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Tecnica

pubblicato il 21 luglio 2014

L'auto elettrica a zero emissioni "globali" in Italia è realtà

Loccioni, imprenditore marchigiano, dimostra come le città del futuro siano già realizzabili. Con protagonista una Nissan Leaf

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Il Rinascimento, per molti versi, è stato il periodo storico più bello per l’Italia. A livello intellettuale “eravamo” al centro del mondo. Ma cosa c’entra tutto questo con le automobili? Beh, in un periodo in cui i Paesi sviluppati come il nostro soffrono la concorrenza delle economie emergenti, dove il lavoro costa meno, si crea sempre più spazio per quelle aziende che vendono know how, ovvero intelligenza. È questa l’aria che si respira in Loccioni, un’azienda nelle Marche in cui siamo andati per fare un salto nel futuro, guidando un’auto elettrica in una micro-città in equilibrio energetico. Un esempio di nuovo Rinascimento, appunto, che s’intravede nel progetto chiamato “2 km di futuro”.

Come arrivare a zero emissioni globali

Si tratta di un’iniziativa che ha coinvolto anche Nissan con la Leaf e l’e-NV200 Evalia. Due veicoli a zero emissioni locali, che per diventare a zero emissioni globali s’inseriscono in questa smart grid realizzata da Loccioni proprio in un’area di 2 chilometri, quelli del tratto del fiume Esino che scorre lì accanto. È così che l’auto elettrica non è più solo un consumatore di energia, perché scambia elettricità con una "casa intelligente", che ha circa 1.200 sensori in grado di misurare i consumi di un piccolo LED, magari per poterlo spegnere e illuminare l’interno con una serie di specchi, che riflettono la luce solare. O ancora di capire che è il momento di usare l’energia prodotta dal sole, dal vento e dall’acqua accumulata giorno dopo giorno in due grandi batterie della Samsung installati in cortile. Che sono utilizzati anche sul luogo di lavoro, il "capannone" che essendo costruito sulle sponde del fiume ha dei pali in PVC pieni di cemento come fondamenta: in caso di piena, l’acqua riempirebbe prima questa palafitta, che altrimenti ha il ruolo di regolare la temperatura, oltre che una funzione antisismica. E sul tetto, oltre ai pannelli solari, non c’è traccia di tubi o altri tipi di impianto, perché anche la bellezza ha un ruolo nel far convivere l’uomo con la natura: dalle splendide colline dove nasce il Verdicchio, chi guarda a fondo valle vedrà un edificio integrato con l’ambiente che lo circonda.

“Mangiare” meno e stare meglio

Partendo dalla cura e dalla manutenzione del fiume, Loccioni ha realizzato delle piccole centrali idroelettriche che “dialogano” con gli impianti solari, inserendosi in un progetto che, come abbiamo visto, mette al centro dell’attenzione la diminuzione degli sprechi, per dimostrare che vivere in maniera meno “energivora” è possibile. Ed è anche utile, perché dà valore alle risorse del luogo, come nel caso dei “selcini”, gli artigiani che lavorano le pietre del fiume utilizzate poi nelle facciate degli edifici di questa città del futuro. Non che questo significhi chiudersi del tutto alla globalizzazione: lo dimostra il fatto che questa realtà d’eccellenza italiana collabora con aziende come Siemens, Daimler, o ABB abbia sedi in Cina (Shanghai), USA (Washington) e Germania (Stoccarda). E altri colossi che di solito vengono chiamate multinazionali, e che hanno avuto fiducia nei giovani “cervelli” che lavorano con Enrico Loccioni (l’età media dei lavoratori è di poco superiore ai 30 anni), un imprenditore che chiama i suoi dipendenti collaboratori, ispirandosi all’idea d’impresa portata avanti da Adriano Olivetti. Non sarebbe bello se 500 anni dopo Leonardo da Vinci l’Italia non diventasse di nuovo il centro del mondo? Guardatevi questo video...

Scheda Versione

Nissan Leaf
Nome
Leaf
Anno
2011 (restyling del 2013)
Tipo
Normale
Segmento
compatte
Carrozzeria
2 volumi
Porte
5 porte
Motore
elettrica
Prezzo
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Autore:

Tag: Tecnica , Nissan , auto elettrica


Listino Nissan Leaf

Allestimento Trazione Alim. CV Cil. Posti Prezzo
Visia Flex anteriore elettrico 109 0 5 € 23.790

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