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pubblicato il 10 luglio 2014

Aci: è guerra alla false auto storiche

No ai catorci trasformati in auto storiche solo per pagare poco di bollo e Rca

Aci: è guerra alla false auto storiche

Statistiche certe non ne esistono, ma di sicuro c’è un fenomeno in atto in Italia molto particolare: quello delle macchine vecchie, con più di 20 anni, che diventano auto storiche. Alcuni proprietari lo fanno per pagare poco di tassa di proprietà (bollo) e di polizza assicurativa obbligatoria Rca. La maggioranza, invece, ha la passione per le auto storiche, che sono davvero tali. La questione riguarda soprattutto il Meridione del Paese, dove le tariffe Rca sono più salate e dove il parco auto è più anziano che nel resto della nazione. In merito, è condivisibile l’intervento dell’Aci: "È necessario stringere le norme per le iscrizioni al registro della auto storiche, perché solo 800.000 dei 4 milioni di veicoli ultraventennali oggi circolanti in Italia hanno un reale valore storico. Gli altri 3,2 milioni sono solo auto vecchie, poco sicure, che girano tutti i giorni, inquinano e vanno rottamate". Lo ha dichiarato il presidente Angelo Sticchi Damiani alla commissione Finanze della Camera dei deputati intervenendo sui tributi dell’auto.

"Trasformazioni" di comodo

In sostanza, i catorci che non hanno nessun valore storico, e che di storico possiedono solo la data di nascita, vengono talvolta etichettati come auto storiche. Questo succede qualche volta, evidentemente in alcuni consorzi di auto storiche compiacenti; altrimenti, non si spiegano i dati Aci: serve un club per certificare che la macchina, in condizioni più che decorose e dignitose, sia storica. Una volta avuta la storicità della vettura, a seconda della Regione si potrà pagare un bollo molto più basso. Ma soprattutto, sarà possibile avvalersi di sconti fortissimi in tema di Rc auto. A fronte, ovviamente, del pagamento della quota annuale al club. Ai parlamentari il presidente dell’Aci ha anche proposto di affidare al Pubblico registro automobilistico il controllo preventivo sulla copertura assicurativa dei veicoli, per fronteggiare efficacemente la piaga sociale ed economica dei veicoli circolanti senza Rc auto. A oggi si stimano circa 4 milioni di auto senza assicurazione, con un danno per le Compagnie di quasi 2 milioni di euro l'anno. Con la soluzione proposta dall’Aci si potrebbe intervenire ogni anno su circa 9 milioni di veicoli tra nuovi e usati, che non potrebbero essere registrati al Pra senza dimostrare prima una copertura assicurativa valida.

In un momento delicatissimo

Va anche detto che la presa di posizione dell’Aci (registro auto storiche al Pra, gestito dall’Aci stesso) arriva in un momento molto delicato, quando si parla da settimane di accorpamento Pra-Motorizzazione. Vedremo che cosa decideranno il Parlamento e il Governo, sia in merito alla fusione dei due archivi, sia per quanto riguarda il fenomeno delle auto storiche.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , auto storiche , assicurazioni


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