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pubblicato il 15 luglio 2014

Multe, gli affari d’oro dei Comuni

In un anno le sanzioni sono cresciute del 15% e alcuni municipi prevedono di incassare ancora di più nel 2014

Multe, gli affari d’oro dei Comuni

Che il rapporto fra automobilisti e Comuni non sia dei migliori è noto da tempo. Adesso arriva altra benzina sul fuoco: secondo un’indagine dell’Adnkronos, le multe restano una voce di entrata fondamentale per far quadrare il bilancio dei Comuni, tanto che gli introiti, stimati per il 2014 salgono, in media, di oltre il 15%. Un dato eclatante, se si considerano due aspetti: primo, la crisi, che fa usare molto meno la macchina per risparmiare sul carburante; secondo, la difficoltà sempre maggiore di incassare, con punte di evasione dei pagamenti che arrivano al 50%. Se il trend resta quello di alzare l'asticella di almeno il 10%, come avviene sia a Milano che a Vicenza, con punte anche del 30% rispetto a quanto incassato nel 2013 in altri comuni, salgono ovunque, anche in maniera consistente, fino al 40%, gli obiettivi di recupero delle multe iscritte a ruolo.

Qualche esempio concreto

A Padova, la Giunta comunale ha deliberato l'abbandono di Equitalia, costituendo una società per la riscossione diretta. In alcuni casi, soprattutto nei comuni più piccoli e in quelli a più alta vocazione turistica, da Torre del Greco (Na) a Nettuno (Rm), si registra un incremento del rapporto fra somma stimata per le multe e numero di abitanti. Evidentemente, a pagare devono essere soprattutto turisti e automobilisti di passaggio. A Milano, nel 2014, il Comune prevede di incassare 23 milioni in più dalle multe. Gli incassi dalle sanzioni per violazioni al Codice della strada passano da 232 milioni (nel 2013) a 255 milioni nel bilancio di previsione 2014. Ovvero, +10%. Il motivo? Il maggior numero di telecamere e autovelox, collocati sulle strade della città, e un 15% in più di sanzioni sulla sosta sulle strisce gialle e blu. A Vicenza, nella presentazione del Bilancio di previsione 2014, è stimato un aumento degli introiti previsti per le infrazioni: la voce di entrata, pari a 2,85 milioni, prevede infatti un aumento di circa il 10% rispetto al 2013 che era di 2,59 milioni. Per il 2014, il Comune di Bologna prevede di incassare 46 milioni di euro in multe. Ma almeno dieci milioni, quindi il 20%, sono in sospeso, legati a contravvenzioni non riscosse e considerati quindi un’incognita che dipende dalla capacità dell’amministrazione di recuperare in tutto o in parte il credito. Il Comune di Nettuno, circa 47.000 abitanti, conta di mettere in bilancio, per l'anno 2014, la somma record di un milione di euro dalle multe comminate ai cittadini che hanno commesso delle violazioni al codice della strada. La valutazione è legata alla somma presunta di 10mila verbali di contestazione.

Questione strisce blu

Intanto, restano sul tappeto tre questioni. Anzitutto, i Comuni continuano a incassare tutti i proventi per gli autovelox collocati su strade provinciali, regionali, statali. La norma del Codice della strada del 2010, che prevedeva la spartizione a metà dei proventi coi proprietari della strada, è rimasta lettera morta. Secondo, la vicenda di chi sfora sulle strisce blu rispetto a quanto pagato con il Gratta e sosta non ha visto la parola fine: i Comuni, imperterriti, continuano a multare chi sgarra, nonostante il ministro dei Trasporti Lupi la pensi diversamente. E sugli autovelox finti nei box arancione, i Comuni insistono a utilizzarli, nonostante lo stesso Lupi li abbia dichiarati illegali.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , codice della strada , sicurezza stradale , multe


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