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pubblicato il 8 luglio 2014

Il traffico ci costa oltre 1.000 euro l'anno

L'ACI fotografa la mobilità italiana e propone una soluzione

Il traffico ci costa oltre 1.000 euro l'anno

Tutto da rifare. La mobilità in Italia non funziona e va riorganizzata da capo. Lo dicono i numeri: 850 euro l'anno spesi da ogni famiglia per coprire il costo sociale degli incidenti stradali; tre giorni all'anno persi nel traffico; cinque miliardi di euro risucchiati dalla congestione nelle sei città più popolate. Lo studio della Fondazione Filippo Caracciolo e del Centro Studi ACI, "Muoversi meglio in città per muovere l'Italia", non è affatto tenero con il nostro paese e per ridurre lo squilibrio modale propone propone un intervento mirato sui costi di congestione. L'auto è sempre il mezzo più utilizzato (59% delle persone contro una media europea del 35%) e questo costa caro alla comunità. Solo a Roma si spendono per la congestione più di due miliardi di euro ogni anno ovvero 1.005,91 euro per ogni automobilista; 722,75 euro per ogni utente del trasporto pubblico.

Ricominciamo da capo

Per migliorare occorre mettere insieme una serie di ingredienti: promuovere il car sharing (possibilmente con veicoli elettrici, ibridi o a metano) ed il bike sharing; definire tempi e orari per carico e scarico merci; sostenere il telelavoro; delocalizzare gli uffici... insomma ripensare completamente la vita in città. Inoltre la tariffazione delle strade e della sosta, secondo l'ACI e la Fondazione Filippo Caracciolo, dovrebbe essere ripensata nell'ottica di ridurre consumi e inquinamento. D'altra parte il trasporto pubblico ha bisogno di essere rilanciato. Siamo indietro: nel triennio 2008-2011 gli investimenti nei trasporti urbani sono crollati del 26%. La rete metropolitana è tra le meno estese d'Europa (Milano, 92km, è al 14esimo posto; Roma, 41,5km, è in fondo alla classifica). Bisogna pure considerare che, rispetto alle linee metropolitane, quelle tranviarie hanno costi ridotti e minori tempi di realizzazione.

La ricetta dell'ACI

La mobilità urbana del terzo millennio ha bisogno di strumenti di infomobilità, pertanto gli investimenti finanziari in questo settore devono essere consistenti perché possono portare notevoli benefici (-10% di consumi ed emissioni; -20% di tempi di viaggio; -50% delle code). "Le principali città italiane sono belle ma invivibili – dichiara Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia – e pagano un altissimo spread-mobilità nei confronti degli altri centri europei a causa di traffico, incidenti e inquinamento. La ricetta dell’ACI è un progetto speciale nazionale per la mobilità urbana: 50 miliardi di euro in 10 anni, nuove regole, controlli efficaci e incentivi per le amministrazioni virtuose. L’80% dei fondi dovrà essere destinato a colmare lo spread infrastrutturale e di offerta del nostro trasporto urbano pubblico, il restante 20% coprirà gli investimenti per la messa in sicurezza dei punti critici, la promozione di servizi di car e bike sharing, il rinnovo del parco veicolare con l’introduzione di veicoli elettrici, la realizzazione di piste ciclabili e l’introduzione di tecnologie per la smart mobility".

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Tag: Attualità , car sharing , car pooling


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