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pubblicato il 11 luglio 2014

Pneumatici e sicurezza, i 10 comandamenti

Basta poco per salvare delle vite. Pirelli e Polizia di Stato ci ricordano l'importanza di controlli e piccole attenzioni

Pneumatici e sicurezza, i 10 comandamenti
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Nel 2013 la Polizia di Stato ha multato 30.246 automobilisti italiani per non conformità degli pneumatici al Codice della Strada; nei primi cinque mesi di quest'anno le contravvenzioni per lo stesso motivo hanno superato il numero di 12.000. Un quadro desolante e preoccupanteconfermato dall'indagine Vacanze Sicure 2014. E voi, siete sicuri di essere in regola? Un'idea di massima ve la potete fare leggendo i "10 comandamenti" che Pirelli e Polizia di Stato hanno stilato in tema di corretta manutenzione di quei quattro elementi neri che mettono in contatto la vettura con la strada e che sono tanto importanti - quanto ignorati, troppo spesso - per la sicurezza vostra, dei cari che viaggiano con voi e di tutti gli utenti della strada.

I dieci comandamenti

Ecco 10 operazioni da effettuare con regolarità e ogni volta che si parte per un lungo viaggio.
1 -Pressione: deve rispettare quanto prescrive la Casa automobilistica e va misurata ogni 4 mesi circa, a freddo, ovvero dopo che il veicolo è fermo all'ombra da almeno qualche ora. Il dato corretto è riportato su un'apposita etichetta nella zona della battuta della portiera del guidatore o dietro lo sportello del serbatoio. Attenzione: la pressione di gonfiaggio varia in base al carico (se viaggiate da soli, in cinque o in cinque con bagagli, le gomme devono essere gonfiate in modo differente). Cliccate qui per altri suggerimenti.
2 -Usura battistrada: il Codice della Strada prescrive l'obbligo di sostituire le coperture quando il battistrada scende sotto la soglia di 1,6 mm di spessore. Sarebbe bene farlo prima, quando i tasselli sono a quota 2 – 2,5 mm.
3 -Montaggio "misto": è vivamente sconsigliato montare gomme diverse sui due assi e ancor di più sui lati, pena un comportamento anomalo dell'auto.
4 - Controllare periodicamente la bilanciatura degli pneumatici insieme alla pressione, quindi ogni quattro mesi circa, anche se molto dipende dai km che si percorrono.
5 - Dopo una foratura è opportuno visionare anche l'interno della copertura, dove si potrebbero nascondere residui dannosi per la struttura della stessa.
6 - Non parcheggiare su chiazze d'olio o solventi.
7 - Non superare mai le velocità e il carico massimo indicato dal Costruttore del pneumatico.
8 - Se proprio si sceglie di cambiare due soli pneumatici, è bene montare quelli nuovi sull'asse posteriore.
9 -Stile di guida e velocità influiscono sulla durata degli pneumatici.
10 - Far controllare periodicamente le condizioni generali degli pneumatici: anche in questo caso, ogni quattro mesi circa.

Piccole attenzioni, grandi differenze

Fidatevi: ci vuole più tempo a leggerli che a metterli in pratica, i "10 Comandamenti" appena esposti. Dieci accorgimenti preziosi i cui risultati mi sono stati dimostrati dai tester Pirelli sulla pista di collaudo e sviluppo di Vizzola Ticino. Una giornata molto interessante che si è svolta attorno a quattro argomenti principali. Il primo era il confronto tra una vettura equipaggiata con pneumatici sgonfi e una con gomme alla pressione corretta; il secondo fra un'auto con pneumatici sgonfi e usurati o una in perfetta efficienza; il terzo fra un'auto con gomme dal battistrada di 2 mm e una con pneumatici nuovi (7 mm di battistrada), su asfalto bagnato e in curva, mentre il quarto fra una vettura con pneumatici nuovi solo davanti e una con quattro gomme fresche di fabbrica.

Le gomme gonfie fanno la differenza

Basta veramente pochissimo, per salvare delle vite: le sagome di pedoni e ciclisti che abbiamo abbattuto al volante della VW Tiguan con gomme sgonfie ci ha fatto capire quanto un banalissimo controllo della pressione di gonfiaggio possa fare la differenza. Una VW Tiguan identica ma "gonfia" al punto giusto ci ha permesso invece di schivare tutte le sagome e di fermarci per tempo. Inoltre, la giusta pressione di gonfiaggio regala consumi minori e più lunga vita alle gomme: in altre parole, si spende meno nel breve e nel medio termine.

Sul bagnato cambia tutto

La differenza (abissale) fra gomme sgonfie e usurate oppure nuove e gonfiate alla pressione indicata dal Costruttore è stata dimostrata attraverso una prova di handling su pista bagnata. Il risultato? Le due Volvo V40 protagoniste del test, identiche, sembravano due vetture agli antipodi. La prima perdeva aderenza prima e a velocità più bassa e, allo stesso modo, era vittima molto spesso dell'acquaplaning (il fenomeno per cui il contatto fra pneumatico e asfalto è compromesso da un sottile velo d'acqua), oltre a reagire in modo poco progressivo. Sicura, prevedibile e facile da controllare la V40 ben gommata.

Battistrada ok

Due Audi A6 3.0 TDI "quattro" impegnate nella stessa curva hanno offerto risultati clamorosamente diversi. La variabile? L'usura degli pneumatici. Con battistrada in piena efficienza, l'acquaplaning si è innescato a 80 km/h; sulla A6 con tasselli di 2,5 mm (dunque ampiamente nei limiti consentiti dal Codice della Strada, 1,6 mm) la velocità critica cala a 70 km/h. Detto così risulta un po' freddo, ok: in pratica, dove con la prima si riesce a chiudere la curva, con la seconda si tira clamorosamente dritto. Quello che interessa l'utente medio non certo è il dato prestazionale, quanto il margine di sicurezza su cui poter contare in caso di imprevisto, come per esempio la strada bagnata al di fuori di una galleria.

Meglio quattro che due

Cambiando due gomme invece di quattro si spende la metà. Un affarone, almeno fino a che non accendete il motore e partite. Da quel momento in poi, i soldi risparmiati potrebbero costarvi parecchio di più e non solo in termini economici, visto che la sicurezza della vostra auto cala drasticamente. Lo affermo dopo aver visto in azione sullo steering pad (un tratto di asfalto composto di cerchi concentrici) due BMW 318d con il solito "schema": una montava quattro Pirelli PZero in perfetta efficienza, l'altra due gomme usurate al posteriore. La prima era bilanciata ed equilibrata, facile da gestire nel momento in cui perdeva aderenza. La seconda era invece molto più imprevedibile e con limiti di aderenza più bassi.

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Tag: Attualità , sicurezza stradale , pneumatici


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