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Curiosità

pubblicato il 22 luglio 2014

Ford e la mobilità connessa, per vedere oltre

Indicatore di frenata elettronico e avviso di ostacolo nello studio DRIVE C2X

Ford e la mobilità connessa, per vedere oltre
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Ford ci riprova. Dopo aver studiato la tecnologia guida autonoma il marchio americano sviluppa la comunicazione auto-auto e auto-infrastrutture per sviluppare il futuro dell’auto connessa in tempo reale. In tre anni il progetto di ricerca DRIVE C2X ha coinvolto 750 guidatori e 200 vetture tra cui più di 20 Ford tra S-Max e Mondeo con l’intento di studiare i sistemi di trasporto intelligenti e la mobilità connessa di domani. A Berlino, tra i risultati dello studio, spiccano i test effettuati con l’indicatore di frenata elettronico (Electronic Emergency Brake Light) e l’avviso di ostacolo in avvicinamento (Obstacle Warning) che permettono al guidatore di sapere in anticipo i rallentamenti improvvisi fuori dal suo campo visivo.

Il progetto è stato sviluppato su strada e in pista in sette Paesi dell’Unione Europea (Italia, Finlandia, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Svizzera) per rendere i sistemi di comunicazione compatibili tra loro inidpendentemente dal Paese in cui ci si trova. L’obiettivo è quello di offrire in anticipo le informazioni necessarie agli automobilisti, dal traffico alle condizioni della strada, laddove l’occhio umano non può arrivare. Pim van der Jagt, Executive Technical Leader Ricerca e Ingegneria Avanzata di Ford Europa, ha detto: “Ford porta avanti l’impegno nella ricerca qui e in tutto il mondo per introdurre questa tecnologia a bordo delle auto di produzione in un futuro non lontano”. Il progetto, iniziato nel 2011, è stato sostenuto da 34 partner tra costruttori d’auto, fornitori, istituti di ricerca e autorità con il supporto dell’Unione Europea che ha stanziato 12,4 milioni di euro.

Autore: Redazione

Tag: Curiosità , Ford , auto americane , sicurezza stradale


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