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pubblicato il 16 marzo 2007

Picchio DP3: un'Alfa per la Grand-Am

Picchio DP3: un'Alfa per la Grand-Am
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Il ritornello del tanto decantato "Made in Italy" sta diventando un'ossessione. Non appena si parla dell'industria italiana il politico, il manager e l'industriale di turno non perde l'occasione per riempirsi la bocca di questa formula magica, come se a soltanto evocarla si possa risollevare l'economia del nostro paese. Insomma, parole tante ma fatti pochini.

A passare all'azione ci ha invece pensato la Picchio, una piccola azienda che produce in media 30 auto da corsa all'anno ad Ancarano, in provincia di Teramo, ma che è anche l'unico costruttore europeo approvato dalla serie Grand-Am, in cui è presente dal 2002.

La Picchio ha infatti avviato di propria iniziativa i primi studi di fattibilità per installare su un proprio telaio Daytona Prototype una carrozzeria derivata dall'Alfa Romeo 8C Competizione.
La ragione è che il regolamento della serie americana consentirà, a partire dal 2008, di caratterizzare la carrozzeria della vettura in gara secondo i criteri stilistici della casa costruttrice del motore.
Qualora quindi, l'Alfa Romeo ritenesse di omologare l'8V da 4700 cc attualmente installato sulla 8C Competizione, ciò consentirebbe di identificare l'auto come appartenente al marchio della Casa di Arese. Conseguentemente ci sarebbe un importante ritorno di immagine per il marchio italiano che è apprezzatissimo oltreoceano, dove è però assente dal 1992.

La nuova Daytona Prototype si chiamerebbe DP3 e sarebbe caratterizzata da un telaio a traliccio in acciaio con carrozzeria in fibra di carbonio, sospensioni a quadrilatero deformabile, cambio Hewland a 6 marce e una massa di 1020 kg.

Questo si che è Made in Italy!

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