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pubblicato il 28 luglio 2014

Dossier Nuovo Codice della strada

Codice della strada: che cosa cambierà

Dai limiti meno stringenti per i neopatentati all’obbligo di rivedere i limiti di velocità delle strade extraurbane

Codice della strada: che cosa cambierà

Passo avanti verso il nuovo Codice della strada: il testo unificato (il disegno legge) è stato appena modificato dagli emendamenti approvati dalla IX commissione Trasporti della Camera. L’obiettivo numero uno era e resta la semplificazione del Codice della strada, orientandolo alla disciplina dei comportamenti degli utenti della strada, alle conseguenti previsioni sanzionatorie e alla regolazione dello spazio stradale e del suo utilizzo: oggi invece è composto da una marea di articoli contraddittori e soggetti a numerose interpretazioni. Tant’è che i Comuni, specie per quanto riguarda strisce blu e utilizzo degli autovelox, “leggono” sempre quelle norme a proprio favore. Andando contro le opinioni del ministro dei Trasporti. Ma la vera novità riguarda i neopatentati, ossia chi ha la patente da meno di un anno. La base di partenza è l’attuale articolo 117 del Codice della strada comma 2-bis, secondo cui i neopatentati non possono guidare auto aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 55 KW/t. E col tetto di 70 kW. La modifica è semplice: in futuro, se la norma diverrà realtà, i neopatentati potranno guidare un veicolo con potenza superiore a 55 KW/t a una condizione: dovranno essere accompagnati da un adulto patentato da almeno 10 anni.

Si poteva fare meglio

Lo diciamo subito: non è la rivoluzione. Ci si attendeva l’eliminazione di qualsiasi vincolo per i neopatentati: resta il fatto che il ragazzo dovrà avere accanto qualcuno, e non sarà libero di guidare da solo. Peccato: un’occasione persa per cancellare una regola assurda (introdotta nel 2011), che così viene solo ritoccata. La multa per il neopatentato che guida un’auto vietata senza il patentato esperto accanto è di 152 euro, più la sospensione della patente da due a otto mesi. E se un neopatentato guida una macchina vietata, e provoca un sinistro, la Compagnia assicuratrice rimborsa il danneggiato; dopodiché ha diritto a farsi risarcire quanto ha sborsato. In presenza di lesioni fisiche, ballano migliaia di euro. È la rivalsa, pesantissima. Resta anche un altro elemento di confusione: la durata dello status di neopatentato varia per altre regole. In particolare, chi ha la patente da meno di tre anni (e non un anno, come per la potenza delle auto), deve rispettare limiti di velocità più bassi: 100 km/h (invece di 130) in autostrada; e 90 km/h (anziché 110) sulle extraurbane principali. E non può bere neppure un goccio d'alcol prima di mettersi al volante (non c’è l’usuale limite di mezzo grammo di alcol per litro di sangue).

Omicidio stradale verso il sì

Il reato di omicidio stradale potrebbe essere introdotto. Oggi, nel caso di sinistro mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d'ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, scatta il reato di omicidio colposo (dovuto cioè a imperizia, negligenza o imprudenza). La reclusione va da tre anni a teorici 10 anni (ma questa pena massima resta sulla carta...). Inoltre, la patente viene ritirata temporaneamente. Col reato di omicidio stradale (si configura se il conducente aveva un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi era sotto effetto di droghe), la reclusione andrebbe da 8 a 18 anni. E la patente verrebbe ritirata per tutta la vita: l’ergastolo della licenza di guida. Non è da escludere, comunque, che alla fine rimanga solo la revoca senza termine della patente, perché il reato di omicidio stradale deve prima passare l’esame della Commissione Giustizia: un’obiezione possibile potrebbe essere che va modificato il Codice penale (con tempi lunghissimi) e non il Codice della strada (una via molto più breve e semplice).

Limiti fuori città

Da valutare anche il tipo di cambiamento che si vuole apportare ai limiti di velocità con la riforma del Codice della strada: quelli attuali, fuori città, sono 110 km/h per le strade extraurbane principali, 90 km/h per le extraurbane secondarie. Le revisione dei limiti di velocità avverrà secondo “criteri di ragionevolezza”. È ipotizzabile che possano essere modificati dal gestore della strada in funzione del numero di incidenti verificatisi negli ultimi anni, e della qualità dell’asfalto, nonché delle condizioni climatiche prevalenti (pioggia e nebbia non depongono a favore di un innalzamento dei limiti).

Un quadro d’insieme

Nel complesso, come ricorda poliziamunicipale.it, il disegno legge del Codice della strada dà una maggiore tutela per gli utenti deboli della strada, come pedoni e conducenti di mezzi a due ruote. Prevede la possibilità di guidare in autostrade e superstrade a motocicli di cilindrata pari almeno a 120 cc e di condurre biciclette, ciclomotori e motocicli nelle corsie riservate ai mezzi pubblici. Ci saranno vincoli più stretti al baratto dei punti patente con la sanzione pecuniaria. La possibilità di evitare la decurtazione di punti sulla patente pagando una sanzione pecuniaria dovrà essere limitata a casi specifici e tassativi. Aumenterà la possibilità di effettuare controlli remoti della circolazione e sarà più facile controllare anche i mezzi pesanti e che trasportano merci pericolose. Il testo attende ora solo i pareri delle competenti commissioni prima di approdare all'esame del Parlamento.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , multe , neopatentati


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