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Retrospettive

pubblicato il 6 luglio 2014

Zagato, le supercar del Terzo Millennio

Quasi cento anni di vita e tante pagine di design ancora da scrivere. Una storia italiana di successo

Zagato, le supercar del Terzo Millennio
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Anno di nascita: 1919. Segni particolari: la Z come elemento distintivo. Zorro come Zagato. Sì, il mitico personaggio di fantasia e il concretissimo atelier automobilistico italiano nascono lo stesso anno, il primo negli Stati Uniti dalla mente di Johnston McCulley e il secondo a Milano per volontà di Ugo (Zagato), che vuole trasferire le proprie competenze maturate nel settore aeronautico in tema di leggerezza e rigidità dei materiali sulle automobili. Un'idea ambiziosa ma perfettamente alla portata sua e dei suoi eredi, visto che l'azienda è viva e vegeta a distanza di quasi un secolo ed è ora condotta dalla terza generazione. Quasi un secolo di storia costellato di oggetti meravigliosi e spesso unici, creati per soddisfare i desideri (talvolta bizzarri) di qualche facoltoso appassionato di automobili, ma anche realizzazioni in piccola serie su richiesta delle Case automobilistiche, Alfa Romeo su tutte, ma anche Ferrari, Maserati, Lancia, Fiat, MG, Peugeot, BMW...

Ferrari, Aston Martin, Lamborghini... Solo il meglio

La memoria è un valore "sacro", guai a dimenticarsi di ciò che si è stati e ciò che si è fatto. Detto questo, raccontare Zagato attraverso le sue creazioni di inizio e metà secolo rischia di far sembrare la “Z” un pezzo di storia senza presente né futuro. Invece dalle parti di Rho (MI), dove l'azienda ha sede, le idee fervono e le auto continuano a essere il perno di tutto. Ultimo esempio, in ordine di tempo, è la Lamborghini 5-95 Zagato su base Gallardo presentata all'ultimo Concorso d’eleganza Villa d’Este. Scolpita, schiacciata a terra, aggressiva da far paura, la 5-95 (in onore al 95° compleanno dell'azienda) è un inno alla storia e alla tradizione sia della Lamborghini, sia della Zagato, entrambe note per il design senza compromessi, le proporzioni pensate per stupire e i fregi secchi, netti, quasi “incisi” con... La spada di Zorro. Curiosità: a volerla, è stato Albert Spiess, uno di quelli che può permettersi di alzare il telefono e commissionare una supercar come piace a lui, fatta da chi dice lui. Di ricorrenza in ricorrenza, come non menzionare Aston Martin DBS Coupé Zagato Centennial e DB9 Spider Zagato Centennial, entrambe regalate agli occhi degli appassionati in occasione dei 100 anni dell'Aston Martin? Ancora Aston Martin, questa volta la V12del 2012, molto british davanti e manga dietro (non a caso, il designer è giapponese). Tornando un attimo alle one-off “capriccio” di qualche eletto, merita di essere citata la Ferrari 575Z, che il giapponese Yunshiyuki Hayashi ha voluto che fosse realizzata dalla Zagato ispirandosi alla 250GTZ. L'imprenditore italiano Paolo Boffi ha invece espresso il desiderio che la sua Maserati fosse vestita come la Maserati A6 G Zagato del 1954: lo schiocco di dita si è concretizzato nella GS Zagato.

Zagato e le auto "normali"

Le mani e la creatività di Zagato hanno impreziosito in tempi recenti anche le BMW: Z4 Coupé (lanciata nel 2012 a Villa d'Este) e Z4 Roadster (2012, Pebble Beach) nello specifico. Visto che siamo in tema di eleganza, citazione d'obbligo va fatta all'Alfa Romeo TZ3 Corsa, che al Concorso di Villa d'Este del 2010 è stata premiata come il prototipo più bello. Cosa aggiungere? Ogni parola rischia di essere fuori luogo, meglio guardarla per capire ciò ci cui stiamo parlando. Ecco, una considerazione si può fare: peccato che nessuno, in Alfa Romeo, abbia pensato di dare un seguito produttivo a tale meraviglia. Passa meno di un anno e, dopo la TZ3 Corsa, Zagato si cimenta in un'altra auto made in Italy, la Fiat 500 Coupé Zagato. Anche in questo caso, le linee parlano da sé e persino chi non è un esperto di "Z" capisce che di Zagato si tratta: tetto e fiancata si incontrano nel montante posteriore acuminato, mentre le due gobbe sul tetto conferiscono un dinamismo più unico che raro.

Piccolo ripasso di storia

Dicevamo del valore della memoria: per Zagato, i quasi cento anni di storia si possono suddividere principalmente in 10 periodi. I '20 sono quelli dei modelli classici, in cui le Alfa Romeo della Scuderia Ferrari carrozzate Zagato si affermano in molte delle competizioni a cui prendono parte. Negli anni '30 il carrozziere milanese estremizza gli studi aerodinamici: le sue auto "fondono" i passaruota nel cofano motore e i fanali nella mascherina. La creatività spumeggiante di Zagato si concretizza, negli anni '40, nei modelli panoramici, in cui il vetro viene sostuito dal plexiglass per azzardare superfici trasparenti dalle forme mai viste prima. Successivamente, dagli Anni Cinquanta in avanti e con cadenza decennale, è il turno di: granturismo (sportive per tutti i giorni e per la pista); fuoriserie; modelli geometrici; serie limitate (per Alfa Romeo, Maserati e Aston Martin, tra le altre); V-Max (prototipi estremi su base Ferrari e Lamborghini); modelli neoclassici (il cui culmine è rappresentato dall'Alfa Romeo TZ3 Corsa di cui sopra; modelli iconici, come le Aston Martin per il centenario e la V12.

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Tag: Retrospettive , auto storiche , auto italiane


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