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Attualità

pubblicato il 7 luglio 2014

Dossier Spending Review

Scusi Renzi, ma l’accorpamento Pra-Motorizzazione?

Di archivio unico nazionale non si parla più

Scusi Renzi, ma l’accorpamento Pra-Motorizzazione?

Ha tenuto banco per settimane, secondo il premier Matteo Renzi era un priorità, pareva dovesse divenire realtà non una, non due, ma addirittura tre volte; alla fine, non se n’è fatto nulla: parliamo dell’accorpamento Pubblico registro automobilistico (gestito dall’Automobile club d’Italia)-Motorizzazione. Nel dicembre 2013, sembrava sul punto di partire un registro unico in cui ci fossero immagazzinati i dati di tutti i veicoli immatricolati in Italia. Da noi, infatti, ci sono due registri: uno che fa capo al Pra e un altro che "è sotto" la Motorizzazione. La commissione Bilancio della Camera aveva approvato l’emendamento alla legge di stabilità presentato dall'onorevole Ettore Rosato per unificare i due archivi. Con un unico registro "si eliminerebbero tutte le inutili duplicazioni strutturali e proceduraliche oggi fanno gravare su automobilisti, imprese e operatori del settore il fardello dei doppi costi, sia di natura fiscale che documentale e la duplicazione di oltre 50 milioni di documenti cartacei da produrre e consegnare ai due uffici pubblici (Motorizzazione e Pra)", spiega Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca, studi di consulenza automobilistica. L’Aci si era detto disponibile da subito a collaborare a questo processo, mettendo a disposizione la propria esperienza, il know how e la sua rete sul territorio: "Va dato atto al Governo e al Parlamento di aver saputo coniugare l’obiettivo di risparmiare risorse dello Stato con l’esigenza di rendere più agevole la vita di chi possiede un’auto".

Duplicazione superflua

I due registri, Pra e motorizzazione, hanno gli stessi dati, ma sono accessibili in maniera diversa perché il primo è consultabile tramite Internet, mentre il secondo è accessibile attraverso un iter burocratico che parte da uno sportello e da una richiesta fatta di persona. Informazioni utili se si vuole comprare un'auto usata e si desidera conoscerne la storia per stare più tranquilli, in particolare per capire che non ci sia un fermo amministrativo, che la vettura sia realmente intestata alla persona che la sta vendendo.

Aprile 2014 e giugno 2015

Ma poi di quell’emendamento nella legge stabilità si sono perse le tracce. La seconda puntata della telenovela “accorpamento Pra-Motorizzazione” è dell’aprile 2014, quando una bozza del decreto spending review creava l’archivio unico: nulla da fare neppure questa volta, perché qualche manina misteriosa, di notte, faceva sparire quella norma. E neppure di recente, con la bozza di disegno legge semplificazione, la fusione fra i due archivi, seppure pareva fosse solo stata rimandata di qualche settimana, è stata portata a termine. Qualcuno (forse al ministero della Funzione pubblica) sembrava volesse una soluzione drastica e immediata: chiudere il Pra, trasferire il personale al ministero dei Trasporti. Una seconda ipotesi, diciamo una via di mezzo fra quella che vuole il Pra in vita ed eliminato, parlava di Pubblico registro automobilistico smantellato solo dal 2017. Obiettivo, dare tempo all’Aci di riorganizzarsi in tre anni. Così, adesso, anche per la presidenza europea di Renzi, di accorpamento Pra-Motorizzazione non si parla più. Forse, si attende la ripresa dei lavori parlamentari. O forse, davvero, cambiare le cose in questo Paese è difficilissimo.

L'Unasca non ci sta

Da registrare la reazione dell’Unasca, in merito all’Aci: "Un 'più 24,82%' rispetto al 2012 alla voce 'ricavi delle vendite e prestazioni' relative a 'formalità, certificati e visure Pra' nel bilancio Aci del 2013 e un ‘meno 450.000 pratiche’ effettuate al Pra". I conti non tornano”. La spiegazione va cercata "nel decreto che lo scorso anno ha previsto un aumento del 30% delle tariffe delle pratiche Pra, producendo ulteriori entrate all'Aci. Che ha potuto chiudere l'ultimo esercizio con un avanzo di gestione pari a circa 20 milioni di euro, in controtendenza rispetto ai disavanzi registrati degli ultimi anni. Non rimane che augurarsi - dice l’Unasca - che l’anomalia tutta italiana del doppio sistema pubblico sia finalmente superata con l’accorpamento dell’Aci/Pra e della Motorizzazione così come ha annunciato Renzi”. Il quale dice: “Non mi fermerò sull’accorpamento tra Pra e Motorizzazione, non mi arrendo a questo blocco”. Ci sarà spazio per la questione nel decreto sblocca Italia di settembre 2014, probabilmente.

Autore: Redazione

Tag: Attualità , aci


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