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pubblicato il 18 luglio 2014

Fusione Pra-Motorizzazione: il Governo frena

Spunta una bozza di disegno legge che non parla di accorpamento

Fusione Pra-Motorizzazione: il Governo frena

Fusione Pubblico registro automobilistico (gestito dall’Automobile club d’Italia)-Motorizzazione: la montagna partorì il topolino. Con una piccola nota polemica, OmniAuto.it chiedeva al premier: “Scusi Renzi, ma l’accorpamento Pra-Motorizzazione?”. La ragione della domanda era semplice: nel dicembre 2013, sembrava sul punto di partire un registro unico in cui ci fossero immagazzinati i dati di tutti i veicoli immatricolati in Italia. Da noi, infatti, ci sono due registri: uno che fa capo al Pra e un altro che "è sotto" la Motorizzazione. La commissione Bilancio della Camera aveva approvato l’emendamento alla legge di stabilità presentato dall'onorevole Ettore Rosato per unificare i due archivi. Con un unico registro, si diceva a fine 2013, si eliminerebbero tutte le inutili duplicazioni strutturali e procedurali che oggi fanno gravare su automobilisti, imprese e operatori del settore il fardello dei doppi costi, sia di natura fiscale che documentale e la duplicazione di oltre 50 milioni di documenti cartacei da produrre e consegnare ai due uffici pubblici (Motorizzazione e Pra). Ma poi di quell’emendamento nella legge stabilità si sono perse le tracce.

Quanti tentativi a vuoto

A non convincere, della questione “accorpamento Pra-Motorizzazione”, è che anche nell’aprile 2014 una bozza del decreto spending review creava l’archivio unico, ma poi quella norma era misteriosamente scomparsa. E neppure di recente, con la bozza di disegno legge semplificazione, la fusione fra i due archivi, seppure pareva fosse solo stata rimandata di qualche settimana, è stata portata a termine. Adesso, una bozza di disegno legge non fa nessun riferimento all’accorpamento fra i due registri.

Una bozza che lascia perplessi

All'articolo 1, la bozza del disegno legge di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni. spiega che, anche al fine di contenere i costi connessi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e realizzare significativi risparmi di spesa per l'utenza, è prevista l’introduzione di unico documento contenente i dati di proprietà e di circolazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi. Da perseguire attraverso il collegamento e l'interoperabilità dei dati detenuti dalle diverse strutture, riorganizzando, mediante eventuale accorpamento, le funzioni svolte dagli uffici del pubblico registro automobilistico dell'Automobile club d'Italia e dal dipartimento della Motorizzazione civile del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Insomma, solo il documento unico. E la rivoluzione dei registri? Il taglio ai costi? Lo snellimento delle strutture? Sembra tutto dimenticato, d’incanto.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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