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pubblicato il 17 luglio 2014

Patente revocata: misure più drastiche dal ministero

Ergastolo della patente e omicidio stradale nel nuovo Codice della Strada?

Patente revocata: misure più drastiche dal ministero

Premessa: il Codice della strada parla più volte di revoca della patente, e si può pensare che in questi casi la licenza non venga mai più restituita a chi ha commesso una grave infrazione. Non sempre è così. Spesso, si tratta di un ritiro per un certo periodo di tempo, ma poi l’automobilista potrà di nuovo avere la patente. Adesso, il ministero dei Trasporti, con circolare 15040 del 07 luglio 2014 fa chiarezza su alcuni punti che riguardano la revoca della patente. Si parte dal fatto che, con la legge 120 del luglio 2010, concernente disposizioni in materia di sicurezza stradale, è stato inserito all’articolo 219 del Codice della strada il comma 3-ter che recita: “Quando la revoca della patente di guida è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187 [guida in stato alterato da alcol o droga], non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima di tre anni a decorrere dalla data di accertamento del reato”.

Contro alcol e droga

Il legislatore ha voluto inasprire il trattamento sanzionatorio nei casi di guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti prevedendo una ulteriore sanzione, oltre a quelle penali e amministrative, consistente, in caso di revoca della patente, nell’impossibilità di conseguire una nuova patente se non dopo tre anni dall’accertamento del reato. Ma qual è l’esatto significato dell’espressione “accertamento del reato”? L’esatta individuazione della data di accertamento del reato è rilevante in quanto costituisce il giorno da cui far decorrere il periodo triennale necessario per il conseguimento di una nuova patente. Sulla questione, ecco la risposta: la data di accertamento del reato, da cui decorre il triennio per poter riottenere il titolo abilitativo alla guida, va intesa con riguardo al passaggio in giudicato della sentenza penale e non già con riferimento al momento in cui l’organo accertatore contesta l’infrazione. Quest’ultimo momento segna l’avvio della fase processuale, il cui esito sarà determinato dalla pronuncia del giudice penale e dal successivo passaggio in giudicato della stessa. Insomma, il termine da cui far decorrere i tre anni per conseguire una nuova patente è quello della data del passaggio in giudicato della sentenza (o decreto penale).

Si vuole andare oltre

Al di là della revoca della patente per un certo periodo, ora il legislatore sta pensando a un’altra misura, più drastica: l’ergastolo della patente (ritirata a vita) per chi, sotto l’effetto di alcol o droga, causa gravi incidenti. Ma anche per chi, dopo aver provocato un sinistro, scappa senza soccorrere la vittima (pirata della strada), e per chi non concede la precedenza a un incrocio particolarmente pericolosa. L’ergastolo della patente verrebbe introdotto in modo relativamente rapido, grazie alla prossima modifica del Codice della strada. Invece, per introdurre il reato di omicidio stradale, quasi volontario, con pene molto più severe rispetto all’omicidio colposo di oggi (dovuto a imprudenza), sarebbe necessario modificare il Codice penale, con un iter molto travagliato e tortuoso. Ce la faranno stavolta i politici? Se ne parla dal lontanissimo 2008...

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale


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