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pubblicato il 8 luglio 2014

Rc auto, al Sud è un dramma

Lo dicono le Assicurazioni: nel Meridione, un numero elevatissimo di incidenti e truffe

Rc auto, al Sud è un dramma

Truffe nel ramo Rc auto, ecco qual è il guaio in Italia, specie al Sud. Ed ecco qual è uno dei fattori a provocare l’eterno caro-tariffe lungo tutto lo Stivale, perché a pagare di più le frodi saranno sì gli abitanti onesti (la maggior parte) del Meridione, ma pure quelli del Nord, visto che alla fine i costi delle Assicurazioni vengono spalmati su tutti gli automobilisti. È quanto emerso dal recente convegno Ania (l’associazione delle Compagnie), secondo cui, comunque, la riduzione dei prezzi sta proseguendo nel 2014 ed è ragionevole ritenere che il consuntivo di quest’anno evidenzierà un ulteriore, significativo calo della raccolta premi, mentre sembra invece arrestarsi la diminuzione della frequenza sinistri. Però occorre fare in fretta. Per l'Ania, quando, "con l’auspicata ripresa dell’economia, i cittadini torneranno a utilizzare di più le auto, ciò comporterà un inevitabile aumento dei sinistri, con un conseguente peggioramento dell’andamento tecnico, e una pressione al rialzo dei prezzi". Come dire: oggi, con la crisi e i sinistri in calo, comunque i ribassi sono minimi, anche a causa delle truffe. "Abbiamo, dunque, poco tempo per agire sui fattori strutturali che mantengono elevato il costo dei sinistri - dice l’Ania -. Ogni ulteriore ritardo rischierebbe di compromettere il processo di convergenza dei prezzi della Rc auto in Italia verso quelli europei".

Sinistri costosi, e talvolta in odore di frode

Per individuare in maniera oggettiva tali fattori, spiega l’Ania, "abbiamo dato incarico a una primaria società di consulenza di analizzare le cause del più alto costo della Rc auto in Italia rispetto a quattro grandi Paesi europei (Francia, Germania, Spagna e Regno Unito)": è emerso che, nel periodo 2008-2012, il maggior prezzo medio delle polizze italiane - pari a 213 euro - è dovuto per ben 180 euro al più elevato costo dei sinistri e al livello della tassazione specifica. Ma poi, "occorre agire su meccanismi complessi e politicamente scomodi. A cominciare dai livelli economici dei risarcimenti dei danni alla persona, che incidono per oltre 100 euro sul maggior prezzo pagato in Italia". E che talvolta sono in odore di truffa, specie in certe zone del Sud Italia.

La scatola nera non basta

Accettando di installare la scatola nera, sostiene l’Ania, il prezzo può scendere significativamente, avvicinandosi a valori prossimi a quelli praticati nelle altre aree. Ulteriori miglioramenti saranno possibili con la dematerializzazione del contrassegno e la messa a regime dei controlli a distanza, volti a eliminare la piaga dell’evasione dell’obbligo di assicurazione. Recuperare, anche in questo campo, la legalità porterà beneficio alla collettività. "Nelle zone del Paese in cui la Rc auto costituisce una forte criticità che incide sul tessuto sociale, la riscossa non può che nascere dall’impegno civile e da un profondo cambiamento culturale”: il riferimento è al Meridione. Il fatto è che in Italia c’è un livello più alto di frodi non scoperte (7%-10% in Italia rispetto al 3%-5% della media europea), dovuto anche all’assenza di strumenti efficaci (come database integrati) che possono aiutare gli assicuratori a identificare con più facilità i sinistri fraudolenti. Si tratta di un fenomeno largamente diffuso in alcune aree del Paese dove le peggiori condizioni economiche, insieme a maggior presenza di criminalità organizzata e a controlli meno efficaci da parte delle forze dell’ordine, rendono il terreno maggiormente fertile al proliferare di sinistri falsi. Va anche detto che, da noi, il rischio stradale è più elevato che all’estero, e c’è una presenza maggiore di motoveicoli: questi fattori hanno come diretta conseguenza una più elevata frequenza sinistri e un’incidenza più alta dei danni gravi alle persone. I motoveicoli in Italia rappresentano il 13% del totale veicoli contro il 10% della Francia, l’8% della Spagna e appena il 3% del Regno Unito. Per questi mezzi si registra in Italia un’incidenza del numero di morti su km di strada percorsi più elevata del 40% degli altri paesi europei e un’incidentalità per km percorso dalle moto circa il 70% più elevata delle autovetture.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , incidenti , assicurazioni


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