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pubblicato il 4 agosto 2014

Dossier Nuovo Codice della strada

Ergastolo della patente: servirà davvero?

Dubbi sull'efficacia del ritiro della patente a vita

Ergastolo della patente: servirà davvero?

Nel disegno legge delega al Governo per la riforma del Codice della strada, si fa riferimento all'Unione europea, intervenuta in tema di sicurezza stradale con il Piano d'azione stradale del 2010 e con il Libro bianco sui trasporti del 2011, che hanno posto tra gli obiettivi dell'azione dell'Unione in questo settore il dimezzamento del numero delle vittime degli incidenti entro il 2020. E come raggiungere questo target? Fra le soluzioni, c'è l'introduzione del reato di omicidio stradale. Oggi, l'articolo 589 del Codice penale, collegato al Codice della strada, parla di omicidio colposo (dovuto a imperizia, imprudenza): le pene vanno da 2 a 10 anni di carcere per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol. Il nuovo reato di omicidio stradale, chi si avvicina a quello doloso, commesso volontariamente. Prevederebbe, se mai arrivasse, una pena da 8 a 18 anni per chi causa gravi incidenti in stato alterato da droghe o alcol, l'arresto in flagranza di reato. Ma questa norma deve essere valutata (dopo l'ok già avuto dalla commissione Trasporti) da diverse commissioni, fra cui quella Giustizia. Se qualcosa dovesse andare storto (magari perché si reputa che una regola così importante debba essere introdotto con la rivisitazione del Codice penale, e non con la semplice riforma del Codice della strada), ecco che unica protagonista della scena sarebbe il ritiro definitivo della patente ("ergastolo della licenza di guida").

Renzi si è sbilanciato

Va detto che è molto probabile una riforma del Codice della strada, con un inasprimento delle sanzioni. Il motivo? Il premier Renzi si è più volte sbilanciato sulla questione sicurezza stradale: "Un problema così grande di salute pubblica e di economia che può essere affrontato e ridotto come posso non considerarlo una priorità e venir ignorato dalla politica? Dobbiamo puntare all'efficienza e alla modernità ispirandoci, anche in questo caso, a modelli di successo di alcuni Paesi. Ridare efficienza significa anche migliorare il servizio al cittadino, sapendo che le nostre forze di sicurezza fanno ogni giorno uno straordinario lavoro".

Misure da non confondere

Quindi, se il reato di omicidio stradale non vedrà la luce (le polemiche nascono anche dal fatto che è difficile stabilire con certezza la volontarierà di un omicidio da parte di chi guida ubriaco o drogato), il legislatore potrebbe ripiegare sull'ergastolo della patente. Da non confondersi con la revoca della patente, che spesso è un ritiro della licenza di guida per un certo periodo di tempo. In particolare, quando la revoca della patente di guida è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187 (guida in stato alterato da alcol o droga), non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima di tre anni a decorrere dalla data di accertamento del reato. Con l'ergastolo della patente, invece, in seguito a un grave sinistro dovuto ad alcol o stupefacenti, l'automobilista non potrebbe mai più guidare. E attenzione, non sarà necessario un incidente mortale, ma basterà un sinistro con lesioni fisiche importanti. Non solo: ci sarà l'espressa previsione dell'applicabilità degli istituti della decurtazione di punteggio, del ritiro, della sospensione e della revoca della patente di guida nei confronti dei conducenti minorenni (quelli che guidano motorini).

Una "partita" importante

Alla fine, però la questione che si pone è un'altra: l'omicidio stradale, con la forza deterrente della galera in seguito al sinistro, avrebbe una fortissima presa; si può dire altrettanto dell'ergastolo della patente? Davvero chi guida ubriaco o drogato teme il ritiro a vita della patente? Realmente un pirata della strada, magari in viaggio senza Rc auto e senza revisione, evita di bere alcol per paura di perdere la patente? Il guaio è che ripiegare sul semplice ergastolo della patente, partendo da un "gigante" come l'omicidio stradale, potrebbe essere un po' una sconfitta per chi ha portato avanti la riforma del Codice della strada. E anche per Renzi. Che dopo la sconfitta politica per la mancata riforma del Senato, e dopo i vari annunci a vuoto legati all'accorpamento Pra (Aci)-Motorizzazione, non può permettersi di "perdere altre partite".

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , patente a punti , sicurezza stradale , multe , neopatentati


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