostacolo però, sono stati da manuale, sia con la trazione posteriore, ma anche e soprattutto con le “4”. Queste 911 insegnano, ancora, quanto sia facile andare forte, in tutta sicurezza. Una nota a margine: vi è già capitato di osservare dal vivo la nuova Targa? Ecco, per me era la prima volta e devo ammettere che il suo fascino mi ha fatto sobbalzare.
E poi ultime, ma non per importanza, le Boxster GTS e Cayman GTS. Descriverle in una parola? Handling. Due? Handling perfetto. Chiaramente la 911 rimane un riferimento per innumerevoli punti di vista, ma l’equilibrio dimostrato dalla Cayman GTS sulla pista handling è qualcosa di disarmante, che mette in discussione molto dell’universo automobilistico conosciuto. Motore centrale, trazione posteriore e 340 CV, una formula che parla chiaro: qui siamo alla purezza della guida e dopo aver passato una giornata su questo breve tracciato con altre sportive più “dotate”, con la GTS mi sono divertito in maniera più sensibile, pura. Questa Cayman è in grado di stregare, per il grande feeling che vi riuscirà a trasmettere, a maggior ragione se la ordinerete col cambio manuale con doppietta automatica, come sull’esemplare blu da me provato: davvero un gusto d’altri tempi, forse la ciliegina sulla torta di un evento indimenticabile, tra cordoli e motori boxer.

918 Spyder: quando le parole non servono

Apparentemente, almeno per il delicato momento che sta passando mercato italiano, giornate come queste sono lontane rispetto alla realtà di un appassionato. Giusto, ma ripeto, solo apparentemente. Fino a ieri infatti la Cayenne era tra le Porsche più richieste e, da poco, la Macan S ta prendendo il suo posto. A questo punto è importante sottolineare che il successo di queste auto deriva anche dal passato del Marchio, e da una tecnologia che affonda le sue radici in un concetto di sportività che, con la 911, da oltre 50 anni è un metro di misura in tutto il mondo; non dimentichiamoci che sono state vendute oltre 870.000 Porsche 911 fino ad oggi e che, almeno il 70%, sono ancora circolanti.
E come chiudere in bellezza una giornata così? Con un Hot (letteralmente!) Lap sulla summa di tutto quello che Porsche oggi rappresenta: prestazioni estreme, mobilità sostenibile, design e tecnologia: la 918 Spyder e i suoi 887 CV. Vi risparmio i giri di parole per descrivervela da fuori, perché dall’interno impressiona ancora di più: quello che con la Turbo S si faceva a 170 km/h (e mi riferisco alla curva parabolica), con questa si arriva a fare a circa 225 km/h, e la progressione fino a 270 km/h è atomica: poi la frenata, una decelerazione degna di Le Mans. E la conclusione? In modalità elettrica, perché il futuro delle prestazioni passano da qui, da una mobilità green, un futuro dove Porsche è già… presente!

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Porsche Experience 2014: dalla Boxster alla 918 Spyder!

Sul circuito tedesco di Aldenhoven abbiamo guidato tutta la gamma sportiva di Porsche, in una giornata epica! Queste sono le immagini ufficiali diffuse da Porsche.

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Tag: Curiosità , Porsche , auto ibride , le mans


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