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pubblicato il 25 luglio 2014

Incidenti gravi: assicurazioni in pressing sui risarcimenti

L'Ania denuncia l'aumento delle Rca causato dall'assenza la tabella unica sulle lesioni gravi

Incidenti gravi: assicurazioni in pressing sui risarcimenti

Ma perché le tariffe Rca crescono costantemente dal 1994? Secondo le associazioni dei consumatori si viaggia su un +200%. Con vertici stratosferici nelle zone ad alta incidentalità e dove il fenomeno delle frodi è più forte, come Napoli e Caserta. Di recente, Dario Focarelli, direttore generale Ania (la Confindustria delle Compagnie), ha dato una chiave di lettura della questione. In base al Codice delle Assicurazioni (articolo 137), nel caso di danno alla persona, quando agli effetti del risarcimento si debba considerare l’incidenza dell’inabilità temporanea o dell’invalidità permanente su un reddito di lavoro, la cosiddetta “entrata” si determina in base al reddito più alto degli ultimi tre anni. Una norma che viene sempre applicata. L’articolo 139 riguarda le lesioni di lieve entità: serve l’accertamento diagnostico che provi la menomazione. Senza dimostrazione del danno, niente risarcimenti. È invece in attesa del via definitivo l’articolo 138: riguarda le lesioni gravi. Altro che banale tamponamento: si parla di lesioni permanenti tra 10 e 100 punti d’invalidità permanente. Il valore economico del punto è funzione crescente della percentuale di invalidità e l’incidenza della menomazione sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato cresce in modo più che proporzionale rispetto all’aumento percentuale assegnato ai postumi. Con il punto unico della tabella dell’articolo 138 si eliminerebbero le varie tabelle applicate dai vari tribunali in Italia. Ci sarebbe omogeneità dei rimborsi.

Dove sta il problema

Il fatto, dice Focarelli, è che la norma sulle lesioni lievi si applica costantemente. Questa norma (fortemente voluta dai tecnici del Governo Monti) ha portato a un abbassamento dei costi a carico delle Assicurazioni, a una riduzione delle truffe (niente furbetti del colpo di frusta), e a un abbassamento dei prezzi Rca. Invece, ecco il guaio evidenziato dall’Ania, la tabella unica, il punto nazionale, non c’è ancora. Il risultato? Per effetto della norma sull’accertamento strumentale delle lesioni lievi, il premio puro è sceso nel biennio di 16 euro in più di quanto sarebbe sceso senza la norma. Pari al 5,6% della Rca del 2011. Invece, in assenza dell’intervento sulle lesioni gravi e in presenza di un aumento delle tabelle di Milano (quelle più seguite in Italia), la Rca delle lesioni gravi è aumentata di 3 euro, mentre sarebbe scesa di 11 se il costo fosse rimasto sui livelli del 2011.

Sarà ancora più battaglia

Ma il Cupsit (patrocinatori stagiudiziali) di Stefano Mannacio (uno degli artefici della Carta di Bologna, che vuole rivoluzionare il settore Rca a beneficio degli automobilisti) e l’Aifvs (Associazione vittime della strada) non ci stanno. Occorre fare riferimento alle tabelle del tribunale di Milano, questa la loro tesi, alte il doppio rispetto alla possibile tabella (basata su valori del 2005) voluta dall’Ania. Con il punto unico nazionale, un rimborso per una lesione grave in seguito a un sinistro ammonterebbe alla metà rispetto a quanto prevedono le tabelle milanesi. Le tabelle meneghine comprendono danno biologico e quello morale (definibile come la sofferenza psichica in seguito a un incidente), rispettando le indicazioni della nota sentenza a Sezioni unite (25 febbraio 2008, numero 4712) della Cassazione. Invece, la tabella unica include il solo danno biologico. E ancora: le tabelle milanesi sono in linea con i parametri risarcitori dei maggiori Paesi europei, essendo il frutto di un lavoro certosino che un gruppo di magistrati ha effettuato nell’arco di un biennio esaminando e comparando migliaia di sentenze rese dai vari tribunali del Paese.

In polemica col ministro

Giuseppa Cassaniti Mastrojeni, presidente Aifvs, ha di recente censurato l’intervento del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, favorevole al punto unico: “Secondo il ministro, bisogna abbassare il risarcimento del danno alla persona per potere ridurre le tariffe assicurative. Per il ministro, ha valore l’utile e il denaro, non la persona con suoi problemi”. Per le Vittime della strada, il ministro Guidi non ha tenuto conto che negli ultimi 10 anni i sinistri si sono ridotti del circa 50%. E che gli utili del settore Rc auto hanno raggiunto la cifra di quasi 2 miliardi e mezzo di euro. E non ha fatto riferimenti chiari e precisi alla mancanza di concorrenza su un mercato concentrato su pochi Gruppi assicurativi.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale , assicurazioni


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