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pubblicato il 22 luglio 2014

Che "coppia" il diesel con il turbo elettrico! [VIDEO]

Audi festeggia i 25 anni della tecnologia TDI facendoci guidare i motori del futuro

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Quand’ero bambino pensavo che le macchine turbo diesel - scritto proprio così, sulla carrozzeria - fossero più “fighe” di quelle con la scritta turbo (sottinteso “benzina”). Stavano finendo gli anni ‘80 e in effetti i motori a ciclo Otto erano ancora di un altro livello rispetto ai colleghi a gasolio. Qualcosa però, stava già cambiando: nel 1989 Audi fa debuttare la sigla TDI sulla berlina 100 con il primo motore a iniezione elettronica, il 2.5 litri 5 cilindri in linea. Tre lettere mitiche, che negli anni successivi diventarono sempre più sinonimo di prestazioni e bassi consumi. L’iniezione diretta, gli impianti iniettore-pompa e i sistemi common rail, poi, ci hanno portato fino ai giorni nostri, in cui il motore diesel praticamente non ha più complessi d’inferiorità rispetto ai propulsori che per i francesi sono alimentati ad essence. E ora? Come cambieranno questi motori? Diciamo che subiranno una “scossa”, come vi racconto nel video che ho realizzato all’evento di celebrazione dei 25 anni della tecnologia TDI.

Una spinta elettrizzante

L’elettrificazione delle automobili, a quanto pare, non si realizzerà solo attraverso i veicoli puramente elettrici. I motori diesel dei prototipi Audi A6 Concept e Audi RS 5 Concept che ho guidato convivono già con gli elettroni, con un’architettura di cui si parla da tempo, ma che sembra essere finalmente matura per essere introdotta sulle auto di serie: la sovralimentazione elettrica. Di base, il 3.0 V6 TDI dei due muletti è lo stesso dell'Audi A7 Sportback restyling che ho usato nel trasferimento verso la pista dove farò il test drive, ma sulle Concept accoppia un compressore elettrico al tradizionale turbocompressore a gas di scarico, con l’obiettivo di annullare il ritardo di risposta nelle accelerazioni da fermo e dai bassi giri, per incrementare le prestazioni e ridurre i consumi. Il modulo è alimentato da un’elettronica di potenza dedicata, con un impianto da 48 V separato dal circuito da 12 V che alimenta la batteria tradizionale della macchina e che ricarica invece una piccola batteria al litio solo in frenata, rigenerando energia cinetica. Questo “turbo elettrico” si applica sia al turbocompressore monogirante dell’Audi A6 Concept da 326 CV e 650 Nm, sia alla chiocciola a doppia girante della RS 5 Concept da 385 CV e 750 Nm di coppia già a 1250 giri. Le sensazioni alla guida sono piuttosto strane, perchè sia in partenza che nelle riprese si va forte anche premendo poco l’acceleratore. È quello che gli inglesi chiamano torque feeling.

Come la pensate, voi?

Per molti versi si tratta del primo passo del gruppo Volkswagen verso l’ibirdizzazione dei motori diesel di serie, dopo il tentativo fatto con il piccolo bicilindrico della XL1 e della twin up!. Il progressivo miglioramento del diesel in termini di riduzione di emissioni inquinanti in Audi fissa il prossimo step al 2015, quando sarà messo in vendita un nuovo catalizzatore che intrappolerà gli ossidi d'azoto per farli raffreddare alle basse temperature, abbinato ad un filtro antiparticolato con rivestimento SCR. Alcuni motoristi prevedono addirittura che si arriverà a un punto in cui, per rispettare le norme antinquinamento, i propulsori a benzina avranno più filtri allo scarico rispetto ai motori a gasolio. Nel video vi dico come la penso. Se volete, voi potete dire la vostra nei commenti.

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Tag: Test , Audi , nuovi motori


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