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pubblicato il 11 luglio 2014

Pass disabili: copia grossolana? Niente truffa

Se la “furbata” è molto evidente, niente frode: lo ha detto la Cassazione

Pass disabili: copia grossolana? Niente truffa

Sosta invalidi, c’è un triplo gesto di inciviltà che talvolta si verifica in Italia: qualche “furbetto” parcheggia, senza averne diritto, sulle aree riservate ai portatori di handicap; tiene il pass disabili con l’interessato ormai deceduto da un pezzo; e duplica il pass disabili. Solo che, se la contraffazione del pass per il parcheggio invalidi è grossolana, non si configurano necessariamente i reati di falso e truffa aggravata: lo ha detto la Cassazione con la sentenza numero 28204 del 18 giugno 2014, depositata dalla seconda sezione penale il 1° luglio. Così, gli ermellini hanno "dato ragione" al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Trani nel novembre 2013. Che dichiarava il non luogo a procedere nei confronti di un’imputata in merito ai reati previsti dagli articoli 477, 482 e 640 del Codice di procedura civile: parliamo di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, falsità materiale commessa da privato e truffa aggravata. Il motivo? Il fatto non costituiva reato. L’imputata era accusata di aver contraffatto il pass per il parcheggio invalidi rilasciato alla madre, senza pagare e, inoltre, di averlo esposto sul cruscotto della sua auto. Contro questa sentenza s’era opposto il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Bari, ma la Cassazione ha reputato non fondato il ricorso. Perché la copia del contrassegno per invalidi è grossolana.

Facilmente riconoscibile

Sul pass, infatti, ci sono tracce bianche del foglio di carta su cui è stato riprodotto. Questo conferma che è una falsificazione riconoscibile con gli occhi, in base alla sola disamina del documento stesso. Tant’è vero che l’automobilista era stata multata subito dall’ausiliario della sosta. Ricordiamo invece che, se si utilizza una perfetta fotocopia del pass invalidi, si commette reato: lo ha stabilito la stessa Cassazione (quinta sezione penale), con sentenza 26799 dell'11 aprile 2014 depositata il 20 giugno. La Suprema corte spiega che hanno rilevanza penale le condotte di falsificazione di copie in luogo degli originali, qualora il relativo documento abbia l'apparenza dell’originale e sia utilizzato come tale: si vede che non è una fotocopia. Risponde pertanto dei reati previsti dagli articoli 477 e 482 del Codice penale chi espone sul parabrezza la fotocopia del permesso per invalidi.

Anche senza attestazione

Sempre secondo la quinta sezione penale della Cassazione (sentenza 33214 del 31 maggio 2012, ma pubblicata il 23 agosto 2012), il reato di falso in autorizzazione amministrativa scatta per chi falsifica a regola d'arte il tagliando di parcheggio invalidi. E secondo gli ermellini, ai fini della prova che il pass è stato falsificato a regola d’arte, è rilevante l'accertamento del falso da parte di una persona qualificata. Per la precisione, la riproduzione fotostatica del permesso di parcheggio ricade nel reato di falsità materiale del privato in autorizzazione amministrativa, di cui agli articoli 477 e 482 del Codice penale. Non conta l’assenza dell’attestazione di autenticità.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , parcheggio


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