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pubblicato il 11 luglio 2014

Sicurezza stradale: c’è da avere paura

Piovono inquietanti statistiche che riguardano le "mine vaganti" che circolano nel nostro Paese

Sicurezza stradale: c’è da avere paura
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OmniAuto.it è reduce da una conferenza stampa in cui il direttore del Servizio Polizia stradale, Giuseppe Bisogno, e il direttore di Assogomma, Fabio Bertolotti, hanno illustrato i risultati di una campagna di sicurezza stradale: al di là del fatto che - su 100 auto - 3,3 hanno le gomme lisce (erano il 2,7% nel 2013) e che la percentuale di pneumatici danneggiati visibilmente passa dal 3% al 4,35%, colpisce un altro dato. Ossia: su 100 macchine, quasi 6 non hanno la revisione periodica obbligatoria. Come dire che viaggiano “mine vaganti”, magari con freni fuori uso, pneumatici molto usurati, guai al telaio. E a proposito di “bombe in strada”, qualche giorno prima è stato diffuso un altro dato estremamente allarmante: 4 milioni di veicoli circolano senza Rca obbligatoria. Questo significa che ci sono 4 milioni di potenziali pirati della strada, i quali scappano dopo aver causato un sinistro per evitare la multa dovuta all’assenza della Rca.

Pirateria e alcol

D’altronde, anche il fenomeno della pirateria stradale è in costante aumento: si viaggia su 1.000 episodi l’anno, con 115 morti. Senza considerare che la vittima, se si ferisce soltanto, e se chi ha causato l’incidente non scappa, dovrà chiedere il risarcimento al Fondo vittime della strada, oberato di richieste come non mai. E il Fondo, per difendersi dalle truffe (domande di risarcimento per incidenti mai avvenuti), chiede una serie lunghissima di documenti precisi e dettagliati. In almeno un caso su tre, l’atto di pirateria è dovuto all’alcol, ma il dato è sottostimato, perché spesso il pirata viene acciuffato quando ormai le tracce di alcol nel sangue sono scomparse.

Un quadro drammatico

Come se non bastassero le vetture senza revisione, quelle con pneumatici lisci o danneggiati, e le macchine prive di Rca, solo nel 2013, ci sono stati 170 eventi di auto contromano, con 17 morti e 128 feriti (dati Asaps, Amici Polstrada). Martedì pomeriggio, solo per citare il più recente caso, sulla bretella dell’A11 che collega Lucca a Viareggio e che raccorda il tracciato della Firenze-Mare all’A12 Genova-Rosignano, una Fiat Panda stava percorrendo contromano la carreggiata che dalla costa conduce a Lucca: decine le telefonate al 113 e al 112 da parte di utenti terrorizzati, frenetiche le comunicazioni su Isoradio, inutile la corsa delle pattuglie della Stradale di Viareggio, allertate dalle sale operative di Questura e Carabinieri, perché alla fine la piccola Panda con a bordo Mara Caneschi, una signora di 78 anni, si è scontrata con una Volvo in corsia di sorpasso: l’anziana è morta. Una volta, la Polizia stradale ne bloccava più di uno su due, oggi nemmeno 3 su 10. Nel primo semestre di quest’anno, le forze di polizia sono riuscite a impedire 49 eventi su 170, il 28,8%. Nel 2007 se ne preveniva il 57,1%, nel 2008 il 56,7%, nel 2009 il 51,6%, nel 2010 il 50,7%, nel 2011 il 47,4%, nel 2012 il 42% e nel 2013 il 33,3%. Il motivo? Semplice: i tagli del Governo alle Forze dell’ordine.

Controlli alcol e controlli elettronici

Che in Italia, sotto il profilo della sicurezza stradale, ci sia ancora tantissimo da lavorare, lo dice anche la più recente statistica Istat: nel 2013, dal 2001, i morti sulle strade sono stati dimezzati. Con un gravissimo ritardo rispetto al piano dell’Unione europea, che parlava di calo del 50% di vittime dal 2001 al 2010. Molto spesso, la causa è l’alcol: ricordiamo che, stando all’Organizzazione mondiale della sanità, un sinistro su tre è dovuto allo stato d’ebbrezza. Ma la battaglia all’alcol non pare essere combattuta con gli strumenti giusti nel nostro Paese, visto che gli etilometri in uso alle Forze dell’ordine diminuiscono. Quello che aumenta di continuo, e ovunque, sono invece le telecamere e gli autovelox. Ai fini della sicurezza stradale, siamo sicuri che questa strategia paghi?

Autore: Redazione

Tag: Attualità , sicurezza stradale


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