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pubblicato il 4 luglio 2014

Nuova Volkswagen Passat, vista dal vivo

C'eravamo anche noi al debutto mondiale della nuova Passat. Ecco come ci è sembrata dal vivo

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Gli aspetti tecnici, i numeri e le innovazioni della nuova Passat li abbiamo già trattati; finalmente l'abbiamo vista dal vivo, toccata con mano. Si trattava dell'ora X per gli ingegneri che l'hanno progettata, per i designer che ne hanno definito le linee e per il top management che da lei si attende molto, moltissimo, come testimonia la presenza del numero uno del Gruppo Volkswagen Martin Winterkorn. Il risultato? Ecco com'è andata.

Una tre volumi ben proporzionata

Il lancio mondiale della nuova Passat si è tenuto a Potsdam, a pochi km da Berlino, in uno degli oltre venti centri design della Volkswagen sparsi in ogni angolo del pianeta. Il primo incontro della nuova nata con il mondo esterno è stato dunque organizzato direttamente nella culla, ma la tedesca si è dimostrata tutto tranne che timida, impreparata o acerba. Distesa su un passo più lungo che mai, larga e appoggiata su carreggiate "robuste", la Volkswagen di segmento D dà un'impressione di dinamismo che l'attuale generazione si sogna. Certo, dalla Passat in quanto tale sarebbe fuori luogo aspettarsi elementi di rottura. Passat è prima di tutto tradizione e"rassicurazione" del cliente, linee riconoscibili seppur aggiornate, DNA Volkswagen al 100%. E la Passat 2014 non fallisce: anche il meno esperto la riconosce come Volkswagen, nonostante la sua personalità sia ben più spiccata rispetto a quanto siamo abituati. Il passo in avanti più grande in termini di design è stato fatto nella parte posteriore della berlina: vista da dietro, la Passat generazione n° VIII è molto più slanciata e compatta della VII, grazie soprattutto alla riduzione dello sbalzo (la porzione di carrozzeria oltre l'asse). La Passat a tre volumi potrebbe finalmente togliersi di dosso, anche in Italia, il ruolo di comprimaria che da sempre ricopre.

Orgogliosamente Volkswagen, parola di de' Silva

Che la Passat non ami gli azzardi lo dice il suo "papà" Walter de' Silva prima di tutti gli altri. Il capo del design del Gruppo VW ha affermato e ripetuto più volte, nel corso della serata dell'anteprima mondiale, che fino a che ci sarà lui al timone delle operazioni, Volkswagen non proporrà mai linee di rottura. Non solo, con altrettanta fierezza de' Silva afferma: "Provate a togliere il marchio a una qualsiasi dei nostri modelli; chiunque direbbe che si tratta di una Volkswagen. Fate lo stesso con automobili della concorrenza e ditemi se il risultato è lo stesso".

Interni di categoria superiore

Una cosa è certa: che si tratti di una Volkswagen è palese appena si aprono le porte. La qualità la ritrovo ovunque: nella precisione con cui è eseguito l'assemblaggio, nell'accurata lavorazione delle plastiche e nell'attenzione riposta per i dettagli. Un esempio? L'idea di congiungere le bocchette d'aerazione centrali e di destra con dei profili che fanno sembrare la parte centrale della plancia un'unica bocchetta, appunto. Ancora, l'orologio analogico centrale è un vero e proprio vezzo “vintage” volutamente contrapposto alla strumentazione hi-tech con pannello TFT a colori. Gli spazi? Grandissimi, come da tradizione Passat, sia che si parli di abitacolo sia che si apra il bagagliaio.

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Tag: Anticipazioni , Volkswagen , auto europee


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