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pubblicato il 23 luglio 2014

Omicidio stradale fra annunci e retromarce

Adesso il nuovo reato è nella riforma del Codice della strada. Ma...

Omicidio stradale fra annunci e retromarce

Il reato di omicidio stradale potrebbe essere introdotto con la prossima riforma del Codice della strada: è la novità di pochi giorni fa, dal momento che la commissione Trasporti ha dato l’ok alla possibile regola. Era il 2010 quando, in Italia, si cominciò a parlare di nuovo reato di omicidio stradale. Per un motivo molto semplice: gli incidenti dovuti alla guida in stato d’ebbrezza sono una piaga sociale. E la pirateria stradale è un fenomeno in costante ascesa (900 episodi l’anno!), con almeno un terzo dei pirati ubriachi. Ma questo dato è sottostimato perché i criminali vengono spesso acciuffati a distanza di ore o di giorni, quando l’alcol ormai non è più presente nel sangue. Il fatto è che, oggi, nel caso di sinistro mortale o con gravi lesioni fisiche provocato da un guidatore in pesante stato d'ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, scatta il reato di omicidio colposo (dovuto cioè a imperizia, negligenza o imprudenza). Sta tutto scritto nel Codice penale. E la reclusione va da tre anni (la scelta più frequente dai giudici) a teorici 10 anni (ma questa pena massima non viene mai applicata, e resta sulla carta). Inoltre, la patente viene ritirata temporaneamente. Norme che qualcuno sostiene non svolgano la loro funzione deterrente in maniera valida.

Che cosa cambierebbe

Invece, col reato di omicidio stradale (si configura se il conducente aveva un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi era sotto effetto di droghe), la reclusione andrebbe da 8 a 18 anni. E la patente verrebbe ritirata per tutta la vita: l’ergastolo della licenza di guida. L'obiettivo era assimilare quanto più possibile il reato di omicidio stradale a quello doloso (ossia volontario), in quanto il guidatore sa di avere elevate probabilità di causare incidenti mortali, ponendosi al volante in stato alterato.

Molte polemiche

Resta da vedere che cosa ne pensano altre commissioni, specie quella di Giustizia. Perché il problema di fondo è: chi si ubriaca o si droga prima di guidare, uccide con dolo? Lo fa apposta? Secondariamente, è da valutare se un reato così pesante possa essere introdotto solo con una modifica diretta del Codice della strada, o non ci voglia un iter molto più delicato e complesso, al fine di cambiare il Codice penale. Ricordiamo che in passato ci sono stati diversi annunci di numerosi politici, sull’onda emotiva di qualche sinistro terribile, seguiti da retromarce improvvise: da segnalare, non ultime, le “capriole” dialettiche dell’ex ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri. Alla fine, chissà, potrebbe restare in piedi il solo ergasolto della patente. Non va trascurato, comunque, il fatto che il premier Renzi, sulla questione, si gioca parte della sua credibilità. Sentite che cosa ha già detto più volte: “C’è un vuoto nel nostro Codice che deve essere colmato. Per questo, nel 2011, ho messo la prima firma sulla proposta di legge promossa da diversi soggetti: Comune di Firenze, Asaps, Associazione Lorenzo Guarnieri e Associazione Gabriele Borgogni. L’intento allora era quello di invitare il Governo e Parlamento a riflettere e colmare questa lacuna”. E ancora: “Gli inglesi usano il termine 3E per indicare le cose da fare: Enforcement, Education, Engineering. La violenza stradale non è frutto del destino. Nella stragrande maggioranza dei casi, è determinata da un comportamento sbagliato alla guida. Chi si mette alla guida in condizioni fisiche alterate deve essere consapevole, e in questo caso occorre responsabilizzare, che rappresenta un pericolo per gli altri e per se stesso”.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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